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28 Marzo 2026 - 22:18
Pasquale Mazza sindaco di Castellamonte
Passato il referendum, che finora aveva catturato l’attenzione generale, è arrivato il momento di parlare delle Elezioni Comunali, che anche nell’Alto Canavese vedranno coinvolti una serie di comuni.
Il più grande è Castellamonte. Lì una cosa era certa ed è stata ufficialmente confermata: la ricandidatura del sindaco uscente Pasquale Mazza e di buona parte del gruppo di maggioranza. La sua lista viene data per favorita e non solo per il vantaggio che gode in genere chi è già al governo di una città ma perché il suo modo di agire sembra essere stato apprezzato dalla maggior parte degli elettori.
Molto meno chiara e tutta in divenire la situazione dall’altra parte. Chi sfiderà Mazza? Sarà una sola la lista ad opporglisi o saranno più d’una? I pareri cambiano, come sempre, a seconda degli interlocutori. Qualcuno ne ipotizza due o addirittura tre, capeggiate da nomi molto noti della politica locale: ex- consiglieri, ex-assessori. Molto probabilmente non c’è nulla di definito anche perché, sempre più spesso col passare del tempo, è difficile trovare persone che abbiano voglia di impegnarsi nelle amministrazioni municipali, sapendo quanto sia impegnativo a livello tanto pratico che psicologico. Ci sono tentativi che si perdono strada facendo, altri che si bloccano prima di iniziare: in genere solo nei giorni che precedono la presentazione delle liste il quadro si chiarisce non solo per i cittadini estranei alla politica ma per gli stessi protagonisti dei vari tentativi. E’ presumibile che Castellamonte non costituisca un’eccezione.
Resta innanzitutto l’interrogativo su cosa faranno gli attuali consiglieri dei due gruppi di opposizione: si ripresenteranno e lo faranno con liste capeggiate da uno di loro o inserendosi in altre? Quel che è certo è che la loro presenza non è stata rilevante in questi cinque anni e mezzo. Al contrario di quanto accadeva nel corso del primo mandato di Mazza si è andati avanti per lunghi periodi senza che l’operato della maggioranza incontrasse ostacoli mentre in altri casi scoppiavano polemiche accese ma di breve durata da parte del gruppo Garaffa-Santoro-Coppo. Bartoli, che era da solo, poco avrebbe potuto fare ed è quindi rimasto per lo più silente. Si può dire che, da questo punto di vista, governare sia stata quasi una passeggiata per Mazza, che ha anche potuto contare su un gruppo molto coeso: mentre nel periodo 2017-2020 aveva dovuto fronteggiare conflitti continui fino allo scioglimento anticipato del consiglio, in questo secondo mandato tutto è filato liscio malgrado le tante situazioni difficili che la sua amministrazione ha dovuto fronteggiare (a cominciare dai guai causati dai ripetuti episodi di maltempo).
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