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Costume e società
09 Aprile 2026 - 11:23
Dennis torna con “Mi piaci tu”: il cantautore di Settimo consolida la sua nuova identità artistica
Un nuovo capitolo, ancora una volta. Dennis Rizzi torna con un singolo che sembra confermare, senza esitazioni, la traiettoria intrapresa negli ultimi due anni: meno costruzione, più verità. Da domani, su tutte le piattaforme digitali, sarà disponibile “Mi piaci tu”, pubblicato per M.A.S.T. con distribuzione Believe.
Un’uscita che non arriva per caso, ma si inserisce in un percorso preciso. Quello di un artista che, dopo l’esposizione mediatica e il successo immediato, ha scelto di fermarsi, rimettere in discussione tutto e ripartire da sé.
Classe 2002, nato e cresciuto a Settimo Torinese, Dennis – conosciuto dal grande pubblico come Deddy – aveva raggiunto la notorietà nel 2021 grazie ad Amici di Maria De Filippi, dove si era classificato terzo, conquistando pubblico e classifiche con brani come Il cielo contromano e 0 passi. Un successo rapido, quasi improvviso, che lo aveva proiettato al centro della scena pop italiana.
Ma è proprio dopo quel primo ciclo che qualcosa cambia.
Negli anni successivi, tra nuovi singoli e sperimentazioni, Dennis attraversa una fase di ricerca personale e artistica. Un momento di ricostruzione, più che di continuità, in cui l’obiettivo diventa quello di costruire qualcosa di nuovo, di personale, qualcosa di vero.
Il punto di svolta arriva nel 2024: addio a Deddy, ritorno a Dennis. Non solo un cambio di nome, ma una dichiarazione d’intenti. Un passaggio simbolico che segna la volontà di eliminare distanze e sovrastrutture, riportando musica e identità sullo stesso piano.
In questo contesto si inserisce “Mi piaci tu”, che appare come una naturale prosecuzione di questa nuova fase.
Il brano è costruito come un dialogo, una dinamica a due voci che restituisce il momento più fragile – e forse più autentico – di ogni relazione: quello della dichiarazione. Nessuna metafora eccessiva, nessuna fuga simbolica. Solo parole dirette.
La frase che dà titolo al pezzo diventa così il perno narrativo attorno a cui ruota tutto il racconto. Un’affermazione semplice, ma non banale, perché contiene dentro di sé il rischio dell’esposizione: dire “mi piaci” significa accettare la possibilità del rifiuto.
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Dennis lavora proprio su questa tensione. Il testo si muove tra esitazione e apertura, tra paura di perdere e desiderio di vivere. L’insicurezza non viene nascosta, ma anzi diventa materia narrativa. È una fragilità consapevole, che riflette una cifra stilistica ormai riconoscibile nella sua produzione più recente.
Dal punto di vista musicale, “Mi piaci tu” si colloca nell’orizzonte dell’it-pop contemporaneo, ma con una precisa scelta di sottrazione. La produzione evita stratificazioni eccessive e lascia spazio alla voce, al testo, alla dimensione narrativa.
La scrittura – firmata da Dennis insieme a Victor Anfray – resta ancorata a immagini semplici e riconoscibili, capaci di trasformare un’esperienza personale in qualcosa di condivisibile. È qui che si gioca la forza del brano: nella capacità di rendere universale un momento estremamente individuale.
Il percorso di Dennis conserva però un elemento che non cambia: le radici. Settimo Torinese resta il punto di partenza – simbolico e reale – di una storia che racconta molto più di una carriera musicale. Dal lavoro come barbiere per mantenersi agli studi, fino alla ribalta televisiva e discografica, il suo è un tragitto che riflette quello di una generazione sospesa tra esposizione e bisogno di autenticità.
Negli ultimi anni anche i suoi progetti dal vivo hanno cercato un contatto diretto con il pubblico, fuori dai contesti tradizionali. Una scelta che va nella stessa direzione della sua musica: accorciare le distanze.
Il nuovo corso non è passato inosservato. Nel 2024, il singolo “Persi per niente” è stato premiato con il Premio Lunezia per la Generazione Z, riconoscimento che valorizza il contenuto musical-letterario delle canzoni.
In questo quadro, “Mi piaci tu” non è una rottura, ma una conferma. Conferma di una scrittura più diretta, di un’estetica più essenziale, di una volontà chiara: raccontarsi senza filtri. E forse proprio qui sta il senso più profondo del percorso di Dennis. Non tanto cambiare nome, ma tornare a chiamarsi.
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