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Meloni sistema il Turismo ma il governo resta a metà: cinque caselle ancora vuote (più Delmastro)

Mazzi promosso al posto di Santanchè, ma tra dimissioni e incarichi scoperti l’esecutivo resta incompleto

GIORGIA MELONI

GIORGIA MELONI - PREMIER

Il governo trova una soluzione sul Turismo, ma il puzzle resta incompleto. Dopo il blitz della premier Giorgia Meloni, che ha affidato la delega a Gianmarco Mazzi al posto della dimissionaria Daniela Santanché, nell’esecutivo rimangono ancora diverse caselle vacanti.

Sono almeno cinque gli incarichi ancora da riempire, a cui si aggiunge quello lasciato da Andrea Delmastro, ex sottosegretario alla Giustizia dimessosi dopo le polemiche sulle quote societarie detenute con la famiglia di Mauro Caroccia, vicino al clan camorristico di Michele Senese.

In attesa di una eventuale nomina per sostituire Delmastro, le sue deleghe sono state redistribuite: al sottosegretario leghista Andrea Ostellari è andata quella sul Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e sulla polizia penitenziaria, mentre al viceministro di Forza Italia Francesco Paolo Sisto sono state affidate le competenze sul Dipartimento informatico tecnologico e sulla magistratura onoraria.

Tra le caselle ancora scoperte c’è quella lasciata da Augusta Montaruli, dimessasi il 18 febbraio 2023 dal ruolo di sottosegretaria all’Università dopo la condanna definitiva per l’uso improprio di fondi dei gruppi del Consiglio regionale del Piemonte. Un vuoto che dura ormai da tre anni.

AUGUSTA ANITA LAURA MONTARULI

Un altro addio pesante è stato quello di Vittorio Sgarbi, che ha lasciato l’incarico di sottosegretario alla Cultura dopo settimane di tensioni legate a un’inchiesta su un quadro rubato – dalla quale è stato poi assolto – e alle accuse di attività incompatibili con il suo ruolo. All’epoca condivideva l’incarico proprio con Gianmarco Mazzi, allora sottosegretario con delega allo spettacolo, oggi promosso al Turismo: resta ora da capire se quella delega verrà riassegnata.

Più recenti, e senza motivazioni giudiziarie, le dimissioni del leghista Massimo Bitonci, che il 14 gennaio ha lasciato il ruolo di sottosegretario alle Imprese per tornare in Veneto come assessore nella giunta guidata dal collega di partito Alberto Stefani, e quelle di Giorgio Silli, sottosegretario agli Esteri per Forza Italia, dimessosi il 9 febbraio dopo aver accettato la guida dell’Istituto Italo-America Latina.

La mossa su Mazzi consente al governo di chiudere almeno il fronte Turismo dopo le dimissioni di Santanché, ma lascia aperta la questione più ampia della composizione dell’esecutivo. Tra incarichi redistribuiti e poltrone ancora vuote, il quadro resta in evoluzione, con un equilibrio ancora da completare.

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