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«Le nostre chiese si svuotano, loro ne costruiscono una». A Settimo arriva il sindaco di Borșa per firmare il gemellaggio

Il Consiglio comunale approva all’unanimità il patto tra le due città. Riconosciuto il ruolo della comunità rumena nella crescita di Settimo

«Le nostre chiese si svuotano, loro ne costruiscono una». A Settimo arriva il sindaco di Borșa per firmare il gemellaggio

Padre Paul Porcescu

«Le nostre chiese si stanno spopolando, mentre una comunità investe per costruirne una nuova. È un segnale positivo: sarà un punto di socializzazione non solo per i rumeni ma anche per tanti settimesi».

Così il capogruppo Natalino Pastore, senza troppi giri di parole, l’altra sera in consiglio comunale. Una considerazione semplice, quasi brutale nella sua sincerità, ma capace di catturare l’attenzione dell’aula.

All’ordine del giorno il gemellaggio con la città di Borșa, al termine di un dibattito che ha messo al centro il ruolo della comunità rumena nella crescita della città e il valore simbolico e concreto di un legame che, di fatto, esiste già da anni nel tessuto sociale ed economico del territorio.

Il risultato? Scontato! La delibera è stata approvata all’unanimità. Ventidue voti favorevoli, nessun contrario, nessuna astensione. In sottofondo il racconto di una città che cambia e che riconosce pubblicamente il ruolo di una comunità ormai parte integrante della propria storia.

A introdurre il punto all’ordine del giorno è stato il presidente del Consiglio comunale Luca Rivoira.

«Partiamo da un’esperienza di comunità – ha spiegato – dalla più grande comunità straniera del nostro territorio, anche se ormai dovremmo definirla italo-rumena perché sono nate qui seconde e terze generazioni».

Una presenza che rappresenta circa il 3 per cento della popolazione e che, secondo Rivoira, negli ultimi quarant’anni ha contribuito in modo significativo alla crescita della città non solo dal punto di vista demografico, ma anche economico e sociale.

«Sono tanti i cittadini che hanno creato imprese, attività artigianali, che lavorano nelle aziende del territorio e che hanno contribuito allo sviluppo umano ed economico della nostra città».

Tra i simboli più evidenti di questa integrazione, la nuova chiesa ortodossa in legno, definita da Rivoira «uno dei regali urbanistici e architettonici più belli per Settimo».

L’edificio sarà inaugurato ufficialmente sabato 14 marzo alle 15.30 e sarà presente anche il sindaco di Borșa per la firma ufficiale del gemellaggio.

In aula era presente anche padre Paul Porcescu insieme ad alcuni rappresentanti della comunità, già ascoltati in commissione consiliare insieme al console generale della Romania a Torino.

Proprio da quell’incontro è maturata l’idea del gemellaggio.

«A un certo punto abbiamo chiesto a padre Paul come ringraziare la comunità per questo investimento sulla città – ha raccontato Rivoira – e dopo qualche giorno sono stato contattato dal console. Ci ha spiegato che il modo migliore per riconoscere quarant’anni di presenza e di contributo alla nostra città sarebbe stato proprio un gemellaggio».

Il consolato ha quindi individuato la città di Borșa come partner ideale. Si tratta di un centro situato nel nord della Romania, vicino al confine con l’Ucraina. Un territorio caratterizzato da parchi naturali e da una forte tradizione legata alle chiese ortodosse in legno. Peraltro il legname utilizzato per la chiesa di Settimo proviene proprio da quell’area.

«Quel legame – ha sottolineato Rivoira – è nato ancora prima di immaginarlo, perché nasce nel legno della chiesa».

Non solo. Le ricerche svolte insieme a padre Paul hanno rivelato che molti dei cittadini rumeni residenti a Settimo provengono proprio da Borșa, rafforzando ulteriormente il senso dell’iniziativa.

Il gemellaggio, ha spiegato il presidente, punta a sviluppare collaborazioni su diversi fronti. Dagli scambi economici e commerciali alla cooperazione tra imprese. Fino alla mobilità della forza lavoro e all’innovazione tecnologica.

Rivoira ha ricordato anche il ruolo crescente della Romania in alcuni settori industriali, citando l’esempio della casa automobilistica Dacia, oggi tra i marchi più venduti in Italia.

Accanto agli aspetti economici, il progetto guarda anche alla cultura, al turismo e soprattutto agli scambi scolastici, sfruttando i programmi europei che finanziano i gemellaggi. L’obiettivo è coinvolgere le scuole e permettere ai giovani di origine rumena nati o cresciuti a Settimo di conoscere meglio il territorio di origine delle loro famiglie, magari insieme ai compagni di classe.

Entusiasta il consigliere del Partito Democratico Antonio Pultrone.

«Questo gemellaggio non è soltanto una formalità amministrativa tra due città – ha detto – ma il riconoscimento di un legame che esiste già nella vita quotidiana della nostra comunità».

Pultrone ha ricordato come i cittadini di origine rumena siano pienamente inseriti nella vita economica e sociale di Settimo.

«Non sono semplicemente parte della nostra città: sono la nostra città».

Secondo il consigliere, il gemellaggio con Borșa ha caratteristiche diverse rispetto a quelli con Vals in Spagna o Chaville in Francia e assomiglia piuttosto a quello con Cavarzere, nel veneziano, nato dal legame con i flussi migratori interni che negli anni del boom economico portarono molti lavoratori a Settimo per l’industria automobilistica.

«Anche allora – ha ricordato – c’era lo stesso denominatore: la voglia di integrarsi e di costruire un futuro».

Il gemellaggio, ha spiegato, servirà a rafforzare la collaborazione tra cittadini, scuole, associazioni e imprese, valorizzando il patrimonio culturale e turistico dei due territori.

La nuova chiesa?

«Non sarà soltanto un edificio religioso – ha ricordato citando le parole di padre Paul – ma uno spazio vivo, aperto all’incontro e al dialogo, con attività per giovani e famiglie».

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Enzo Maiolino, intervenendo a nome della minoranza, ha espresso apprezzamento per il progetto e per l’attenzione dimostrata dalla comunità rumena verso Settimo.

«La chiesa in legno realizzata in città è già di per sé un simbolo di questo legame – ha osservato – ed è un monumento che porta con sé il rapporto con Borșa».

Maiolino ha ricordato anche la visita in città del console generale Cosmin Dumitrescu, sottolineando come sia stata la prima volta che un rappresentante di quel livello istituzionale partecipasse ai lavori del Consiglio.

«È un segnale importante – ha aggiunto – e speriamo che questo patto renda ancora più forte il rapporto tra la comunità rumena e la nostra amministrazione e allo stesso tempo racconti a Borșa quanto di positivo Settimo possa rappresentare per l’Italia».

Anche il Movimento 5 Stelle, con la capogruppo Anna Sanfilippo, ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa, annunciando voto favorevole.

La delibera è stata quindi approvata con 22 voti favorevoli e dichiarata immediatamente eseguibile con lo stesso risultato.

«Da questo momento – ha concluso Rivoira – Settimo Torinese ha una nuova città gemella: Borșa».

Un passaggio che, secondo il presidente del Consiglio, rappresenta non solo un atto istituzionale ma il riconoscimento di una storia condivisa tra comunità che da anni convivono e crescono insieme.

«È la vostra storia, la nostra storia – ha detto rivolgendosi alla comunità presente in aula – una storia comune che porta a risultati come questo».

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