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16 Marzo 2026 - 14:53
Fausto Francisca
Terremoto politico a Borgofranco d’Ivrea.
Nella mattinata di oggi, lunedì 16 marzo 2026, si è dimessa la metà più uno dei consiglieri comunali. Tradotto: il Consiglio cade e il Comune va verso il commissariamento.
A lasciare l’incarico sono stati tutti i consiglieri di minoranza — Marco Origlia, Federico Fiorina, Lilliana Blasutta ed Elisa Negri del gruppo Energie Nuove per Borgofranco — insieme a tre esponenti della maggioranza: Paolo Ganio, Simona Frate e Katia Marafioti, anche assessora.
Le dimissioni sono state depositate all’Ufficio Protocollo del municipio e fanno scattare quanto previsto dall’articolo 141 del Testo unico degli enti locali: quando si dimette la metà più uno dei consiglieri assegnati, escluso il sindaco, il Consiglio comunale si scioglie.

il gruppo "Energie Nuove per Borgofranco"
Nel lungo comunicato diffuso nel pomeriggio, i consiglieri dimissionari puntano il dito contro il sindaco Fausto Francisca, accusato di aver impedito ogni forma di confronto politico con la minoranza.
«Fin da subito sono emerse divergenze insanabili con il sindaco — scrivono — che ha sempre rifiutato qualsiasi forma di dialogo con la minoranza».
Nel documento viene citata anche una frase che, secondo i firmatari, il primo cittadino avrebbe pronunciato in Consiglio comunale e che «ancora riecheggia nella sala consiliare»: «Voi non contate niente».
Secondo i consiglieri dimissionari, la gestione dell’amministrazione sarebbe stata caratterizzata da una linea rigida e fortemente personalistica. «La politica del sindaco può essere riassunta in una frase: o la pensi come me o sei contro di me», si legge nel comunicato.
Una impostazione che, a loro dire, avrebbe progressivamente svuotato il ruolo del Consiglio comunale, ridotto a ratificare decisioni già prese dalla giunta o dal sindaco.
Tra le ragioni che hanno portato alla rottura vengono citate anche alcune questioni amministrative rimaste — secondo i dimissionari — senza risposta. A partire dalla mancata revisione di alcuni regolamenti comunali, nonostante le segnalazioni della minoranza, fino alle interrogazioni che, sostengono i firmatari, non sarebbero mai state inserite all’ordine del giorno delle sedute consiliari.
Nel mirino finisce anche il funzionamento della commissione bilancio, definita nel comunicato «una farsa». Le riunioni, secondo i consiglieri dimissionari, si sarebbero limitate a illustrare decisioni già prese senza possibilità di proporre modifiche o emendamenti.
Il documento cita inoltre alcuni casi specifici legati alla gestione amministrativa. Tra questi l’acquisto di un immobile in via Roma per 64.860 euro, senza una destinazione d’uso definita, e il progetto Balmetti Art, finanziato con 50 mila euro, che — sostengono i firmatari — risulterebbe inutilizzato a tre anni dalla realizzazione.
Critiche anche sulla gestione di Palazzo Marini. Secondo i consiglieri dimissionari, un bando per l’affitto di una porzione dell’edificio avrebbe consentito all’unico partecipante, la società Formont, di azzerare il canone di locazione attraverso una compartecipazione economica del Comune non prevista nella delibera iniziale. Una scelta che, a loro dire, comporterebbe un mancato introito di circa 12 mila euro all’anno per le casse comunali.
Nel comunicato si fa inoltre riferimento a una situazione debitoria per oltre 15 mila euro legata al mancato pagamento delle utenze e a un successivo accredito deliberato dalla giunta a favore della stessa società per spese dichiarate nel 2023.
Tra i temi sollevati compaiono anche la gestione della scuola e i rapporti con il BIM, il consorzio dei Comuni del bacino imbrifero montano. Al sindaco viene contestata una partecipazione ritenuta sporadica alle assemblee del consorzio, nonostante fosse stato indicato come rappresentante del Comune.
Nel documento viene ricordata anche la vicenda giudiziaria conclusa nel dicembre 2023, quando la Corte di Cassazione ha confermato una condanna a carico del Comune per circa 830 mila euro, tra risarcimento e spese legali, legata a responsabilità amministrative successive alla frana del 1994. Una cifra che — sottolineano i dimissionari — ricade sulle casse comunali e quindi sui cittadini di Borgofranco.
