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Sanità
06 Aprile 2026 - 17:47
Foto di repertorio
Un intervento straordinario, che segna un possibile punto di svolta nella chirurgia oncologica. All’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, un paziente di 76 anni è stato operato da sveglio per l’asportazione di una neoplasia sanguinante del colon destro, grazie a una combinazione di anestesia loco-regionale e ipnosi clinica.
Niente anestesia generale, dunque niente ventilazione artificiale, che nel suo caso avrebbe potuto provocare complicanze respiratorie dall’esito imprevedibile. Il paziente, pugliese, era infatti stato giudicato inoperabile in altre strutture a causa di un quadro clinico complesso, aggravato da una grave insufficienza respiratoria dopo una massiva embolia polmonare.
L’intervento è stato eseguito dalla Chirurgia Generale 1 universitaria diretta dal professor Mario Morino, che insieme a Valentina Palazzo, psicologa, specializzanda in chirurgia generale e ipnologa clinica, ha sviluppato un protocollo personalizzato definito “awake”.
La procedura ha combinato blocchi della parete addominale, sedazione cosciente – con il paziente quindi vigile – e ipnosi clinica. Questo approccio ha permesso di mantenere una stabilità neurovegetativa ottimale e una respirazione autonoma per tutta la durata dell’intervento.
Fondamentale anche l’esperienza chirurgica del professor Morino, che ha garantito rapidità e delicatezza nella manipolazione dei tessuti, contribuendo al comfort del paziente.
Secondo quanto comunicato dall’ospedale, si tratta del “primo caso documentato a livello internazionale di una resezione colica maggiore eseguita con questa specifica tecnica sinergica”.
Per tutta la durata dell’operazione, circa un’ora, il paziente ha conversato con Palazzo, che attraverso tecniche ipnotiche lo ha accompagnato mentalmente lontano dalla sala operatoria, nelle sue campagne pugliesi.
I risultati nel post-operatorio sono stati definiti estremamente positivi. Non è stato necessario il ricovero in Terapia intensiva, previsto invece in caso di anestesia generale. Già nelle prime 24 ore il paziente ha ripreso a camminare autonomamente e ad alimentarsi, mentre nella seconda giornata è stata completamente ripristinata la funzione intestinale, con un controllo del dolore sempre ottimale. Dopo pochi giorni, ha potuto fare rientro in Puglia in totale sicurezza.
A sottolineare la portata dell’intervento è il direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino, Livio Tranchida, che dichiara: “Si tratta di una nuova frontiera per i pazienti fragili. Questo intervento dimostra come l'eccellenza chirurgica, unita alla medicina personalizzata e all'integrazione di tecniche quali l'ipnosi clinica, possa espandere i confini della chirurgia oncologica. Il modello torinese guidato dal professor Morino si conferma un punto di riferimento nazionale per il trattamento di quella popolazione di pazienti che, pur necessitando di interventi salvavita, presentano rischi proibitivi per i protocolli chirurgici standard”.
Sull’intervento è intervenuto anche Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, che sui social ha commentato sottolineando il valore dell’operazione: “CHIRURGIA ONCOLOGICA ‘AWAKE’: ASPORTATO TUMORE AL COLON IN IPNOSI SU PAZIENTE SVEGLIO AD ALTO RISCHIO. All’Ospedale Molinette di Torino, un tumore al colon considerato non operabile in regime di anestesia generale, è stato asportato integrando tecniche di anestesia locale e ipnosi. Un caso di eccezionale rilevanza clinica e, a quanto risulta, il primo caso documentato a livello internazionale di una resezione colica maggiore eseguita con questa specifica tecnica. Per superare le controindicazioni ai protocolli standard, il professor Mario Morino e la dottoressa Valentina Palazzo hanno sviluppato un protocollo ‘awake’, mantenendo il paziente in uno stato di veglia e ipnosi clinica. Questo ha permesso di mantenere una ottimale stabilità neurovegetativa ed una respirazione autonoma per tutta la durata dell’intervento. L’efficacia di questo approccio sinergico è stata confermata da una ripresa post-operatoria definita ‘eccezionale’ dai medici: non è stato necessario il ricovero in Terapia Intensiva, previsto qualora l’intervento fosse stato condotto in anestesia generale. Il paziente è rientrato direttamente in reparto di degenza”.
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