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Vercelli si ferma per la Processione delle Macchine: il Venerdì Santo tra fede e tradizione

Processione delle Macchine dall’abbazia di Sant’Andrea, tra ceri e fiaccole nel centro storico; riconosciuta Patrimonio d’Italia nel 2011

Vercelli si ferma per la Processione delle Macchine: il Venerdì Santo tra fede e tradizione

Vercelli si ferma per la Processione delle Macchine: il Venerdì Santo tra fede e tradizione

Vercelli si prepara a uno dei momenti più intensi e identitari dell’anno. Con il Venerdì Santo torna la Processione delle Macchine, un appuntamento che unisce fede, storia e tradizione popolare, capace ogni volta di trasformare il centro cittadino in un grande palcoscenico spirituale.

Protagoniste sono le “Macchine”, imponenti gruppi scultorei realizzati in legno, gesso e cartapesta, custoditi dalle confraternite e raffiguranti i momenti più significativi della Passione di Cristo: dall’Orto degli Ulivi fino alla Crocifissione. Opere che non sono solo simboli religiosi, ma veri e propri patrimoni artistici tramandati nel tempo.

Il corteo partirà dall’abbazia di Sant’Andrea, cuore della celebrazione, e attraverserà le vie del centro storico in un’atmosfera unica. Le Macchine vengono portate a spalla da volontari, mentre figuranti in abiti tradizionali accompagnano la processione, contribuendo a ricreare un rito che affonda le radici nella storia della città.

Quando cala la sera, la suggestione cresce: ceri e fiaccole illuminano il percorso, mentre fedeli e visitatori seguono in silenzio il passaggio delle sculture. Un momento sospeso, che ogni anno richiama non solo i vercellesi, ma anche molti turisti attratti dalla forza visiva ed emotiva dell’evento.

Al termine del percorso, la processione farà ritorno in basilica, dove si concluderà la celebrazione, chiudendo un rito che è insieme devozione e memoria collettiva.

Non a caso, nel 2011 la Processione delle Macchine è stata riconosciuta come “Patrimonio d’Italia”, un titolo che ne certifica il valore culturale oltre che religioso. Un riconoscimento che conferma quanto questa tradizione sia capace di custodire e raccontare l’identità di un territorio.

In un tempo in cui tutto cambia rapidamente, Vercelli si ritrova così attorno a un rito che resiste, si rinnova e continua a parlare anche alle nuove generazioni. Perché qui, tra luci soffuse e passi lenti, la storia non è solo ricordata: viene vissuta.

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