Con le dimissioni contestuali della maggioranza dei consiglieri, il Comune si avvia ora verso lo scioglimento del Consiglio comunale e la nomina di un commissario prefettizio, che guiderà l’ente fino alle prossime elezioni amministrative.
«Non è più possibile proseguire la regolare attività amministrativa nell’interesse dei cittadini», concludono i consiglieri dimissionari, ringraziando elettori, dipendenti comunali e segretario comunale per la collaborazione durante il mandato.
Ora resta da capire quale sarà la posizione del sindaco Fausto Francisca e della maggioranza dopo questa improvvisa crisi politica che scuote il municipio di Borgofranco.
IL COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO DI MINORANZA ENERGIE NUOVE PER BORGOFRANCO
In data 16 marzo 2026 tutti i Consiglieri di Minoranza del Comune di Borgofranco d’Ivrea, Marco Origlia, Federico Fiorina, Lilliana Blasutta, Elisa Negri hanno rassegnato le dimissioni presso l’Ufficio Protocollo del Comune. Contestualmente si sono dimessi anche tre Consiglieri di Maggioranza determinando lo scioglimento del Consiglio Comunale, ai sensi di quanto previsto dall’art.141 n.1, lett.b), n.3 del D.Lgs.18 agosto 2000, n. 267, Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (T.U.E.L).
Nel 2024 abbiamo deciso di candidarci alle elezioni comunali perché convinti di poter contribuire al bene del paese con le nostre idee, le nostre competenze e il nostro entusiasmo. Abbiamo affrontato questo impegno con spirito costruttivo, senso di responsabilità e profondo rispetto verso le istituzioni, dedicando tempo ed energie con l’obiettivo di dare un contributo positivo alla nostra comunità. Nel corso di questa esperienza abbiamo cercato di svolgere il nostro ruolo con serietà e impegno, mantenendo sempre al centro l’interesse dei cittadini e il rispetto delle regole democratiche.
Di seguito riportiamo sinteticamente i fatti principali che ci hanno portato a rassegnare le dimissioni.
Rifiuto di qualsiasi dialogo con la Minoranza: “Voi non contate niente!”
Fin da subito sono emerse divergenze insanabili con il Sindaco Fausto Francisca che ha sempre rifiutato qualsiasi forma di dialogo con la Minoranza, che esercitava correttamente la sua funzione di controllo e proposta. In più occasioni il Sindaco ci ha pubblicamente denigrati con il solo scopo di danneggiare la nostra reputazione. La disponibilità a dialogare con la Minoranza è riassunta in una frase del Sindaco Fausto Francisca pronunciata in un Consiglio Comunale che ancora riecheggia nella sala consiliare: “Voi non contate niente!”
Un uomo solo al comando: “O la pensi come me, o sei contro di me!”
La politica del sindaco Fausto Francisca può essere riassunta con questa frase: “O la pensi come me, o sei contro di me!”. In alcuni casi la frase continua con: “Tu non capisci niente!” Il Sindaco detta la linea, o ti adegui e segui pedissequamente cosa dice e voti a favore in Consiglio a tutto quello che viene proposto, o sei un suo nemico. Questa cosa è emersa anche nei mandati precedenti del Sindaco Francisca. Un Sindaco che divide, anziché unire. In politica, tuttavia, non ci sono nemici, ci sono avversari che possono avere idee diverse dalle tue, ma non per questo vanno denigrati e offesi.
Mancata regolarizzazione dei Regolamenti Comunali
Le segnalazioni effettuate per consentire il regolare svolgimento dell’attività amministrativa, che presenta importanti lacune nei Regolamenti Comunali, non sono mai state prese in considerazione.
Le priorità e i problemi del paese non vengono discussi in Consiglio Comunale
Il Consiglio comunale rappresenta il cuore pulsante dell’amministrazione comunale perché in quella sede, nell’ambito di un confronto e dialogo tra rappresentanti eletti dai cittadini, vengono prese decisioni fondamentali per il bene del territorio e la qualità della vita della comunità. Nulla di tutto questo avviene nel nostro Comune, dove il Consiglio comunale si limita tacitamente a deliberare quanto viene proposto dalla Giunta o dal Sindaco, senza alcuna valutazione in merito. L’attività della maggioranza è condizionata da rigide linee guida imposte dal Sindaco che non vengono messe in discussione da nessuno. In Consiglio non si discute delle vere priorità e i dei reali problemi del paese.
