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Dopo 32 anni Verolengo libera il Canale Cavour dalla “macchina fantasma”

Il relitto arrugginito di una Fiat Marea SW è stato finalmente rimosso

Verolengo

Dopo 32 anni, Verolengo libera il Canale Cavour dalla “macchina fantasma”

Dopo più di tre decenni, il relitto arrugginito di una Fiat Marea SW, noto come la “macchina fantasma” del Canale Cavour, tra il passaggio a livello di Verolengo e il ponte di Arborea, è stato finalmente rimosso. La vicenda, iniziata alla fine degli anni ’90, aveva trasformato il veicolo in un simbolo di degrado, riaffiorando ciclicamente nei periodi di secca e ricordando ai cittadini l’inefficienza della burocrazia e i rischi legati all’abbandono dei rifiuti.

«Oggi, 23 marzo, dopo ben 32 anni, questa amministrazione è riuscita in un’impresa che finora nessuno aveva mai portato a termine: la rimozione della “macchina nel canale”. Siamo estremamente soddisfatti, ma ciò che ci rende davvero orgogliosi è che tutti gli intervenuti hanno prestato la propria opera a titolo completamente GRATUITO» – commenta l’assessore all’Ambiente Francesco Artusa.

Negli anni, numerose amministrazioni comunali avevano tentato senza successo di rimuovere il relitto. Col passare del tempo, la carrozzeria si è corrotta completamente, trasformando la Fiat Marea in una carcassa arrugginita, talvolta usata anche come deposito improvvisato di pezzi di ricambio abbandonati. La sua presenza non era solo un problema estetico: materiali in decomposizione e detriti rischiavano di contaminare acqua e terreno circostante, mentre durante le piene il veicolo avrebbe potuto ostacolare il flusso del canale, aumentando i rischi per gli argini e le infrastrutture.

L’operazione è stata resa possibile grazie a un lavoro di squadra straordinario. L’assessore Artusa ha voluto ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno reso possibile l’intervento: la Coutenza del Canale Cavour, nelle persone di Federico Guglielmetti e Giuliano Disegna, per le autorizzazioni e la cooperazione; il comando di Polizia Locale di Verolengo, per il supporto organizzativo e la supervisione; la ditta Morando Autotrasporti, che ha messo a disposizione mezzi e professionalità a titolo gratuito; e i cantonieri comunali, figure fondamentali in ogni attività svolta sul territorio.

La rimozione della “macchina fantasma” non è stata soltanto un intervento tecnico, ma un gesto simbolico: la fine di un’epoca di immobilismo e l’inizio di un nuovo capitolo in cui il territorio viene difeso dall’incuria e dall’abbandono dei rifiuti.

Con il relitto finalmente rimosso, il Canale Cavour torna a respirare, libero da un peso che per troppo tempo aveva rappresentato solo degrado. È un passo concreto verso un futuro più pulito e più attento al territorio, dove ogni cittadino può sentirsi parte della cura della propria comunità.

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