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La sindaca Elena Piastra? Non sbaglia mai!!! Chiamatela "Miss perfettina..."

Settimo arriva in ritardo sui fondi PNRR per gli arredi scolastici. Maiolino lo fa notare, Piastra replica tra attacchi, scuse e una certezza: la colpa è sempre di qualcun altro

La sindaca Elena Piastra? Non sbaglia mai!!!

Elena Piastra

Guai a dire alla sindaca Elena Piastra che è arrivata in ritardo. Guai a dirle che non ce l’ha fatta. Guai, soprattutto, a dirle che – per una volta – gli altri sono stati più bravi di lei.

Proprio a lei, la “maestrina”, la “visionaria”, "la prima cittadina della città meglio amministrata del mondo" quella che non sbaglia mai. Quella che se qualcosa non funziona, tranquilli, c’è sempre un colpevole pronto all’uso. L’Enel per le luci, la Smat per i tombini, la pioggia per l’erba, l'umidità, i colpi di calore, l'afa, i cittadini che lanciano i formaggini ai topi dalle finestre ... Il mondo contro. Sempre.
Mancava il "calendario". E stavolta, è toccato pure a lui. Eh sì. Colpa del calendario. Dell'orologio a pendolo.

Eppure il fatto è di una semplicità quasi offensiva.
C’era un bando PNRR per le scuole: soldi per comprare arredi, sedie, tavolini, armadietti. Non convegni, non slogan, non visioni: mobili. Roba che si tocca, si usa, si vede.

La regola era una sola, elementare: chi arriva prima prende. Settimo è arrivata dopo. Di una settimana.

Il Comune presenta la domanda il 25 febbraio. Il bando apriva il 17. Nel frattempo, altri Comuni – più piccoli, meno narrativi, meno social – avevano già fatto tutto.

Enzo Maiolino prende questo dato, lo guarda, e fa una cosa che tutto è fuorché rivoluzionaria: lo dice. Fa quello che fanno tutte le "opposizioni" del mondo. Apriti cielo. Non lo avesse mai fatto.

“Consigliere Maiolino, io la ringrazio perché Lei trova sempre il modo per aiutarmi…”, esordisce la sindaca sul gruppo Facebook del Partito Democratico. Che è già un capolavoro di ironia involontaria, considerando che sul suo profilo "posta" le peggiori "cagate" di questo mondo, poteva postare anche questa. Si vede lontano un miglio che "rode", "ingurgita", "scoppia". 

E poi parte. Una valanga.
“Quando vinciamo i bandi… vi spellate le mani per i vostri partiti… quando invece c’è da infangare il lavoro del Comune vi trovo prontissimi…”

Traduzione: il problema non è il ritardo. Siete voi che fate Opposizione. 

Poi il passaggio più raffinato. Più o meno così: non abbiamo perso, ma forse sì, ma in realtà no...
“Il governo ha cominciato a finanziare i primi Comuni e ipotizzano uno scorrimento… i giornali parlano di 1700 Comuni finanziati…”

Cioè: siamo fuori, ma potremmo anche non esserlo. Un po’ come dire che hai perso la partita, ma magari cambiano il risultato.

E siccome non basta, arriva anche la questione della vignetta diffusa dai Fratelli d'Italia. Non sia mai.
“Quanto è soddisfatto nell’usare questa immagine? La immagino bello soddisfatto…”

E giù con il curriculum: “Mi occupo direttamente di bandi da 7 anni…”. Che detta così apre un dubbio, più che chiuderlo. 

Poi, inevitabile, la fuga verso Roma. Quando il problema è locale, la soluzione è nazionale e c'è lei, candidata in pectore alle politiche, alle parlamentarie a qualsiasi cosa pure che sia "cosa", che fa finta di duettare direttamente con Giorgia Meloni.
“Il Governo premia chi fa il click più veloce, senza progetto e senza merito. Una pratica imbarazzante…”

Può essere. Ma resta un dettaglio minuscolo: il click andava fatto il 17. Non il 25.

E allora dito puntato di nuovo su Maiolino.
“Scriverà un post per prendere in giro le famiglie che non saranno abbastanza veloci per prendere il bonus? Farà una vignetta anche per loro? Anzi una per ciascuno: 35mila…”.

Più che un post una roba da bambini dell'asilo. "Maiolino brutto e cattivo che mi ha rubato la merendina...".

Insomma un crescendo. Mancavano solo le cavallette.

E poi ancora, sempre lì, sulle vignette, sui milioni vinti, sui bandi che arriveranno, su quelli in attesa, su quelli forse, magari, chissà: “Abbiamo vinto milioni di euro… abbiamo bandi in scorrimento… lavori entro dicembre… sa qualcosa?”

Tutto. Tranne una parola: ritardo.

Anche questa volta non è colpa sua. Non lo è mai. Chiamatela "Miss perfettina", versione istituzionale.

Tant'è! Comunque Maiolino non si è prestato allo spettacolo. Non è scappato. Ha ribattuto sul gruppo del Pd facendo una cosa fastidiosissima: è rimasto sul punto.

“Altre amministrazioni hanno presentato domande più corpose il giorno stesso… Varallo, Calamandrana, Varallo Pombia, Cellarengo… Settimo ha chiesto 31.099 euro una settimana dopo. Su 7 pagine di graduatoria siamo al fondo della sesta.”

Non è un’opinione. È una posizione.

E mentre la sindaca parla di milioni, di Governo, di sistemi, Maiolino la riporta dove fa più male: “Ai genitori del Teresa Noce che chiedono armadietti da anni… promessa mai mantenuta.”

Fine della teoria. Inizio della realtà. “I soldi erano lì… bisognava essere pronti. E non lo siete stati.”

Game over.

Per la cronaca – quella che non si discute – i soldi li hanno presi in tanti: Viù, Nole, Ciriè, San Maurizio, Foglizzo, Druento, Brandizzo. Gente che ha semplicemente guardato il calendario. Insomma non era impossibile. Era fattibile.

Ma ancora non basta. Si scopra pure una cosa curiosa: il bando non era di competenza dell’assessora Chiara Gaiola. Lo dice la sindaca.

Curioso davvero. Si parla di scuole, di arredi per bambini, ma l’assessora alla scuola non c’entra.

D’altronde da mesi è in tutte altre faccende affaccendata. S'intende nella versione local di “Ferragni”, un post al giorno tra Facebook e Instagram, la bambina, i racconti, le politiche sul bebè e sui papà.

Le sedie possono aspettare. I tavolini pure. Gli armadietti anche. E il calendario? Ma che cavolo ce ne frega a noi... 

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