Il Valsusa Filmfest - un festival cinematografico e culturale di comunità, da sempre dedicato a tematiche di rilievo quali la memoria storica, la montagna, l'ambiente l'inclusione sociale - raggiunge nel 2026 un traguardo importante; trent'anni di storia.
Un anniversario da festeggiare in grande stile con un’edizione, in programma dal 28 marzo al 24 maggio tra la Valle di Susa e Torino, che prova a tenere insieme le sue due anime: quella cinematografica e quella civile, parlando però a un pubblico ben più ampio del territorio in cui è nato.
Per chi non lo conosce, non è un festival “classico”. Sorto il 10 ottobre del 1996 e "andato in scena" per la prima volta nell'aprile del 1997, il Valsusa Filmfest è cresciuto come rassegna diffusa, senza un’unica sede, costruita negli anni insieme a scuole, associazioni e amministrazioni locali. Un modello che oggi coinvolge più comuni e che negli anni ha portato in programma nomi e temi capaci di uscire dalla dimensione locale.
La 30ª edizione, presentata alla stampa sabato 21 marzo a Condove (TO), è dedicata a Fabrizio De André, scelta che segna chiaramente il tono del festival: attenzione ai temi sociali, alla memoria e a una certa idea di cultura impegnata. Ma è anche una chiave per leggere gli appuntamenti più forti del cartellone, molti dei quali legati alla musica.

I Tazenda, foto di Marco di Gennaro
Tra questi, l’incontro del 28 aprile ad Almese con Mauro Pagani, storico collaboratore di De André, che presenterà anche il documentario sulla sua vita, premiato ai Nastri d’Argento. Un evento che da solo basta ad attirare pubblico anche da fuori provincia.
Ancora più trasversale la serata del 22 maggio ad Avigliana, “La voce dell’anima sarda”, dedicata ad Andrea Parodi. Sul palco i Tazenda: un nome che parla a più generazioni e che rappresenta uno degli appuntamenti di maggiore richiamo dell’intera rassegna.
Il programma si muove poi tra cinema e attualità: dall’apertura del 28 marzo con il documentario sui Cantacronache alle proiezioni dedicate a migrazioni, ambiente e movimenti civili, spesso accompagnate da registi e ospiti in sala.
Il 25 aprile resta un passaggio centrale, con un evento al Museo Diffuso della Resistenza di Torino, mentre il 15 maggio spazio al ricordo di Mario Soldati e al suo legame con il territorio piemontese.
Accanto agli eventi principali, continua il concorso cinematografico, articolato in più sezioni, con una novità dedicata al tema della pace e una particolare attenzione ai giovani e alle scuole.
A trent’anni dalla nascita, il Valsusa Filmfest si conferma così una realtà atipica nel panorama regionale: radicata nel territorio, ma capace di costruire un programma che può interessare anche chi arriva da fuori, tra musica d’autore, cinema civile e ospiti di livello nazionale. Un equilibrio che, nel tempo, è diventato la sua cifra più riconoscibile.