Nessuna programmazione, nessuna visione strategica del futuro
Il paese sprofonda nei suoi problemi irrisolti, che tutti i cittadini conoscono. Nonostante questo, in quasi due anni di Consiglio, non è mai stato presentato alcun programma, alcuna soluzione, nessun progetto a lungo termine. Il DUP (Documento Unico di Programmazione) che rappresenta lo strumento fondamentale di pianificazione strategica e operativa del Comune e che guida le attività dell'ente per un periodo triennale è pieno di errori, come abbiamo segnalato ad ogni occasione utile, errori a volte marchiani che nemmeno dopo le nostre segnalazioni sono stati modificati.
La farsa della Commissione Bilancio
La commissione Bilancio è stata istituita su richiesta della Minoranza, non per volontà del Sindaco o della Maggioranza, che non l'avrebbe mai istituita. Tuttavia, la stessa si è rivelata fin da subito una vera e propria farsa. In quella sede non è mai stato possibile portare proposte o emendamenti al bilancio: le riunioni si riducevano in una spiegazione del bilancio che era già stato deciso dal Sindaco, senza la possibilità di apportare alcuna modifica o variazione, nemmeno da parte dei membri della Maggioranza.
Mancata iscrizione all’Ordine del Giorno dei Consigli Comunale di alcune Interrogazioni
Alcune interrogazioni che abbiamo presentato non sono state mai inserite nell’ordine del giorno dei consigli comunali e di conseguenza mai discusse in quella sede. Alcune riguardavano argomenti piuttosto importanti e meritevoli di risposta di cui si dirà più avanti.
Mancato svolgimento del Consiglio Comunale da remoto
Negata la richiesta, proveniente anche della Maggioranza, di svolgere le sedute del ConsiglioComunale da remoto per favorire chi non poteva essere presente per motivi di lavoro o per altri impedimenti.
La farsa del Presidente del Consiglio Comunale
La storica nomina del Presidente del Consiglio Comunale, che doveva essere la novità di questa amministrazione, si è rivelata fin da subito una farsa. Il Presidente non ha mai deciso nulla, si è adeguato alla linea del Sindaco, non ha mai avuto voce in capitolo nella redazione dell’Ordine del Giorno dei Consiglio, non ha mai tutelato i diritti dei Consiglieri né fatto nulla affinché si modificasse il Regolamento del Consiglio Comunale. Alla fine si è dimesso.
Di seguito riportiamo alcuni punti di dettaglio per una maggiore comprensione delle motivazioni che ci hanno portato alle dimissioni:
6. Il caso di Palazzo Marini. Il bando di gara per l’affitto di una porzione di Palazzo Marini,deliberato dalla Giunta comunale nel 2020, prevedeva un canone mensile di 1.000 euro e a totale carico dell’affittuario, utenze, servizi di guardiania, apertura per l’ufficio turistico e apertura al pubblico per informazioni quattro ore al giorno per cinque giorni a settimana. Al bando di gara pubblicato veniva aggiunta la compartecipazione onerosa del Comune alla spesa per il servizio di guardiania e per la gestione dell’ufficio turistico. Una condizione economica non quantificata, non prevista e mai deliberata dalla Giunta che ha consentito all’unico partecipante al bando la soc.Formont di azzerare il canone di locazione con un mancato introito nelle casse comunali di 12.000 euro annui. Inoltre nonostante alla data del settembre 2023 la soc.Formont avesse accumulato un debito di euro 15.203 euro per mancato pagamento delle utenze, il Comune non ha mai avviato le procedure previste per il recupero del credito. Nonostante il debito ancora esistente, a maggio 2025 la Giunta delibera un accredito a favore soc.Formont di euro 4.260 per spese che la soc.Formont dichiara di aver sostenuto nel 2023. Una situazione delicata che merita degli approfondimenti e che è stataoggetto di alcune nostre interrogazioni, mai discusse in Consiglio Comunale.
