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Romano Canavese commissariato: arriva Francesco Farina

Il Prefetto sospende il Consiglio comunale dopo le dimissioni dei consiglieri e la mancata surroga. L’ente affidato al viceprefetto aggiunto Francesco Farina in attesa dello scioglimento definitivo

Romano Canavese commissariato: arriva Francesco Farina

Francesco Farina

Adesso è ufficiale: il Comune è commissariato. Dopo la caduta dell’amministrazione, è arrivato il provvedimento del Prefetto di Torino che, il 16 marzo 2026, ha sospeso il Consiglio comunale e nominato il viceprefetto aggiunto Francesco Farina commissario prefettizio.

Tradotto: il Comune passa nelle mani dello Stato. E ci resterà fino allo scioglimento definitivo del Consiglio con decreto del Presidente della Repubblica e alle prossime elezioni.

La motivazione è chiara e tutta nero su bianco: impossibile garantire il funzionamento del Consiglio comunale. Il nodo è quello della mancata surroga dei consiglieri dimissionari, cioè la sostituzione con i primi dei non eletti. Senza numeri, l’aula non esiste più.

Andrea Peruzzi, Stefan Avanzi e Emanuela Casotti

Una crisi che non nasce oggi. Da settimane — in realtà da mesi — l’amministrazione era appesa a un filo. Consigli comunali saltati per mancanza del numero legale, tensioni continue, una maggioranza sempre più fragile e divisa. Dentro e fuori dal palazzo.

Poi lo strappo definitivo. Il 3 marzo quattro consiglieri — Stefano Avanzi, Emanuela Rosa Casotti, Andrea Peruzzi e Riccardo Porrini — si dimettono insieme. Tre di minoranza e uno di maggioranza. Non un incidente, ma una scelta politica precisa: far cadere tutto.

E infatti è successo. Con quelle dimissioni è venuto meno il numero legale e sono decaduti Consiglio e sindaco Oscarino Ferrero. Fine anticipata della legislatura, dopo poco più di due anni.

A quel punto restava un’unica possibilità: ricostruire l’aula con le surroghe. Ma non è andata. E senza consiglieri, non c’è Consiglio. Senza Consiglio, interviene la Prefettura.

Adesso si apre la fase commissariale. Francesco Farina gestirà l’ordinaria amministrazione e gli atti urgenti, traghettando il Comune fino al voto. La politica, quella vera, è rimandata alle elezioni. Ma la partita, a Romano Canavese, è tutt’altro che chiusa.

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