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13 Marzo 2026 - 23:15
Masche: le streghe del Piemonte sono tornate
C’è un Piemonte che vive lontano dalle cartoline turistiche, fatto di borghi silenziosi, racconti tramandati accanto al fuoco e ombre che sembrano muoversi tra i boschi. È il Piemonte delle masche, figure misteriose del folklore locale che tornano protagoniste nel libro “Nel mondo delle masche – Racconti ritrovati”, un’opera che riporta alla luce storie antiche, custodite per generazioni nella memoria popolare.
Il volume non è soltanto una raccolta di racconti: è un viaggio nelle radici culturali di un territorio dove superstizione, saggezza contadina e tradizione orale si intrecciano da secoli. Le masche, spesso assimilate alle streghe, nel folklore piemontese assumono un significato più complesso. Sono presenze ambigue e affascinanti, talvolta temute e talvolta rispettate, depositarie di un sapere antico e simbolo di un mondo rurale che oggi rischia di svanire. Attraverso le pagine del libro emergono come figure vive, quasi pronte a uscire dalle ombre dei boschi o dai vicoli dei paesi per raccontare storie di un tempo sospeso tra realtà e magia.
Alla base del progetto c’è l’incontro di tre autori – Wilma Basolo, Marina Panero e Ivo Chiolerio – uniti dalla stessa passione per la tradizione piemontese. Curiosamente, la loro collaborazione nasce sui social network: tutto comincia su Facebook, nel gruppo “Nel mondo delle masche”, dove appassionati di leggende locali si scambiano racconti e ricordi. Durante i mesi più difficili della pandemia di COVID-19, tra isolamento e lunghe giornate di quarantena, i tre iniziano a scrivere e condividere storie. Quello che era nato come un semplice scambio tra amici diventa presto qualcosa di più: un progetto di recupero della memoria orale, con l’obiettivo di trascrivere e conservare testimonianze che altrimenti rischierebbero di andare perdute.
Il primo passo è stato “Nel mondo delle masche – Dal Canavese, Roero e ritorno”, pubblicato nel 2022. Il successo del volume ha superato ogni aspettativa e ha spinto gli autori a continuare il lavoro di ricerca. Viaggiando tra i paesi del territorio – da Pavone a Ponte, da Frassinetto a San Benigno e San Giorgio – hanno raccolto nuove testimonianze, scoprendo che ogni comunità conserva le proprie storie e le proprie masche. Racconti spesso tramandati solo a voce, custoditi nella memoria degli anziani e legati alla vita quotidiana di una campagna dove il confine tra realtà e credenza popolare era sottile.
Il nuovo libro, “Racconti ritrovati”, amplia questo patrimonio narrativo grazie al contributo di amici, appassionati e testimoni diretti. Le storie non appartengono più solo agli autori, ma diventano un coro di voci diverse che restituisce il mosaico della tradizione orale piemontese. Racconti veri o presunti tali, tramandati di generazione in generazione, che raccontano paure, misteri e rituali di una società contadina che ha costruito la propria identità anche attraverso il racconto.
Il volume è pensato per coinvolgere anche i lettori più giovani. I disegni di Ilaria Gaggetta, figlia di Marina Panero, accompagnano i testi e rendono l’immaginario delle masche accessibile e affascinante anche per i bambini. I racconti, brevi e armonici, si prestano a una lettura lenta, quasi intima: pagine da sfogliare la sera, magari davanti al camino, lasciandosi trasportare in un mondo dove realtà e magia si sfiorano continuamente.
Pubblicato dalla casa editrice Atene del Canavese, il libro assume anche un valore culturale importante. Non è soltanto un’opera narrativa, ma un vero lavoro di recupero della memoria popolare. Le masche diventano così simbolo di un’epoca e di una sensibilità collettiva che rischia di scomparire con il passare del tempo.
“Nel mondo delle masche” è, in definitiva, un omaggio al Piemonte più autentico: quello delle storie raccontate sottovoce, dei misteri che abitano i boschi e delle tradizioni che resistono al tempo. Leggere queste pagine significa entrare in contatto con un patrimonio fatto di paura, meraviglia e rispetto, riscoprendo un mondo dove la magia non è solo fantasia, ma parte viva della memoria di un territorio.

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