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09 Marzo 2026 - 18:58
Villa Iaria confiscata alla criminalità organizzata rinasce: da ottobre i primi lavori per il “Dopo di Noi”
Sarà un concorso – rivolto in particolare alle scuole ma aperto a tutti – a decidere il nome da attribuire alla villa cuorgnatese di Via Salgari, confiscata al boss della ‘Ndrangheta Giovanni Iaria.
La decisione, preannunciata durante la recente serata di raccolta fondi organizzata presso il Circolo ARCI <Spazi di Società> di Valperga, è stata ora ufficializzata con una conferenza stampa tenutasi nell’ex-sala consiliare nella mattinata di lunedì 9 marzo. A scegliere questa interessante soluzione sono stati il Comune (che ha ottenuto l’assegnazione della proprietà) e l’associazione Mastropietro, che nel 2024 ha vinto il bando per gestirla.
L’obiettivo è quello di coinvolgere la cittadinanza in modo diretto, far sentire a tutti ed in particolare ai più giovani che quel luogo appartiene alla collettività: il concorso dev’essere un punto d’arrivo. Per questo, nel giro di pochi giorni, sono stati organizzati ben tre incontri per le scuole: protagonista un familiare di una delle vittime di mafia. “Li abbiamo chiamati <incontri preparatori> – ha precisato il sindaco Giovanna Cresto – perché vogliamo spiegare cosa sia la criminalità organizzata e far comprendere la differenza tra <mafia> e <mafie>. Queste cose i ragazzi non le sanno perché in casa non se ne parla. Lo scopo è sì far conoscere i beni confiscati e le iniziative del Comune per restituirli alla collettività ma soprattutto rivelare il lato più nascosto della mafia, che spesso si presenta col volto benevolo di un’organizzazione che risolve i problemi, aiuta a superare le difficoltà. Se uno decide però di tornare sui suoi passi allora compare il volto vero: quello della violenza e della vendetta”.
La scorsa settimana era arrivata a Cuorgnè Marisa Fiorani, mamma di Marcella Di Levrano, testimone-chiave al primo maxiprocesso contro la Sacra Corona Unita pugliese e per questo assassinata nel 1990. “E’ stato toccante – ha detto il sindaco – sentire una donna di 85 anni che con lucidità incredibile ha raccontato l’assassinio di sua figlia e tutto ciò che è avvenuto dopo”. La seconda ospite, subito dopo la conferenza stampa di cui parliamo, ha visto protagonista Roberta Congiusta, sorella di Gianluca, imprenditore di Siderno ucciso dalla ‘Ndrangheta nel 2005 all’età di 32 anni. Martedì 10 marzo, infine, incontro con Marino Cannata, figlio di Domenico, imprenditore del marmo assassinato nel 1972 a Polistena con un attentato dinamitardo: la sua famiglia, che gestiva un’impresa agricola, si era rifiutata di pagare il pizzo.

L'incontro di oggi a Cuorgnè
Giulia Toffanin di LIBERA Piemonte ha ricordato che il 7 marzo si sono festeggiati i 30 anni della Legge N. 109 del 1996 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie: una pietra miliare nel contrasto alla criminalità organizzata, arrivata dopo una petizione popolare promossa da LIBERA e che raccolse un milione di firme. L’anniversario è stato ricordato dall’associazione con l’iniziativa <109 Piazze per la Legge 109> .
Una nuova campagna è ora in corso per chiedere questa volta che il 2% del F.U.G. (Fondo Unico di Giustizia) sul quale dal 2008 confluiscono i beni finanziari confiscati, venga destinato al recupero e riutilizzo di un’altra tipologia di beni confiscati: quelli immobiliari. Un riutilizzo che si è rivelato spesso arduo proprio per la carenza di liquidità delle associazioni che se ne fanno carico.
La villa di Via Salgari ne è un esempio e per non perdere il cofinanziamento regionale si è dovuto ricorrere nelle ultime settimane ad una raccolta fondi. “Il 28 febbraio abbiamo rendicontato i lavori svolti finora – ha annunciato Andrea Contratto, del Presidio cuorgnatese di LIBERA - La prima parte della ristrutturazione è fatta. Abbiamo provveduto alla messa in sicurezza, rivelatasi necessaria in alcune parti dopo i sopralluoghi, e reso utilizzabili camere e bagni. Ora dobbiamo completare l’opera, compresa la sistemazione degli spazi esterni, come ci eravamo impegnati a fare. La raccolta fondi pertanto prosegue e, dopo gli ottimi risultati della cena di Valperga, stiamo pensando di replicare l’iniziativa in un’altra sede”.
Egidio Costanza, presidente della Mastropietro, ha così sintetizzato gli obiettivi: “Ci eravamo impegnati per restituire alla fruizione della città Villa Lea (l’altro immobile confiscato) che da dieci anni accoglie persone in emergenza abitativa. Ora dobbiamo fare la stessa cosa con la villa di Via Salgari in modo che da simbolo di illegalità si trasformi in simbolo di riscatto, cercando di condividere questo luogo con tutta la città”.
"Serve un nome per l’edificio in corso di ristrutturazione: non possiamo continuare a chiamarlo <Villa di Via Salgari> – ha detto il sindaco di Cuorgnè Giovanna Cresto durante la conferenza stampa – Per questo abbiamo deciso di indire un concorso”.
Il nome andrà scelto fra i tanti che riempiono l’elenco delle persone cadute per mano della violenza mafiosa: un elenco consultabile sul sito CLICCANDO QUI. E’ l’unico in Italia a riportare in modo completo e dettagliato i loro nomi e la loro storia ed apprendere che non ne esistono altri lascia a dir poco perplessi!
L’assessore alle Politiche Sociali Elisa Troglia ha illustrato regole e finalità del concorso, al quale potranno partecipare gratuitamente, in forma individuale o collettiva, studentesse e studenti delle scuole cuorgnatesi di primo e secondo grado; gli abitanti della città; gruppi informali ed associazioni del territorio (scout; oratori; società sportive, culturali, sociali, artistiche ecc.). Nelle scuole verranno realizzati laboratori per scegliere il nome da proporre. La scadenza è fissata al prossimo 10 maggio. La documentazione dovrà essere inviata entro tale data in formato digitale all’indirizzo info@comune.cuorgnè.to.it. riportando nell’Oggetto la dicitura <Concorso per l’intitolazione del Bene Confiscato di Via Salgari>. La scelta verrà effettuata da un’apposita commissione composta da rappresentanti del Comune di Cuorgnè, dell’Associazione Mastropietro, del Presidio cuorgnatese di LIBERA <Luigi Ioculano> e di LIBERA Piemonte. Varranno i seguenti criteri: la Coerenza (ovvero la relazione tra la storia della vittima innocente ed il territorio); l’Originalità (qualità ed innovatività delle azioni proposte per promuovere il bene e la memoria della persona scelta); la Qualità (chiarezza, approfondimento e completezza della proposta).
Il premio consisterà innanzitutto nella partecipazione alla cerimonia di intitolazione, con possibilità di illustrare pubblicamente la propria proposta. Si riceveranno inoltre una bandiera di LIBERA ed un riconoscimento simbolico consistente nella piantumazione di un albero presso la villa.
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