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01 Aprile 2026 - 14:24
David Avino
Il mercato globale dei piccoli satelliti corre veloce e nei prossimi anni è destinato a cambiare gli equilibri dell’economia spaziale. Le stime indicano un valore di circa 32 miliardi di dollari entro il 2030, con gli Stati Uniti in posizione dominante e una quota pari al 42%. È in questo scenario che si inserisce la nuova mossa di Argotec che inaugura una propria factory a Melbourne, in Florida, nel cuore della cosiddetta Space Coast americana.
L’operazione vale oltre 25 milioni di dollari e rappresenta molto più di un semplice investimento all’estero. È il passaggio che porta Argotec da realtà profondamente radicata nel tessuto industriale piemontese a protagonista diretto del mercato statunitense, oggi il più competitivo e avanzato al mondo nel settore spaziale. La nuova sede si trova a circa 65 chilometri dal Kennedy Space Center, uno dei centri nevralgici delle attività NASA e dei principali operatori privati. Qui si concentra una delle più alte densità di lanci al mondo: nel solo 2025 sono stati 109, mentre la pipeline industriale conta più di 220 progetti per un valore complessivo di circa 6 miliardi di dollari.


Argotec in Usa
La factory non è una semplice sede operativa, ma un vero impianto industriale pensato per produrre satelliti in serie. All’interno ci sono uffici, magazzini e soprattutto ambienti altamente controllati, tra cui due Clean Room di classe ISO7, completamente modulabili. Si tratta di spazi sterili indispensabili per l’assemblaggio di componenti spaziali, dove anche una particella di polvere può compromettere una missione. La configurazione modulare consente di lavorare su più satelliti contemporaneamente, riducendo i tempi e aumentando l’efficienza produttiva.
Il modello industriale è quello sviluppato nello SpacePark di Torino, ma affonda le sue radici a San Mauro Torinese, dove Argotec è nata e ha costruito in questi ultimi anni le proprie competenze. È qui, nella prima sede operativa, che l’azienda ha iniziato a sviluppare tecnologie e processi poi evoluti fino all’attuale capacità di produzione su scala industriale. Da quel contesto territoriale, fortemente legato alla tradizione manifatturiera piemontese, è partito un percorso che oggi porta l’azienda a esportare negli Stati Uniti un modello basato su integrazione verticale, standardizzazione e rapidità di esecuzione.
In concreto, significa passare da una logica quasi artigianale, tipica del settore spaziale fino a pochi anni fa, a una vera produzione in serie. La struttura in Florida è già dimensionata per realizzare fino a dieci satelliti della linea HEO e un Hawk PLUS al mese, segnando un cambio di passo verso l’industrializzazione dello spazio. Un’evoluzione che riflette le esigenze di un mercato in forte crescita, dove la domanda di satelliti per osservazione della Terra, telecomunicazioni e sicurezza continua ad aumentare.
Per Argotec, il legame con San Mauro Torinese non è solo una questione geografica, ma identitaria. È da lì che nasce il know-how che oggi viene trasferito nella Space Coast, creando un asse diretto tra il Piemonte e uno dei principali poli spaziali del mondo. Un percorso che dimostra come anche da un centro alle porte di Torino sia possibile costruire competenze capaci di competere su scala globale in un settore ad altissima tecnologia.
La presenza in Florida ha anche un impatto occupazionale significativo. Oggi nella sede lavorano circa 20 persone, ma il piano prevede di superare le 60 unità entro due anni, grazie anche alla vicinanza con alcune delle università aerospaziali più importanti degli Stati Uniti, che rappresentano un bacino strategico di talenti ingegneristici.
La nuova factory è già coinvolta in programmi concreti. Tra questi, il lancio dei sette satelliti HEO della costellazione IRIDE, il progetto italiano per l’osservazione della Terra gestito da Agenzia Spaziale Europea e Agenzia Spaziale Italiana. A questo si affianca la missione scientifica miniCOR, dedicata allo studio della corona solare, con revisione critica prevista ad aprile e lancio atteso nel quarto trimestre del 2027.
«È un tassello determinante nella crescita di Argotec», spiega David Avino, fondatore e amministratore delegato. «Abbiamo portato il nostro DNA anche negli Stati Uniti, dove il mercato richiede velocità e tecnologie sempre più avanzate. È una grande opportunità di sviluppo per l’azienda e per l’Italia».
L’inaugurazione avviene in un momento simbolico per il settore, in concomitanza con la missione Artemis II della NASA, che segna una nuova fase dell’esplorazione lunare. Argotec ha già preso parte a questo programma con ArgoMoon, il satellite sviluppato in Italia e unico europeo tra quelli lanciati con Artemis I, capace di operare nello spazio profondo.
In un contesto in cui lo spazio è sempre più un settore industriale oltre che scientifico, la presenza di un’azienda come Argotec nella Space Coast americana assume un valore che va oltre il singolo investimento. Dalla sede originaria di San Mauro Torinese fino alla Florida, il percorso racconta come innovazione, capacità produttiva e radicamento territoriale possano trasformarsi in una leva concreta di crescita internazionale, portando l’eccellenza italiana al centro della nuova economia dello spazio.
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