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Cuba al buio: ospedali senza corrente per 12 ore al giorno, a rischio cure e farmaci

Blackout fino a 20 ore, centrali in crisi e carenza di carburante: medici costretti a lavorare in emergenza mentre gli aiuti internazionali tamponano una situazione sempre più grave

Cuba al buio: ospedali senza corrente per 12 ore al giorno, a rischio cure e farmaci

Cuba al buio: ospedali senza corrente per 12 ore al giorno, a rischio cure e farmaci

Cuba, ore 3:17. In una corsia pediatrica dell’Avana il silenzio è rotto dal segnale intermittente di un gruppo elettrogeno. Fuori, la città è buia. Nei palazzi non c’è luce, gli elettrodomestici sono spenti, restano il rumore del mare e gli scatti dei quadri elettrici. In molte zone dell’isola le interruzioni durano fino a dodici ore al giorno, spesso di più. Negli ospedali medici e infermieri hanno riorganizzato turni, scorte di sangue e ossigeno. L’energia non è più un servizio: è una condizione per tenere in funzione reparti interi.

Una fotografia recente arriva dalla missione della Flotilla/Convoy “Let Cuba Breathe – Nuestra América”, che ha consegnato circa cinque tonnellate di farmaci e materiali sanitari. Una parte, circa una tonnellata, è stata destinata all’Istituto Nazionale di Oncologia e Radiobiologia (INOR) dell’Avana. È un aiuto concreto, ma insufficiente rispetto a una crisi che continua ad allargarsi.

Il delegato italiano Fiodor Verzola, arrivato con il convoglio, ha descritto una situazione ormai stabile: blackout quotidiani prolungati che colpiscono famiglie e strutture sanitarie. La priorità è mantenere attivi i reparti più delicati. Il contesto è quello di una crisi energetica iniziata nel 2024 e mai rientrata. L’Unión Eléctrica (UNE) ha segnalato guasti ripetuti, cali di produzione e interruzioni diffuse. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 il deficit di potenza nelle ore serali ha raggiunto valori tra 1.300 e 2.000 megawatt. In alcuni casi oltre metà del Paese è rimasta senza elettricità. A febbraio 2026 le autorità hanno stimato che fino al 64 per cento dell’isola potesse restare al buio nelle ore di punta.

Negli ospedali la corrente è indispensabile per sale operatorie, terapie intensive, sterilizzazioni e laboratori. È decisiva anche per la conservazione dei farmaci. L’Organizzazione Panamericana della Sanità (PAHO/OPS) ha segnalato che l’instabilità elettrica, unita alla scarsità di carburante, mette a rischio la continuità delle cure. I sistemi di refrigerazione si fermano, le scorte si deteriorano, le consegne rallentano. I pazienti oncologici e cronici sono tra i più esposti.

La distribuzione degli aiuti segue criteri di emergenza. Il convoglio ha concentrato le forniture nei reparti pediatrici, oncologici e nei servizi di urgenza. La scelta di destinare una quota rilevante all’INOR ha un impatto nazionale, perché la struttura coordina terapie complesse e riceve pazienti da più province. Tuttavia questi interventi non possono sostituire una rete elettrica stabile.

La crisi ha cause diverse. Le centrali termoelettriche sono vecchie e soggette a guasti, la manutenzione è stata rinviata, il combustibile è scarso. La domanda supera spesso la capacità disponibile. L’impianto di Antonio Guiteras a Matanzas, il più grande del Paese, è stato più volte fermo, provocando blackout a catena. Nel 2025 alcune province hanno registrato fino a venti ore consecutive senza elettricità.

A questi problemi si aggiungono fattori internazionali. La riduzione delle forniture di petrolio e derivati ha limitato l’alimentazione delle centrali e dei generatori. La difficoltà di reperire pezzi di ricambio ha aggravato la situazione.

Gli effetti si estendono oltre la sanità. I blackout bloccano attività economiche, interrompono la conservazione degli alimenti, fermano i trasporti e rendono instabili le comunicazioni. All’Avana negozi e servizi restano chiusi per ore, i pagamenti elettronici non funzionano, l’acqua viene razionata. Le famiglie rinviano cure e spostamenti.

Gli aiuti internazionali continuano ad arrivare, con contributi da Messico, Spagna, Brasile e agenzie delle Nazioni Unite. Si tratta però di interventi limitati rispetto al fabbisogno. Convogli e spedizioni forniscono medicinali, attrezzature e beni di prima necessità, ma non incidono sulle cause strutturali.

Nei reparti la mancanza di elettricità ha conseguenze immediate. Le sacche di sangue rischiano di deteriorarsi, gli interventi vengono rinviati, le terapie oncologiche subiscono ritardi. I generatori, quando presenti, dipendono dal carburante. In alcune zone le famiglie dei pazienti restano fuori dagli ospedali per mancanza di alloggi e per i costi dei trasporti.

Il convoglio ha previsto anche la consegna di pannelli solari destinati a scuole e strutture sanitarie. Sono soluzioni temporanee che consentono di mantenere attivi alcuni servizi nelle ore più critiche. Creano margini di autonomia, ma non sostituiscono la rete.

Le prossime settimane saranno decisive. Le previsioni indicano che il deficit di energia resterà elevato. Ogni guasto o ritardo nelle forniture di combustibile può aggravare la situazione. Gli aiuti devono essere coordinati con le autorità sanitarie per coprire i settori più esposti: dialisi, oncologia pediatrica, terapia intensiva neonatale, trasfusioni.

Chi opera sul campo chiede tracciabilità degli aiuti, tempi certi di distribuzione e misurazione dei risultati. Sapere dove arrivano i farmaci, quanto vengono utilizzati e quali prestazioni rendono possibili è essenziale per mantenere la fiducia e garantire continuità.

La crisi energetica ha cambiato il funzionamento della sanità cubana. Ogni ora di elettricità determina la possibilità di eseguire un intervento, una trasfusione, una terapia. Gli aiuti della Flotilla/Convoy “Let Cuba Breathe – Nuestra América” hanno rafforzato i punti più esposti del sistema, ma la tenuta complessiva dipenderà dalla capacità di garantire una continuità minima di energia. Senza corrente stabile, ogni reparto resta in bilico.

Fonti: Flotilla/Convoy “Let Cuba Breathe – Nuestra América”, Fiodor Verzola, Unión Eléctrica (UNE), Organizzazione Panamericana della Sanità (PAHO/OPS), autorità energetiche cubane, testimonianze sanitarie locali.

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