Cerca

Attualità

Scienza e solidarietà: al Pi Greco Day nasce il gemellaggio tra Chivasso e Niscemi

Scienza e speranza al Palalancia: laboratori interattivi, robotica e il racconto delle studentesse di Niscemi sul dissesto idrogeologico

Scienza e speranza

Scienza e speranza al Pi Greco Day di Chivasso: protagoniste anche le studentesse di Niscemi

Al Palalancia di Chivasso la scienza è diventata per un giorno un linguaggio accessibile a tutti: studenti, ricercatori, insegnanti e curiosi si sono ritrovati per il Pi Greco Day, l’evento dedicato alla divulgazione scientifica organizzato dall’associazione Ex Alunni Newton insieme alla Città di Chivasso, con il patrocinio del Politecnico di Torino e dell’Università di Torino.

Oltre trenta stand, esperimenti, dimostrazioni e laboratori interattivi hanno accompagnato i visitatori lungo un percorso che spaziava dall’astronomia alla robotica, dall’intelligenza artificiale alla biologia. Il tema scelto per l’edizione 2026, “Scienza e Speranza”, ha dato la chiave di lettura a tutta la giornata: la scienza come strumento per comprendere il presente e immaginare il futuro.

Tra i protagonisti della manifestazione anche un gruppo di dieci studenti arrivati dalla Sicilia, dal liceo di Niscemi, accompagnati da una docente. Un viaggio lungo centinaia di chilometri che ha portato in Piemonte non solo entusiasmo e curiosità, ma anche una testimonianza legata a un evento drammatico che ha colpito il loro territorio: la frana che ha devastato parte del paese.

«È stata davvero un’esperienza unica per noi e per le nostre ragazze», ha raccontato la docente del liceo siciliano durante l’incontro. «Per molte di loro è la prima volta qui, e per alcune anche la prima volta a Torino».

Il viaggio è stato reso possibile grazie al Soroptimist International di Niscemi, che ha sostenuto economicamente la trasferta delle studentesse permettendo loro di partecipare alla manifestazione scientifica.

Le ragazze hanno collaborato con il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino nella gestione di uno stand dedicato al dissesto idrogeologico. Attraverso modelli realizzati con i Lego, il laboratorio mostrava come si comporta il terreno in caso di frane e quali soluzioni ingegneristiche possono contribuire a prevenire i disastri naturali.

Un modo concreto per unire scienza e realtà, soprattutto per chi ha vissuto da vicino un evento simile.

«È stata una giornata molto interessante», racconta una delle studentesse presenti allo stand. «Venendo da fuori abbiamo avuto l’occasione di vedere anche come funziona l’università. Non solo dal punto di vista dello studio, ma anche attraverso la matematica e la fisica spiegate in modo divertente».

L’esperienza potrebbe influenzare anche le scelte future delle ragazze. Alla domanda se si immaginano un domani nel mondo della scienza o della tecnologia, la risposta lascia aperta la porta: «Grazie a questa giornata abbiamo conosciuto meglio questo mondo e sì, è qualcosa che potremmo prendere in considerazione».

Per le studentesse siciliane il laboratorio sul dissesto idrogeologico non è soltanto un progetto didattico. È anche un modo per raccontare ciò che sta accadendo a casa loro.

«È stato molto brutto per il nostro paese», racconta una delle ragazze. «Abbiamo visto una parte di Niscemi crollare completamente. Però grazie a questo progetto ci siamo sentiti partecipi, perché parla proprio di disastri naturali come quello che è successo da noi».

Anche la docente sottolinea quanto l’evento abbia toccato emotivamente la comunità. «È stato un momento molto impattante per tutta la popolazione», spiega. «La frana ha colpito il centro storico, il luogo in cui tutti i niscemesi si identificano. È il cuore della nostra città, il nostro salotto buono».

In quella zona, racconta l’insegnante, si svolge gran parte della vita sociale del paese. «I ragazzi si ritrovavano sempre lì, in una villa sotto il Belvedere. Con la frana quel luogo è andato giù. Non è stato solo un danno materiale: è stato anche il crollo del posto dove loro si incontravano».

Oggi la comunità cerca lentamente di tornare alla normalità, ma le difficoltà restano. «Il problema principale riguarda le vie di comunicazione», continua la docente. «Molte strade di accesso al paese sono state distrutte e ora ne restano solo due. Una di queste è costantemente monitorata perché il fronte della frana è molto vicino».

Le conseguenze non riguardano solo la mobilità, ma anche l’economia locale. «Niscemi vive soprattutto di agricoltura, in particolare della coltivazione del carciofo. I terreni sono a valle e per gli agricoltori raggiungerli è diventato molto più difficile. Prima bastavano dieci minuti, ora i tempi si triplicano e aumentano anche i costi».

Nonostante tutto, la partecipazione al Pi Greco Day rappresenta per le studentesse un segnale di speranza e di collaborazione tra territori lontani. Tre giorni intensi tra Torino e Chivasso, tra scienza e scoperte.

«Stanno vivendo giornate molto intense», racconta ancora la docente. «Siamo partiti prestissimo, abbiamo viaggiato in aereo, visitato la città e partecipato agli eventi. Domani torneremo in Sicilia, ma porteremo con noi questa esperienza».

Un’esperienza che dimostra come la scienza possa diventare anche un ponte tra Nord e Sud, tra scuole e territori diversi. E come, dietro esperimenti e formule, si possano intrecciare storie di studenti, comunità e futuro.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori