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10 Aprile 2026 - 09:39
Alcune delle opere mostrate durante la conferenza stampa
Arte e tecnologia associate per aprire nuove strade alla produzione ceramica. E’ un po’ la sintesi del lavoro di ricerca portato avanti negli ultimi anni da Sandra Baruzzi e Guglielmo Marthyn in collaborazione con il Liceo Artistico <Faccio> di Castellamonte. I due artisti, che sono anche ex-insegnanti del liceo, esporranno un centinaio di opere realizzate con delle stampanti 3D nel corso della mostra <Arte Design 3D Clay – atto secondo> visitabile a Palazzo Botton dal 18 aprile al 30 maggio e presentata alla stampa la scorsa settimana. Ai loro lavori si affiancheranno una ventina di elaborati didattici eseguiti da studenti del Liceo.
Durante <Buongiorno Ceramica>, la manifestazione che si tiene in maggio e che rappresenta un’anteprima della Mostra estiva - quella che fra agosto e settembre attira a Castellamonte un numero crescete di visitatori - sarà pertanto possibile visitare anche quest’esposizione e partecipare ad un’esperienza particolarmente coinvolgente: una visita guidata con accompagnamento musicale a cura dell’Associazione Liceo Musicale di Rivarolo. L’intento è quello di un’offerta artistica a tutto tondo, che veda le diverse arti interagire tra loro così come interagiscono, nel caso di Castellamonte, arte ed artigianato. Lo hanno sottolineato il sindaco Pasquale Mazza e l’assessore alla Cultura Claudio Bethaz: quella della ceramica è una lavorazione in cui la componente artigianale e quella artistica sono legate strettamente l’una all’altra.
Il curatore dell’esposizione Giuseppe Bertero (lo stesso che cura la Mostra della Ceramica e le iniziative collegate) si è detto “molto contento di presentare quest’iniziativa: ho conosciuto Sandra Baruzzi e Guglielmo Marthyn quand’ero preside al <Faccio> ed apprezzo il loro lavoro ed il loro modo di fare arte”. Sul merito della tecnica utilizzata, ha spiegato: “Ci si immagina che le opere in 3D siano fredde ma non è così: guardate quelle che hanno portato qui oggi. Sono calde, originali, belle”.
La denominazione <Arte Desing 3D Clay – atto secondo> fa riferimento ai due diversi momenti in cui si è svolta la sperimentazione, iniziata precocemente grazie all’acquisto da parte del Liceo <Faccio> di una prima stampante. Le possibilità di utilizzo erano allora limitate e fra i materiali ceramici solo la porcellana presentava le caratteristiche adatte. “Ci concentrammo sulla ricerca didattica” -ha spiegato Baruzzi – mentre nel secondo gruppo di opere, realizzate con una macchina molto più evoluta, prevale la ricerca materica. Oggi le stampanti offrono grandi possibilità: consentono persino di realizzare case per i senzatetto a costi bassissimi e con materiali ecosostenibili. Lo stesso Politecnico di Torino ci ha chiesto di sperimentare questo linguaggio”.
Marthyn ha precisato: “Sono ormai una trentina d’anni che le stampanti 3D vengono utilizzate per plastica, gomma, metalli, cemento, resine. Alla ceramica si è arrivati un po’ dopo perché più difficile da lavorare a causa della sua densità. Basta poco perché il processo di stampa s’interrompa e con questo materiale ogni volta che succedeva bisognava ripulire tutto mentre con gli altri si poteva ripartire facilmente”. Riprendendo il concetto già espresso da Bertero, ha spiegato che servirsi delle stampanti 3D non significa rinunciare alla creatività: “C’è ancora un po’ di diffidenza perché si pensa che tolgano spazio all’espressione artistica ma la macchina è uno strumento e tale resta. Il CAD può definire meglio l’idea iniziale; permette facili modifiche; aiuta molto perché consente di effettuare indagini di mercato (prima di passare alla produzione su larga scala) per capire se un prodotto incontrerà il favore del pubblico ma con il 3D non si deve realizzare ciò che si può fare bene a mano: serve per quel che a mano non si potrebbe fare. I tecnigrafi sono spariti ma il disegno resta fondamentale e così la creatività umana”.
