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09 Aprile 2026 - 16:01
Edilizia popolare, Torino e Settimo uniscono le forze: via al tavolo su Borgo Nuovo
Un patrimonio di centinaia di alloggi da ripensare, un quartiere da rigenerare e un modello abitativo da aggiornare dopo decenni. È da qui che parte il tavolo congiunto tra Torino e Settimo Torinese, avviato per affrontare il futuro dell’edilizia popolare a Borgo Nuovo, una delle aree più complesse dal punto di vista urbanistico e sociale.
Al centro dell’iniziativa ci sono circa 380 alloggi di edilizia pubblica, proprietà della Città di Torino ma situati nel territorio di Settimo. Un’anomalia amministrativa che nel tempo ha reso più difficile una gestione coordinata e che ora diventa uno dei nodi da sciogliere attraverso un lavoro condiviso tra enti.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: valutare interventi di recupero, rifunzionalizzazione e, dove necessario, ricostruzione degli edifici esistenti. Non si tratta quindi di semplici manutenzioni, ma di una possibile trasformazione profonda del quartiere, costruito secondo modelli abitativi ormai datati.
Il percorso non sarà breve. Il tavolo avrà una durata prevista di diciotto mesi e coinvolgerà, oltre ai due Comuni, anche Regione Piemonte, Città metropolitana e altri soggetti istituzionali competenti. Non è esclusa, inoltre, la partecipazione di operatori privati e del mondo della cooperazione, a conferma di un approccio che punta a mettere insieme risorse e competenze diverse.
Secondo l’assessore alle Politiche abitative di Torino, Jacopo Rosatelli, il tema degli alloggi di proprietà comunale situati fuori città rappresenta un passaggio strategico all’interno del più ampio Piano dell’Abitare. L’aspettativa è che il lavoro avviato possa tradursi in un aumento degli alloggi disponibili per chi è in difficoltà abitativa, in un contesto in cui la domanda continua a crescere.
Sulla stessa linea anche la vicesindaca con delega al Patrimonio, Michela Favaro, che ha sottolineato come la valorizzazione di un patrimonio così esteso richieda necessariamente un’azione coordinata tra più soggetti, con l’obiettivo di restituire alla collettività una dotazione abitativa oggi solo parzialmente utilizzata o comunque bisognosa di interventi significativi.

Elena Piastra
Dal lato di Settimo Torinese, la sindaca Elena Piastra ha evidenziato un aspetto cruciale: la necessità di superare un modello abitativo nato oltre 50 anni fa e mai realmente aggiornato. Un passaggio che implica non solo interventi edilizi, ma anche una riflessione più ampia sulla qualità della vita nei quartieri, sui servizi e sulla coesione sociale.
Borgo Nuovo, infatti, non è solo un insieme di edifici, ma un contesto che nel tempo ha evidenziato criticità legate alla manutenzione, alla gestione degli spazi e alla vivibilità complessiva. Intervenire su questo patrimonio significa quindi agire su più livelli: urbanistico, sociale ed economico.
Il tavolo rappresenta, in questo senso, un tentativo di uscire da una logica frammentata e affrontare il problema in modo sistemico. La presenza di più attori istituzionali e la possibilità di coinvolgere soggetti esterni indicano la volontà di costruire un progetto che vada oltre la semplice riqualificazione fisica.
Resta ora da capire quali saranno le soluzioni concrete che emergeranno nei prossimi mesi. Dalla ristrutturazione degli edifici esistenti fino a ipotesi più radicali di demolizione e ricostruzione, il ventaglio delle possibilità è ampio. Ma il punto di partenza è chiaro: mettere mano a un patrimonio importante, oggi sottoutilizzato o bisognoso di interventi, e trasformarlo in una risorsa per la città e il territorio.
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