7. Recentemente a seguito di alcuni post sul BIM pubblicati dal Sindaco su Facebook, il Presidente del BIM con una comunicazione inviata per conoscenza ai Consiglieri comunali, confermava che negli ultimi sei anni il Sindaco Francisca non ha quasi mai partecipato alle assemblee del BIM, nonostante nel Consiglio Comunale di ottobre 2024 il Sindaco Francisca si propose e venne eletto a rappresentare il Comune in seno all’assemblea del BIM. Inoltre, il Presidente del BIM, con una lettera indirizzata ai Consiglieri, segnalava che il Sindaco Francisca, guidato esclusivamente da motivi personali, continuava a muovere contestazioni nei confronti del consorzio del tutto infondate e smentite dalla normativa vigente. Continuava, nonostante abbia già perso una causa, a minacciare altre cause nei confronti del BIM, quando ad oggi il Comune di Borgofranco è ancora debitore nei confronti del BIM delle spese legali sostenute dal consorzio per resistere all’azione promossa da Francisca in Corte di Cassazione.
8. Dopo aver abbandonato i rapporti di collaborazione con i Comuni compresi nel plesso scolastico di Settimo Vittone, a distanza di quattro anni la situazione della scuola è irrisolta. Il Sindaco, indifferente agli indirizzi dell’Ufficio scolastico regionale e della Regione Piemonte che, a seguito della riduzione della popolazione scolastica, sono orientati all’accorpamento dei plessi scolastici, continua la ricerca di una soluzione che sarebbe molto onerosa per il solo comune di Borgofranco pensando che diventi attrattiva per i Comuni limitrofi. Una visione prospettica che potrebbe rivelarsi sbagliata in quanto i Comuni limitrofi, usufruendo delle agevolazioni previste per i Comuni montani, potranno mantenere aperte le scuole anche se sottodimensionate per il basso numero degli allievi iscritti. Cosa non prevista per il nostro Comune che non essendo Comune montano, in caso di futuro sottodimensionamento, potrebbe essere accorpato ad altre scuole. In tutti i Consigli Comunali che si sono tenuti abbiamo sempre cercato di portare questo tema all’attenzione del Sindaco che ha sempre rifiutato qualsiasi dialogo, idea, proposta, suggerimento, scadendo spesso in offese a livello personale nei confronti di alcuni nostri consiglieri.
9. Nel dicembre 2023 la Corte di Cassazione ha confermato le precedenti sentenze dei due gradi di giudizio precedenti che hanno condannato il Comune al pagamento di € 779.833,33 euro, pagati nel luglio 2024, oltre alle spese sostenute per l’assistenza legale, che ammontano a circa 50.000 euro, per un totale di circa 830.000 euro che restano a carico dei cittadini di Borgofranco (circa 250 euro ad abitante). Tra le motivazioni della condanna confermate dalla Corte di Cassazione riportiamo: “……il Comune, successivamente alla frana del novembre 1994, perseverava una condotta gravemente omissiva e negligente, non realizzando le opere necessarie per mettere in sicurezza il territorio……” Responsabilità del Comune per la condotta negligente tenuta successivamente alla frana del 1994 fino al 2001.
10. Alla realizzazione di importanti opere pubbliche non segue una regolare manutenzione,rendendole di fatto inutilizzabili o fatiscenti. Citiamo alcuni esempi visibili sul territorio comunale: canali scolmatori, ex Asilo di San Germano, Area mercatale, Via Vittorio Emanuele, parcheggio cimiteriale.
Per le considerazioni sopra esposte, riteniamo che sia impossibile proseguire la regolare attività amministrativa nell’interesse dei cittadini che ci hanno eletti.
Con l’occasione desideriamo ringraziare i nostri elettori, tutte le persone che ci sono state vicine, che ci hanno supportato e spronato ad andare avanti, tutto il personale dipendente del Comune e il Segretario Comunale per la professionalità dimostrata in questo mandato.
Borgofranco d’Ivrea, 16 marzo 2026
I Consiglieri di Minoranza: Marco Origlia, Federico Fiorina, Lilliana Blasutta, Elisa Negri
Riferimenti normativi:
D.Lgs.18 agosto 2000, n. 267, Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (T.U.E.L)
Art. 141 n.1, lett.b, n.3
Scioglimento e sospensione dei consigli comunali e provinciali
1. I consigli comunali e provinciali vengono sciolti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno:
b) quando non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi per le seguenti cause:
3) cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati al protocollo dell'ente, della metà più uno dei membri assegnati, non computando a tal fine il sindaco o il presidente della provincia
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