AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
01 Aprile 2026 - 16:58
Il dato è netto, e racconta più di una semplice crisi: in Piemonte sono sparite 7mila imprese giovanili in dieci anni. Un calo che ridisegna il volto dell’economia regionale e che parla di meno under 35 alla guida di aziende, ma anche di un cambio profondo nelle scelte di chi decide di mettersi in proprio.
Secondo i dati delle Camere di commercio piemontesi, le imprese guidate da giovani sono passate da oltre 43mila nel 2015 a poco più di 36mila nel 2025, con una flessione del -17%. Un numero che pesa, soprattutto perché non si tratta solo di aziende che chiudono, ma anche di un ricambio generazionale che non arriva, frenato dal calo demografico e da un contesto economico sempre più complesso.
Eppure, il quadro non è solo negativo. Il Piemonte mantiene un’incidenza di imprenditoria giovanile dell’8,7%, superiore alla media nazionale. Segno che, nonostante tutto, la voglia di fare impresa resiste. Ma cambia direzione.
I giovani, infatti, abbandonano i settori tradizionali come edilizia e commercio, da anni in difficoltà, e si spostano verso ambiti più dinamici: Ict, servizi avanzati, attività finanziarie. È qui che si concentra oggi la nuova imprenditorialità, più legata al digitale e meno al modello classico dell’impresa familiare.
Non è un caso che le aree più resilienti siano Torino e Cuneo, dove l’ecosistema economico offre maggiori opportunità, soprattutto nei settori innovativi. Altrove, invece, la contrazione è più marcata e riflette le difficoltà di territori meno connessi ai nuovi modelli produttivi.
A leggere questi numeri, più che una crisi sembra una trasformazione strutturale. Lo sottolinea anche il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, che parla di un vero e proprio “riposizionamento strategico” delle nuove generazioni: meno tradizione, più innovazione.
Il nodo, ora, è capire se questo cambiamento potrà diventare un’opportunità. Perché il rischio è evidente: meno imprese oggi significa meno lavoro e meno crescita domani. Ma allo stesso tempo, puntare su digitale e servizi può rappresentare una leva per modernizzare il sistema economico regionale.
La sfida, dunque, è doppia: sostenere chi vuole fare impresa e allo stesso tempo accompagnare questa transizione, evitando che il calo numerico si trasformi in un impoverimento strutturale. Perché dietro quei 7mila in meno non ci sono solo numeri, ma un pezzo di futuro che rischia di mancare.

Edicola digitale
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.