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Cronaca

Chivasso, volantinaggio per il "no" davanti alla stazione interrotto dalla polizia. E' zona rossa!

Volantinaggio per il "No" al referendum interrotto davanti alla stazione di Chivasso: agenti richiedono autorizzazione per area dichiarata "zona rossa", attivisti si spostano e il comitato indaga

Chivasso, volantinaggio davanti alla stazione interrotto dalla polizia

Il Comitato del "No"

Volantinaggio interrotto questa mattina davanti alla stazione ferroviaria di Chivasso. Intorno alle 7.30 alcuni attivisti impegnati nella campagna per il “No” al referendum sulla giustizia stavano distribuendo materiale informativo ai pendolari quando sono stati fermati da due agenti della polizia ferroviaria.

Gli agenti hanno spiegato che l’attività non poteva essere svolta senza una specifica autorizzazione e hanno quindi chiesto ai presenti, ta cui il consigliere comunale del Pd Giovanni Scinica, di esibire i documenti, che sono stati registrati. A quel punto il gruppo ha deciso di sospendere l’iniziativa e di spostarsi in un’altra zona della città.

A raccontare l’episodio è Vinicio Milani, dell’Anpi.

«Questa mattina stavamo semplicemente distribuendo volantini informativi ai cittadini sul referendum – spiega – quando sono intervenuti due agenti. Ci è stato detto che davanti alla stazione non era possibile svolgere attività di volantinaggio senza autorizzazione».

Secondo Milani il nodo riguarda lo status dell’area davanti allo scalo ferroviario, che rientra tra quelle sottoposte a particolari misure di sicurezza. «La stazione di Chivasso è stata dichiarata zona rossa dal Prefetto, quindi probabilmente è per questo motivo che ci è stato chiesto di interrompere l’attività».

Gli attivisti hanno scelto di attenersi alle indicazioni ricevute dalle forze dell’ordine. «Non avevamo modo in quel momento di verificare la situazione – aggiunge – e quindi abbiamo preferito spostarci altrove per continuare la distribuzione».

Nel frattempo l’episodio ha iniziato a circolare sui social network, generando commenti e polemiche.

«La vicenda è stata raccontata in modo affrettato e spesso impreciso – conclude Milanimentre noi vogliamo semplicemente chiarire i fatti e continuare a promuovere un confronto serio e informato sul referendum».

Il Comitato ha fatto sapere che nei prossimi giorni cercherà di verificare a chi competa la gestione dell’area antistante la stazione e quali siano le eventuali "ulteriori" autorizzazioni necessarie per svolgere attività di informazione ai cittadini.

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