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15 Marzo 2026 - 15:41
Infermieri costretti a fare anche i “meccanici”: dalle parole alla diffida del Nursind all’ASL TO4
Una diffida alla dirigenza dell’ASL TO4. Inviata via PEC al direttore generale Luigi Vercellino, al direttore sanitario Sara Marchisio e al direttore amministrativo Michele Colasanto. Per conoscenza anche all’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi.
A firmarla è Giuseppe Summa segretario territoriale del sindacato Nursind, che torna così sulla vicenda degli infermieri dei servizi territoriali chiamati non solo a occuparsi dei pazienti ma anche a fare i “meccanici” con le auto aziendali con cui ogni giorno si spostano per le cure domiciliari.
Il punto, spiegano dal sindacato, è che alcune disposizioni interne attribuiscono agli utilizzatori dei veicoli anche la gestione della manutenzione. Tradotto: chi usa l’auto si arrangia anche con il resto.
Nel documento il sindacato parla apertamente di una pratica gestionale «inaccettabile e perdurante» e denuncia che il personale infermieristico verrebbe distolto dalle proprie funzioni istituzionali per essere impiegato nella gestione logistica e nella manutenzione – ordinaria e straordinaria – del parco auto aziendale.
Una situazione che, secondo il Nursind, rappresenta un doppio problema: da un lato la mortificazione della professionalità infermieristica, dall’altro un utilizzo inefficiente delle risorse pubbliche.
«L’infermiere è un professionista intellettuale, laureato e iscritto a un Ordine – si legge nella diffida – e adibirlo a mansioni tecniche totalmente estranee al proprio profilo professionale si configura palesemente come utilizzo improprio».
Non è solo una questione di principio. Il sindacato sottolinea anche le ricadute concrete sull’organizzazione dei servizi.
In una fase in cui la sanità territoriale continua a fare i conti con la carenza cronica di personale, sottrarre infermieri all’assistenza per destinarli a incombenze logistiche significa togliere tempo alle cure dei cittadini. Minuti preziosi che, messi insieme, diventano ore di lavoro sottratte alle visite, alle medicazioni e al monitoraggio dei pazienti più fragili.
E c’è anche un altro aspetto. «Gli infermieri – osserva il Nursind – non possiedono una formazione tecnica specifica per valutare lo stato di efficienza di un mezzo. In caso di problemi legati alla manutenzione o, peggio, di un sinistro dovuto a guasti o cattiva gestione dei veicoli, la responsabilità potrebbe ricadere su lavoratori che non hanno né competenze né strumenti per occuparsi di quel tipo di attività…».

Per questo il sindacato chiede alla direzione dell’ASL TO4 di intervenire immediatamente e di porre fine a ogni disposizione o regolamento che preveda l’impiego del personale sanitario nella manutenzione degli automezzi aziendali.
Una richiesta che, questa volta, non ha il tono della semplice segnalazione.
Se la situazione non verrà modificata, il Nursind annuncia di essere pronto ad attivare ulteriori iniziative di protesta e a ricorrere anche alle vie legali per tutelare la dignità professionale degli infermieri.
C’è da aggiungere che questa lamentela è "vecchia" come il cucco.
«Incommentabile la risposta – stigmatizza Summa – L’anno scorso ci han detto che stavano rivedendo il regolamento, oggi ci dicono la stessa cosa. La verità è che il regolamento non è mai stato rivisto e gli infermieri continuano a essere impiegati in attività che non sono di loro competenza, come il lavaggio delle auto, i tagliandi e la manutenzione ordinaria e straordinaria. Non ci sono parole per descrivere la mancanza di concretezza e di rispetto per i lavoratori. Inoltre, l'azienda afferma che alcuni distretti hanno già un sistema di manutenzione non gestito direttamente da personale sanitario, ma questa affermazione è falsa e priva di fondamenti. Infatti ad oggi solo a Chivasso c'è una persona dedicata alla manutenzione, assente negli altri distretti e nei servizi territoriali in generale. Probabilmente l'azienda confonde la gestione centralizzata amministrativa presente in qualche distretto con quella manutentiva. Sappiamo infatti con certezza che quest'ultima è ancora totalmente a carico degli infermieri…».
Il tema riguarda soprattutto gli infermieri delle cure domiciliari, quelli che ogni giorno si spostano da un’abitazione all’altra per assistere pazienti spesso fragili o non autosufficienti.
Per capire quanto pesi davvero questa organizzazione del lavoro, il Nursind ha provato anche a fare due conti. Non teorici, ma molto concreti.
«Solo per un singolo distretto con circa 15 auto – stigmatizza il Nursind – si parla di circa 140 ore annue che corrispondono a 17 giorni lavorativi».
Giorni che, moltiplicati per i diversi distretti dell’azienda sanitaria, diventano parecchi.
«Si arriva, calcolatrice in mano, a circa 85 giorni che forse dovrebbero essere spesi per altro».
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