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Eravamo 4 amici in pizzeria...: da Brandizzo un nuovo patto per le elezioni 2027 di Chivasso?

Corcione, Vitale e Marta "pizzicati" insieme a cena...

Da sinistra: Vitale, Corcione e Marta

Da sinistra: Vitale, Corcione e Marta

Sotto i portici di via Torino, da sabato mattina, qualcuno lo ribattezza già scherzosamente: "il Patto della Margherita"

Sì perché seduti intorno ad un tavolo, a quanto sembrerebbe, potrebbero decidersi più cose che in Consiglio comunale. E a Chivasso, oggi, basta una pizza – e forse anche una birra – per far saltare gli equilibri o per definirne di nuovi in vista delle elezioni amministrative 2027.

Venerdì sera, da "Sorbole" a Brandizzo, qualcuno li ha visti. Non uno, non due. Più di uno. Seduti allo stesso tavolo: Massimo CorcioneGianluca Vitale con le rispettive consorti, Clara Marta con il marito Libero Tubino. Una cena informale, si dice. Pizza, bicchieri che si alzano, chiacchiere. Tutto normale? Dipende da cosa c’era davvero in tavola. E dipende da che punto la si voglia guardare questa insolita combriccola.

Perché il punto non è la margherita o la quattro stagioni. Il punto è proprio lì, nella compagnia.

Corcione è il segretario cittadino del Partito Democratico. E il Pd, almeno ufficialmente, dovrebbe sostenere la candidatura del vicesindaco Pasquale Centin. Anche se non l’unico nome che circola: tra i possibili candidati c’è anche l’assessore al Bilancio Chiara Casalino. E s'aggiunge che, sulla carta, il Pd avrebbe anche un’altra strada più naturale: dialogare con l’area di centrosinistra di Liberamente Democratici, degli ex sindaci Libero Ciuffreda e Renato Cambursano, costruendo lì una sintesi politica.

Massimo Corcione segretario cittadino del Partito Democratico

Invece, quella sera, il segretario del Partito Democratico era seduto a tavola con Gianluca Vitale, l'assessore espressione di "Noi per Chivasso", l’altro nome forte della partita, civico, posizionato al centro, quello che può piacere a molti ma non a tutti. Già qui, nello stesso tavolo, c’è qualcosa che non torna. O che forse sta iniziando a tornare, ma in un’altra direzione.

E poi quella sera c'era Clara Marta. Non una presenza qualsiasi. Coordinatrice cittadina di Forza Italia, oggi consigliera comunale d’opposizione. Seduta lì, tra Pd e civiche, mentre si mangia una pizza a pochi chilometri da Chivasso. Accanto a lei Libero Tubino, il marito e storico primario di otorinolaringoiatria dell'ospedale, un nome che nel dibattito cittadino pesa sempre, anche quando non parla.

Centrosinistra, centro civico e centrodestra. Tutti allo stesso tavolo. Non a Palazzo Santa Chiara. Non in una sede di partito. Ma davanti a un forno a legna. Per non dare nell’occhio? Forse. Ma a Chivasso basta una sera e qualche testimone per trasformare una cena – o anche solo una bicchierata – in un caso politico.

E infatti il giorno dopo, sotto i portici, il menù era uno solo: quella cena.

Il punto però è un altro. O meglio, sono due.

Il primo: cosa c'è dietro l'appuntamento da Sorbole?

Il Pd che ufficialmente guarda a Centin, che tiene sul tavolo anche il nome di Casalino, che potrebbe dialogare con Liberamente Democratici, e intanto condivide la pizza con Vitale. Forza Italia che dovrebbe stare all’opposizione e invece dialoga, informalmente, con chi governa. E un candidato di centro, Vitale, che potrebbe diventare il punto di caduta di un possibile “campo largo” tutto chivassese.

Il secondo: chi non c’era e non c'è praticamente mai ad ogni "pizzata" della maggioranza o dell'opposizione. Fabrizio Debernardi: assessore all'Ambiente, espressione di Sinistra Italiana, anche lui tra i possibili candidati sindaco. Da quando s'è iniziato a parlare di equilibri del centrosinistra in vista delle elezioni del prossimo anno, il suo nome sembra restare sempre ai margini dei tavoli, quelli veri e quelli delle pizzerie. Non lo invitano? Chissà! Forse non digerisce la pizza. O forse non digeriscono lui, ma i compagni di centrosinistra stanno chiaramente guardando a tutt'altra angolazione tranne che a quella della sinistra più radicale per passare qualche momento conviviale e ragionare sulla città di domani.

O forse, banalmente, erano lì per una scommessa persa. Magari sul risultato del referendum e allora sarebbe interessante sapere chi ha pagato e perché?

Certo è che se si sta davvero ragionando su un’alleanza larga, che tenga insieme Pd, civiche e pezzi di centrodestra, la questione diventa politica, non più solo conviviale.

Come si racconta infatti agli elettori un asse tra Corcione e Marta? Come si tiene insieme una coalizione dove Forza Italia e Pd si ritrovano dalla stessa parte, magari con Vitale candidato sindaco “di centro”, buono per tutti?

Con una pizza si può iniziare a parlare. Ma poi bisogna spiegarlo ai chivassesi. E questo è tutt'altro paio di maniche.

Perché una cosa è mangiare insieme. Un’altra è costruire un progetto politico credibile. Le birre passano, le fotografie restano. E soprattutto restano le domande.

Quella di Brandizzo è stata solo una cena tra amici? O il primo tentativo, ancora informale, di mettere insieme pezzi che fino a ieri stavano su fronti opposti?

A Chivasso la politica si muove così. A piccoli segnali, mezze frasi, incontri che “non significano nulla”. Finché, a un certo punto, significano tutto.

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