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29 Marzo 2026 - 15:43
Le simulazioni di intervento
Si è concluso nel pomeriggio di domenica 29 marzo a Macugnaga, nel Verbano-Cusio-Ossola, il Winter Mountain Rescue Course, modulo avanzato di soccorso alpino in ambiente invernale organizzato dalla Scuola Regionale Tecnica e dal Gruppo Regionale Sanitari del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese.
Quattro giorni di formazione intensa, iniziati giovedì 26 marzo con le lezioni teoriche in aula, proseguiti venerdì 27 con le attività pratiche in ambiente e culminati sabato 28 con simulazioni di intervento in scenari estremi, tra valanghe e pareti. Domenica, infine, il debriefing conclusivo per analizzare le operazioni svolte.
A partecipare sono stati 30 allievi tra tecnici e personale sanitario del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, provenienti da diverse regioni italiane – Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Umbria – affiancati da 10 militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.

Il cuore del corso è stato il soccorso in valanga, affrontato dal punto di vista delle operazioni avanzate, quelle che vanno oltre l’autosoccorso immediato tra compagni di escursione. Un ambito in cui la differenza la fanno strategia, rapidità e coordinamento.
L’attenzione si è concentrata soprattutto sulla gestione di scenari complessi, con più persone sepolte sotto la neve e la necessità di impiegare contemporaneamente diverse risorse: squadre di soccorritori, mezzi aerei e unità cinofile. Un lavoro di precisione, in cui ogni secondo può fare la differenza tra la vita e la morte.
Altro elemento centrale è stato l’aspetto sanitario, vero valore aggiunto del soccorso avanzato. Le esercitazioni hanno approfondito tecniche e procedure per intervenire su pazienti in condizioni critiche: politraumi, arresto cardiaco e ipotermia acuta. Il tutto attraverso uno stretto coordinamento tra personale tecnico e sanitario direttamente sul luogo della valanga.
Particolarmente impegnativa la giornata delle simulazioni, resa ancora più realistica grazie alla collaborazione con il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, che ha messo a disposizione un elicottero per il trasporto in quota delle squadre operative.
Tra figuranti e manichini nascosti sotto la neve, i partecipanti si sono trovati ad affrontare una valanga simulata realizzata con i mezzi battipista, con sei persone sepolte da individuare e recuperare nel minor tempo possibile. Un test concreto di capacità operative, coordinamento e gestione dello stress in condizioni estreme.
Un addestramento che rappresenta molto più di un’esercitazione: è la preparazione necessaria per affrontare interventi reali in montagna, dove ogni errore può avere conseguenze irreversibili e dove la professionalità dei soccorritori diventa l’ultimo confine tra tragedia e salvezza.

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