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L'assessora ai "bebè" arriva tardi e gli asili e le scuole d'infanzia restano senza arredi

Finanziamenti per 1.778 scuole in tutta Italia, ma il Comune resta fuori: domanda presentata con una settimana di ritardo. L’opposizione attacca: “L’assessore ai ritardi colpisce ancora”

L'assessora ai "bebè" arriva tardi e gli asili restano senza arredi

Chiara Gaiola

Altro che arredi innovativi: a Settimo Torinese, per ora, si resta seduti… per terra. E senza nemmeno il tappetino Montessori.

La notizia è questa. Nei giorni scorsi il Ministero ha "sfornato" le graduatorie del PNRR per rinnovare asili nido e scuole dell’infanzia: 1.778 strutture finanziate, 150 milioni già sul tavolo e altri 30 milioni appena aggiunti, con tanto di dichiarazioni ministeriali sulla “pari opportunità educativa” e il “futuro dei nostri giovani”. Un film già visto, ma con scenografie nuove: tavolini ergonomici, sedute colorate, spazi pensati per crescere meglio.

Tutto molto bello. Peccato che a Settimo Torinese il film non sia nemmeno partito.

Colpo di scena... Il Comune della "visionaria" non c’è. Fuori dalla lista. Escluso. Tagliato. Non per sfortuna, non per cattiveria del destino, ma per una ragione molto più italiana: la domanda è arrivata in ritardo. Di una settimana. Il 25 febbraio invece del 17. Traduzione: quando si sono presentati alla cassa, i fondi erano già finiti.

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Enzo Maiolino, consigliere comunale dei Fratelli d'Italia

Sipario. The end. Fine del film....

E' andata meglio a tanti altri. A Viù, Nole, Ciriè, San Maurizio, Foglizzo, Druento e anche a Brandizzo. Hanno compilato i moduli, hanno inviato il tutto, infine incassato 48 mila euro. Non milioni, ma abbastanza per comprare qualcosa di più di una sedia spaiata.

Insomma a Settimo Torinese, mentre il PNRR corre, qualcuno pare essersi fermato al biberon. E' l’assessora Chiara Gaiola. La neo mamma in chiave "Chiara Ferragni", attivissima si social dove comunica da mesi tutta la sua gioia, la sua felicità, il racconto giorno per giorno della crescita della figlia e di tante iniziative a sfondo "bebè" (dal cinema per bebè, passando agli incontri sulla salute del bebè, fino alle battaglie sul congedo paritario) questa volta è inciampata su un dettaglio tanto banale, quanto letale: il calendario.

Che, si sa, nei bandi pubblici è una specie di divinità pagana. Se non la rispetti, non perdona.

A mettere il dito (ben piantato) nella piaga è il consigliere Enzo Maiolino, che spara a raffica: “Un sostegno del Governo Meloni andato in fumo. L’assessora ai ritardi colpisce ancora”.

E non è la prima volta, ricorda: "dalla mensa alla famosa “zuppa di vermi” – episodio che già di suo sembrava una metafora amministrativa – fino ai ritardi sull’indirizzo politico. Insomma, più che una svista, una tendenza...".

La domanda, inevitabile, resta lì sospesa: "colpa degli uffici o responsabilità politica?".
Perché se sbaglia una volta, può capitare. Se succede due, è sfortuna. Alla terza… forse è un metodo.

Intanto, mentre il Ministero parla di futuro e gli altri Comuni arredano, a Settimo si collezionano occasioni perse.

Ai bambini, per ora, resta la lezione più concreta di tutte: nella vita – e nei bandi – arrivare tardi costa caro. Anche quando hai tutte le buone intenzioni del mondo.

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