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08 Aprile 2026 - 14:03
A Torino nasce la Scuola popolare di salute mentale: partecipazione gratuita e aperta a tutti
Un luogo dove la salute mentale smette di essere solo una questione clinica e diventa un tema collettivo, sociale, condiviso. A Torino prende forma la Scuola popolare di salute mentale, un progetto gratuito e aperto a tutti promosso dal Tavolo salute mentale di Arci Torino e sostenuto dal Comune.
L’iniziativa nasce da un percorso partecipato durato mesi, che ha coinvolto oltre cento persone tra professionisti del settore — psicologi, psichiatri, educatori — e cittadini che hanno vissuto direttamente esperienze di sofferenza psichica. Non semplici destinatari di cure, ma, come vengono definiti nel progetto, “esperti per esperienza”, persone che portano un sapere costruito nella vita reale, oltre che nei percorsi terapeutici.
Il programma della Scuola è il risultato di un lavoro collettivo fatto di incontri plenari e gruppi tematici, nei quali i bisogni individuali sono stati trasformati in contenuti formativi. La prima edizione prenderà il via sabato 11 e domenica 12 aprile, proponendo uno spazio di confronto in cui saperi accademici e vissuti personali si incontrano senza gerarchie.
L’obiettivo è chiaro: decostruire la narrazione negativa sulla salute mentale e restituirle una dimensione più ampia, che riguarda la società nel suo insieme. In questa prospettiva, la cura non è solo un percorso sanitario, ma un diritto che deve essere accessibile e condiviso.
Non è un caso che la Scuola nasca in Barriera di Milano, quartiere complesso e simbolico della città. L’iniziativa segna infatti anche la riapertura del circolo Arci Anatra Zoppa di via Courmayeur, che tornerà a essere uno spazio di aggregazione e partecipazione. Le attività si estenderanno anche a piazza Crispi e coinvolgeranno realtà associative del territorio, con proposte che spaziano dal gioco di ruolo urbano alla musica Gnawa, patrimonio culturale riconosciuto dall’Unesco.
Più che un corso, la Scuola popolare di salute mentale si presenta come un laboratorio sociale. Un tentativo concreto di cambiare prospettiva: mettere al centro le persone, le loro storie e il diritto a essere ascoltate, in un ambito che troppo spesso resta confinato tra stigma e silenzio.
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