Analogo il discorso della Baruzzi: “Oggi bastano poche ore per creare un prototipo, lo si prende e si bussa alle porte dell’industria. Il lavoro però è quello di sempre. Bisogna unire due tipi di competenze: quella dell’esperto in nuove tecnologie e quella di chi conosce le tecniche della ceramica. L’unione di competenze diverse, d’altra parte, è oggi richiesta in qualsiasi settore e, visto che il nostro liceo è strettamente unito al territorio, è normale per la scuola trasmettere questi saperi e far appassionare i giovani alle nuove tecniche. Gli studenti hanno capito subito le potenzialità del 3D tanto da chiedere di utilizzarlo all’esame, anche se non sarà possibile per una serie di motivi”.
Il coordinatore del Dipartimento Arte della Ceramica del <Faccio>, il professor Gianluca Sorbero, ha confermato: “I ragazzi sono consapevoli che si tratta di uno strumento e che non sostituisce la creatività. Le tecniche tradizionali restano, non vanno perdute, anzi non sarebbe possibile stampare in 3D senza conoscerle: le due cose si integrano”. Ha aggiunto una riflessione di carattere generale: “Nei miei sette anni d’insegnamento qui al liceo ho potuto constatare che non sempre i giovani apprezzano il valore della ceramica. Il nostro compito è forse proprio questo: farla scoprire e mettere in connessione scuola, produzione artigianale, territorio”.
Un auspicio condiviso da Bertero: “I giovani rappresentano il futuro: speriamo che qualcuno di loro voglia dedicarsi a quest’arte e rimanere a lavorare qui”.
La mostra <Arte Desing 3D Clay – atto secondo> sarà ospitata a Palazzo Botton e verrà inaugurata ufficialmente sabato 18 aprile alle 16 ma sono programmati altri due appuntamenti di notevole interesse.
Il primo è fissato per la mattina di sabato 9 maggio: proprio a Palazzo Botton si terrà alle 10,30 una conferenza sulla <Progettazione e stampa 3d Clay> con relatori Sandra Baruzzi e Guglielmo Marthyn.
Sabato 23 maggio invece, sempre a partire dalle 10,30, si potrà partecipare ad una visita guidata a cura dei due artisti accompagnati dalle musiche dell’Assieme di Fiati <AfFlatus>del Liceo Musicale di Rivarolo. Saranno sei i musicisti coinvolti: cinque Flauti ed un Clarinetto diretti dalla Maestra Bruna Querio.
La particolarità di questa esibizione è stata spiegata nel corso della conferenza stampa dalla direttrice artistica del Liceo Sonia Magliano, che ha esordito scherzando: “Visto che sono di Castellamonte, a suo tempo avevo cercato di imparare la lavorazione della ceramica ma senza risultati soddisfacenti. Pensavo che con il 3D mi sarei potuta redimere e invece anche stavolta ho dovuto rinunciare…”. Si è dedicata alla musica ma le arti, tutte le arti, sono accomunate dagli stessi fini: “mettere in funzione delle idee ed esprimerle in forme differenti. Anche se la nostra è una scuola di base, siamo molto attenti alla ricerca e la collaborazione fra arti diverse è ciò di cui i ragazzi hanno bisogno. Quel che faranno il 23 maggio sarà accogliere i visitatori accompagnandoli nelle diverse tappe della visita con pensieri e forme sonore variabili: faranno riferimento ad un canovaccio che partirà dalla musica antica per arrivare alle colonne sonore dei film ma le parti musicali verranno variate sul momento in base al pubblico che si troveranno di fronte”.
La mostra rimarrà aperta dal 18 aprile al 30 maggio per due giorni la settimana: il venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18; il sabato dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. Per gruppi di 10 o più persone sarà possibile effettuare una visita guidata anche negli altri giorni previo appuntamento telefonando al n. 0124.5187223.
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