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Dalla collina di Chivasso alle tavole del Pinerolese: il grano del Gran dji Bric conquista nuovi ristoranti

Firmato a Pinerolo un protocollo di fornitura per la farina prodotta nella Collina Chivassese. Coinvolti agricoltori, mulino e locali del territorio: cresce il modello della filiera corta

Dalla collina di Chivasso

Firmato a Pinerolo un protocollo di fornitura per la farina prodotta nella Collina Chivassese. Coinvolti agricoltori, mulino e locali del territorio: cresce il modello della filiera corta

Dalla collina di Chivasso alle cucine del Pinerolese. Il grano del Gran dji Bric allarga i suoi confini e diventa protagonista di una nuova alleanza tra agricoltura e ristorazione locale. A Pinerolo, venerdì 13 marzo, è stato firmato un protocollo di fornitura che porterà la farina prodotta nella Collina Chivassese nei menù di tre attività del territorio: la pasticceria Ferraud, la Locanda La Posta di Cavour e la pizzeria Basilico – Hotel Cavalieri.

L’accordo è stato siglato durante una serata dedicata alle filiere agricole corte, organizzata da Coldiretti Torino, che ha riunito agricoltori, trasformatori e ristoratori attorno a un progetto nato proprio nel territorio chivassese e oggi pronto a fare un salto di qualità.

Il cuore dell’iniziativa è la filiera del Gran dji Bric della Collina Chivassese, un modello agricolo che mette insieme una ventina di aziende agricole impegnate nella coltivazione di varietà di grano tenero da panificazione e prodotti da forno, selezionate per adattarsi alle caratteristiche del territorio collinare.

Le coltivazioni si estendono su circa 100 ettari distribuiti in dodici comuni tra Casalborgone, Monteu da Po, Verrua Savoia, San Sebastiano da Po, Sciolze, San Raffaele Cimena, Rivalba, Lauriano, Cavagnolo, Castagneto Po, Brusasco e Brozolo.

Il grano raccolto viene poi trasformato in farina dal Mulino di Casalborgone, nodo centrale della filiera, da cui si riforniscono panificatori e laboratori artigianali che producono pane, biscotti e grissini legati alla tradizione piemontese.

Ora, grazie al nuovo accordo siglato a Pinerolo, il progetto esce dal perimetro del Chivassese e si affaccia su un altro territorio importante della provincia torinese.

A Pinerolo abbiamo illustrato il valore e le grandi potenzialità delle filiere agricole regolate dai contratti di filiera – spiega Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino –. Vogliamo ringraziare le realtà economiche che anche nel Pinerolese hanno creduto nelle filiere locali del cibo. Di fronte alle pratiche sleali delle catene lunghe della distribuzione alimentare e alla scarsa remunerazione riservata ai produttori vogliamo ribadire l’efficacia dei contratti di filiera: grazie a questi strumenti alle aziende agricole viene garantito un compenso adeguato mentre ai trasformatori arriva un prodotto di qualità, a chilometro zero, capace di coinvolgere l’intero territorio nella creazione di valore”.

Il modello della filiera corta, infatti, punta a ridurre i passaggi tra produttore e consumatore, garantendo maggiore trasparenza, prezzi più equi e una qualità più controllata.

Ed è proprio questo il principio che ha convinto alcuni operatori del Pinerolese ad aderire al progetto.

Da sempre crediamo nel valore dei prodotti del territorio – sottolinea Giovanni Genovesio, titolare dei locali coinvolti nella firma del protocollo –. Introdurre anche nel Pinerolese l’utilizzo di farine provenienti dalla filiera della provincia di Torino, in questo caso dalla Collina di Chivasso, è un gesto di attenzione verso il lavoro degli agricoltori ma anche verso i consumatori, che hanno diritto a prodotti sempre più di qualità. Abbiamo testato queste farine e le abbiamo trovate eccellenti: da qui la decisione di utilizzarle nei nostri menù”.

Durante la serata di presentazione gli ospiti hanno potuto assaggiare alcune delle preparazioni realizzate con la farina del Gran dji Bric.

Dal forno della pizzeria sono uscite pizze gourmet preparate con impasti ottenuti dalle nuove farine, mentre la cucina ha proposto piatti della tradizione piemontese e dolci artigianali. Un modo concreto per dimostrare come una materia prima coltivata a pochi chilometri di distanza possa diventare un ingrediente capace di valorizzare l’intera filiera gastronomica locale.

Per i promotori del progetto, l’accordo rappresenta anche un passo importante per il futuro della produzione agricola nel territorio chivassese.

Per la filiera Gran dji Bric è stata un’ottima occasione per farsi conoscere oltre i confini del territorio di Chivasso e acquisire nuovi clienti – spiega Ornella Cravero, responsabile del progetto per Coldiretti Torino –. Questo può diventare uno stimolo ad aumentare le superfici coltivate ma anche un esempio per altri territori, a partire proprio dal Pinerolese, per sviluppare contratti di filiera sui prodotti agricoli”.

Il progetto del Gran dji Bric nasce proprio con questo obiettivo: restituire valore economico e culturale alle coltivazioni locali, recuperando varietà di grano adatte al territorio e promuovendo un’agricoltura capace di dialogare con il mondo della trasformazione e della ristorazione.

Un sistema che, oltre a sostenere le aziende agricole, contribuisce a rafforzare l’identità alimentare del territorio e a ridurre l’impatto ambientale legato ai lunghi trasporti delle materie prime.

Nel panorama agricolo piemontese, dove la pressione dei mercati internazionali e della grande distribuzione rende spesso difficile la sostenibilità economica delle piccole aziende, esperienze come quella della Collina Chivassesemostrano una strada alternativa.

Una strada fatta di collaborazione tra agricoltori, artigiani del cibo e ristoratori, capace di trasformare un semplice chicco di grano in un progetto di sviluppo locale.

E ora quel progetto, nato tra le colline attorno a Chivasso, comincia a viaggiare oltre i suoi confini. Anche sulle tavole del Pinerolese.

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