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10 Marzo 2026 - 10:24
Sciopero davanti ai cancelli di Leonardo: i lavoratori dell’appalto chiedono contratto e salario adeguati
Sotto la pioggia battente e con gli ombrelli aperti, i lavoratori dell’appalto Leonardo Logistica di Caselle e Leinì si sono riuniti oggi davanti ai cancelli dello stabilimento per uno sciopero che ha registrato un’adesione del 98%. A guidare la mobilitazione è la Filcams CGIL, che denuncia da tempo una situazione di sottoinquadramento contrattuale per i dipendenti della società Iscot, impiegati nell’appalto legato alla logistica industriale del gruppo aeronautico.
La protesta punta a ottenere il riconoscimento delle reali mansioni svolte dai lavoratori e un contratto considerato più adeguato alle attività che quotidianamente svolgono all’interno del sistema produttivo.
«Oggi siamo davanti ai cancelli di Leonardo per uno sciopero per i lavoratori di Iscot in appalto a Leonardo Logistiche», spiega Michele Racanelli della Filcams CGIL. «Questi lavoratori vengono pagati con il contratto del multiservizi come addetti alle pulizie, ma svolgono attività che richiedono alte professionalità: preparano fisicamente tutto il materiale necessario alla costruzione degli aerei».
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Secondo il sindacato, si tratta di una fase cruciale della filiera produttiva. I lavoratori sono infatti coinvolti ogni giorno nella preparazione dei materiali e dei componenti che vengono poi inviati alle linee produttive per la realizzazione dei velivoli. Un lavoro che richiede precisione, competenze tecniche e responsabilità, ma che – denuncia la Filcams – continua a essere inquadrato con un contratto ritenuto non coerente con le mansioni effettivamente svolte.
«Stiamo rivendicando un giusto contratto nazionale e una giusta paga», prosegue Racanelli. «È inverosimile che da tanti anni una società come Leonardo, che riceve sovvenzioni pubbliche dallo Stato, appalti attività così delicate a società che applicano il contratto del multiservizi e inquadrano questi lavoratori come addetti alle pulizie».
Il nodo principale della vertenza riguarda proprio l’inquadramento contrattuale. Secondo il sindacato, le attività svolte dai lavoratori rientrerebbero più correttamente nel contratto nazionale della logistica, che garantirebbe condizioni economiche e professionali più adeguate. La differenza economica, spiegano dalla Filcams CGIL, è tutt’altro che marginale: circa 3.500 euro annui di salario in meno rispetto a quanto percepirebbero con l’applicazione del contratto considerato corretto.
Per i lavoratori si tratta quindi non solo di una questione salariale, ma anche di riconoscimento della propria professionalità all’interno di una catena produttiva complessa come quella dell’industria aeronautica. Lo sciopero di oggi rappresenta un primo segnale forte rivolto sia alla società appaltatrice sia alla committenza, con l’obiettivo di aprire un confronto sul futuro dell’appalto e sulle condizioni di lavoro.
Chi è Iscot
Iscot Italia S.p.A. è una società con sede a Torino che opera nel settore dei servizi tecnici e del facility management per le imprese. L’azienda, attiva da oltre quarant’anni, fornisce servizi di supporto alle attività industriali, tra cui logistica di stabilimento, manutenzione di impianti, pulizie tecniche e gestione operativa degli stabilimenti produttivi.
Il gruppo conta oltre 4.400 dipendenti e più di 100 unità operative, con attività principalmente in Italia ma anche in alcuni Paesi esteri. Tra i servizi offerti figurano interventi di logistica industriale, manutenzione e gestione di impianti e strutture, spesso svolti in appalto all’interno degli stabilimenti dei clienti.
Proprio nell’ambito di queste attività Iscot gestisce anche servizi legati alla logistica industriale negli stabilimenti collegati a Leonardo, dove i lavoratori coinvolti nella vertenza sindacale si occupano della preparazione dei materiali destinati alle linee di produzione aeronautica.
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