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Dall’America Latina al Canavese: Paolo Ponchia apre il suo home restaurant

Tradizione piemontese e influenze latine in un’unica esperienza conviviale. Fino a 12 ospiti a tavola e menu personalizzati su prenotazione

Paolo Ponchia apre il suo home restaurant

Paolo Ponchia apre il suo home restaurant

Paolo Ponchia, di origini montanaresi e berzanesi, ha recentemente intrapreso una nuova avventura nel mondo della ristorazione, scegliendo di aderire alla piattaforma “Home Restaurant Hotel” e aprendo il proprio Home Restaurant a Vallo, frazione di Caluso, in via Duca d’Aosta 38.

Per “HOME RESTAURANT SOCIAL EATING” si intende un’attività di ristorazione svolta all’interno della propria abitazione, dove cuochi – amatoriali o professionisti – accolgono un numero limitato di ospiti per un massimo di tre sere a settimana, proponendo menu spesso legati alla tradizione o personalizzati. Un elemento distintivo è la dimensione sociale: gli ospiti condividono lo stesso tavolo, favorendo l’incontro e la convivialità. Nel mio caso, l’esperienza si sviluppa attorno a un unico tavolo da 10-12 persone.

“Attacchi di Pasta”, questo il nome dell’iniziativa, non si limita però all’accoglienza domestica. Il progetto prevede anche un servizio di consegna a domicilio, con menu completi – primo, secondo e contorno – pensati per mantenere un prezzo accessibile, simile a quello di un pranzo di lavoro.
Proprio per garantire qualità e cura nella preparazione, l’attività resta volutamente contenuta nei numeri del suo asporto: non più di 15-20 pasti al giorno, esclusivamente dal lunedì al venerdì.

A completare l’offerta, organizzo anche corsi di cucina per piccoli gruppi, con un massimo di 4 partecipanti per volta, per garantire un’esperienza diretta, pratica e altamente personalizzata.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare direttamente l’attività telefonicamente al numero 3770419953 o consultare la pagina Facebook “Attacchi di Pasta”, mentre è in arrivo anche il profilo Instagram.

Paolo Ponchia nel suo ristorante a Vallo

Ciao Paolo, puoi descriverci i piatti che cucini? E quelli dei quali vai più orgoglioso, le tue “specialità”?

“Se devo dire dove mi sento davvero a casa, è nei primi piatti e nella pasta fresca: autentici pilastri della dieta e della cultura mediterranea.
È il mio terreno di gioco, dove tradizione e creatività si incontrano.”

Nella tua locandina su facebook ho visto classici antipasti “alla piemontese” o mi sbaglio? le anciue al vert, ecc...

“Sono un non più giovane piemontese DOC, con radici tra il Basso Canavese e l’Alto Astigiano Monferrino.
Sono cresciuto tra i profumi e i sapori della mia terra, che hanno segnato profondamente il mio modo di cucinare.
Oggi porto quelle ricette ai miei commensali, cercando di trasmettere non solo un gusto, ma anche un ricordo.
Allo stesso tempo, però, amo le contaminazioni e mi piace reinterpretare i piatti in chiave personale.
Un bagaglio che ho portato anche lontano, fino in America Latina e alle Canarie.”

Ecco, appunto, hai fatto il ristoratore molti anni in america latina: cosa ti piace di quei posti?

“Dell’America Centrale ho apprezzato fin da subito la semplicità, l’umiltà e il rispetto che si respirano nel rapporto con le persone. Di Cuba mi ha colpito la cultura e la straordinaria capacità di arrangiarsi, di reinventare la vita ogni giorno. Del Messico ho amato la cucina, ricca e variegata, e la sorprendente diversità dei paesaggi, dal nord al sud del Paese. Infine, della Costa Rica porto con me il ricordo di una natura selvaggia e rigogliosa, e del legame autentico che sono riuscito a creare con la gente del posto.”

Avrai sicuramente “esportato” piatti italiani in america latina. hai anche “importato” piatti del posto in italia?

“In America Latina portavo sempre la mia pasta fresca fatta a mano, e niente mi ha dato più soddisfazione delle reazioni dei clienti: quegli sguardi stupiti o semplicemente felici per quello che avevano appena assaggiato restano indelebili.
Ma le mie vere maestre sono state le donne, le casalinghe latine, capaci ogni giorno di trasformare ingredienti semplici in piatti pieni di sapore, colore e vita, il mio tesoro, le mie insegnanti più preziose.”

Qualcuno su facebook ti ha chiesto: e il bere? che cosa offri e cosa consigli?

Per quanto riguarda le bevande, al momento prediligo la “cantina produttori Erbaluce di Caluso” e, per i vini sfusi, propongo Oro Nero (rosso), Oro Bianco (bianco) e Oro Rosa (rosé). Va però detto che per cenare a ‘Casa mia’ è necessario prenotare con qualche giorno di anticipo (ricordo il numero di telefono: 3770419953): in fase di prenotazione concordiamo insieme menu e bevande, così da offrire un’esperienza completamente personalizzata. E se il tavolo da 10-12 persone viene riservato da un’unica comitiva, possono perfino scegliere la musica o altri dettagli, per sentirsi davvero a casa.”

Vuoi dirci qualcosa del corso di cucina?

“I corsi di cucina li organizzo per piccoli gruppi, massimo 4 persone, così posso seguire tutti da vicino per vivere un’esperienza diretta e personale.
Non sono un docente scolastico, ma ho già avuto la fortuna di insegnare a preparare pasta fresca, sughi e piatti della nostra amata cucina italiana, sia in Italia che in America Latina. Qui, oltre alla pasta fresca, mi piace condividere anche alcune ricette che ho imparato nei Caraibi. Ogni giornata dura 4-5 ore e si conclude con una cena finale a più mani, dove tutti possono gustare insieme i frutti del lavoro fatto in cucina.”

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