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Artigianato in crisi, la risposta parte dai bambini: 32mila album per salvare i mestieri che stanno scomparendo

A Torino il progetto che punta a “strappare” i giovani agli schermi: il futuro del lavoro si gioca già alle elementari

I mestieri dell’Artigianato incontrano le scuole

I mestieri dell’Artigianato incontrano le scuole

L’artigianato prova a ripartire dai più piccoli, nel tentativo di salvare mestieri sempre più a rischio estinzione. È questo il senso del progetto “I mestieri dell’Artigianato”, promosso da Confartigianato Imprese Piemonte con il patrocinio della Regione Piemonte, della Camera di Commercio di Torino e dell’Ufficio Scolastico Regionale, che il 9 aprile ha fatto tappa nel capoluogo piemontese con il primo evento ufficiale di distribuzione degli album dedicati ai bambini.

L’iniziativa, rivolta alle classi terze delle scuole primarie piemontesi, prevede la distribuzione di 32.000 album illustrati e da colorare che raccontano i principali mestieri artigiani – dal falegname al ceramista, dal fabbro al sarto – attraverso immagini e testi in versi semplici, pensati per coinvolgere i più piccoli in modo immediato e creativo.

L’obiettivo è chiaro: contrastare la crescente difficoltà nel reperire personale qualificato e riavvicinare le nuove generazioni al mondo del lavoro manuale e del “saper fare”, in un contesto sociale sempre più distante da queste professioni.

A sottolinearlo è Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, che spiega: «L’album da colorare i Mestieri dell’Artigianato, è un progetto ideato da Confartigianato Imprese Piemonte, con il patrocinio della Regione Piemonte e la Camera di Commercio di Torino, per sensibilizzare i bambini delle scuole primarie piemontesi riguardo i mestieri artigiani per il loro futuro».

E ancora: «Il nostro obiettivo è rivolgerci ai bambini ancora in tenera età, poiché ancora privi da ogni tipo di sovrastruttura culturale derivante dal contesto in cui vivono, per avvicinarli al mondo del “saper fare” artigiano per il loro futuro».

Il primo evento torinese si è svolto nella mattinata del 9 aprile, alle ore 10, presso il Coro della Chiesa di Santa Pelagia, segnando l’avvio ufficiale della diffusione del progetto anche a Torino. Alla giornata ha partecipato anche l’assessore al Bilancio e Attività Produttive della Regione Piemonte, Andrea Tronzano, che ha espresso entusiasmo per un’iniziativa considerata strategica per il territorio.

La mattinata è stata interamente dedicata agli studenti: dopo l’accoglienza e la distribuzione degli album, è seguita una presentazione del progetto da parte di Confartigianato e delle istituzioni presenti, con l’obiettivo di evidenziarne il valore educativo e culturale. A chiudere l’evento, uno spettacolo della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus, pensato per coniugare intrattenimento e formazione.

Il progetto nasce in un momento in cui l’artigianato rischia di perdere terreno, non per mancanza di lavoro ma per carenza di nuove generazioni disposte a intraprendere questi percorsi professionali. Un fenomeno che lo stesso Felici descrive senza giri di parole: «Per la prima volta l’artigianato si dota di uno strumento pensato per i bambini, un album che richiama alcune figure del mondo artigiano come l’acconciatore, l’edile, la sarta, il taxista, ecc., per raccontare la storia, l’identità e il valore di un mondo complesso e stratificato, in continua trasformazione. È fondamentale portare l’esempio artigiano ai più giovani già nella fase primaria del percorso scolastico, affinché possano operare future scelte consapevoli, e perché no, dare continuità ad antichi mestieri che, sempre di più, sono espressione di modernità e ricerca di innovazione ma che purtroppo rischiano l’estinzione non perché manchi il lavoro ma perché sono sempre meno le persone desiderose di intraprendere mestieri che comportino il doversi spostare dal monitor del PC».

E conclude: «Crediamo fortemente che questo progetto possa contribuire ad essere un antidoto alla frammentazione, all’emarginazione, all’estinzione, che come custodi di mestieri e tradizioni millenarie abbiamo il dovere di combattere».

L’iniziativa si inserisce così in un più ampio tentativo di rilanciare un comparto storico del Piemonte, valorizzando competenze, creatività e manualità in un’epoca sempre più digitale, dove il rischio è quello di perdere interi saperi tramandati per generazioni.

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