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Croce Rossa, il cuore è donna: oltre 82mila volontarie in prima linea tra emergenze e solidarietà

Il presidente Valastro: «Sono il 54% dei volontari, una forza indispensabile per aiutare chi è in difficoltà»

Croce Rossa, il cuore è donna: oltre 82mila volontarie in prima linea tra emergenze e solidarietà

Croce Rossa, il cuore è donna: oltre 82mila volontarie in prima linea tra emergenze e solidarietà (foto archivio)

Sono le prime ad arrivare quando scoppia un’emergenza e spesso le ultime ad andare via quando il lavoro è finito. Nella Croce Rossa Italiana il volontariato ha sempre più un volto femminile: oggi quasi il 54% dei volontari è composto da donne, una presenza che supera le 82mila persone impegnate ogni giorno nelle attività dell’associazione.

Il dato è stato diffuso dal presidente della Croce Rossa Italiana Rosario Valastro in occasione della Giornata internazionale della donna, sottolineando il ruolo centrale che le volontarie svolgono all’interno della più grande organizzazione umanitaria del Paese.

Si tratta di donne di tutte le età e provenienze: nonne, mamme, studentesse, lavoratrici e pensionate che dedicano parte del proprio tempo libero agli altri. Un esercito silenzioso che opera nelle emergenze, nel supporto alle persone più fragili e nelle attività sociali quotidiane che la Croce Rossa svolge sul territorio.

«Quasi il 54% dei volontari della Croce Rossa Italiana è donna – spiega Valastro – parliamo di oltre 82mila persone impegnate in vari ambiti: dalle emergenze al supporto alle persone migranti, dalle attività con le unità di strada al supporto psicosociale, fino alla gestione degli sportelli sociali e alle attività di cooperazione internazionale».

Il numero testimonia non solo la presenza femminile nell’organizzazione, ma anche la varietà dei ruoli che le donne ricoprono. Le volontarie non sono più soltanto figure di supporto, ma protagoniste operative in tutti i settori dell’azione umanitaria.

Accanto alle attività più tradizionali, come il soccorso sanitario e l’assistenza durante le emergenze, molte volontarie sono impegnate in progetti sociali complessi, dall’assistenza ai senzatetto fino ai programmi di inclusione per migranti e rifugiati.

Un dato particolarmente significativo riguarda la partecipazione delle giovani. Tra le oltre 82mila volontarie della Croce Rossa, 24.303 hanno meno di 32 anni, rappresentando il 60% del totale dei giovani volontari dell’associazione.

La presenza delle nuove generazioni dimostra come il volontariato continui a essere percepito dai giovani come uno spazio di impegno civile e solidarietà concreta, capace di offrire anche opportunità di crescita personale e professionale.

A queste volontarie si aggiungono 1.213 operatrici del Servizio Civile Universale, attualmente impegnate nei progetti della Croce Rossa Italiana. Giovani che scelgono di dedicare un anno della propria vita a un’esperienza di servizio, lavorando a stretto contatto con le comunità locali e con le persone più fragili.

Il volontariato femminile nella Croce Rossa non è una realtà recente. Fin dalle origini dell’organizzazione, nata nel XIX secolo per assistere i feriti di guerra, le donne hanno avuto un ruolo fondamentale nell’assistenza sanitaria e umanitaria.

Nel corso dei decenni questo ruolo si è evoluto, accompagnando i cambiamenti della società. Oggi le volontarie sono presenti in ogni ambito operativo, dalla logistica alla formazione, dalla gestione delle emergenze alla progettazione sociale.

Il contributo femminile si è rivelato particolarmente importante anche negli ultimi anni, segnati da crisi e emergenze globali. Durante la pandemia di Covid-19, ad esempio, migliaia di volontarie della Croce Rossa hanno lavorato nei centri vaccinali, nei servizi di assistenza domiciliare e nelle attività di supporto alle persone isolate o in difficoltà.

Allo stesso modo, nelle missioni internazionali e nelle operazioni di cooperazione umanitaria, le donne della Croce Rossa rappresentano spesso un punto di riferimento fondamentale per le comunità locali, grazie alla capacità di creare relazioni e costruire percorsi di aiuto duraturi.

Per questo motivo, nella giornata dedicata alle donne, il presidente Valastro ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale a tutte le volontarie dell’organizzazione.

«A tutte loro rivolgo il mio personale grazie – afferma – grazie per essere sempre ovunque per chiunque, grazie perché attraverso il nostro emblema ciascuna di voi dona speranza e umanità a tante persone in difficoltà, nel nostro Paese e non solo».

Le parole del presidente richiamano uno dei principi fondamentali della Croce Rossa: l’umanità. Un valore che si traduce in azioni concrete, spesso silenziose, ma decisive per chi si trova in situazioni di fragilità.

«Grazie perché con il vostro essere donne della Croce Rossa Italiana – aggiunge Valastro – siete testimoni dei nostri princìpi e della nostra opera umanitaria, un’azione fatta di preparazione e competenza, braccia, gambe e soprattutto tanto cuore».

Dietro i numeri, infatti, ci sono storie individuali di impegno e dedizione: donne che dopo il lavoro indossano la divisa per prestare servizio in ambulanza, studentesse che dedicano il fine settimana alle attività sociali, madri che trovano il tempo per partecipare ai progetti di assistenza sul territorio.

Un volontariato che non si limita alle grandi emergenze, ma che si manifesta soprattutto nella quotidianità: nei servizi per le persone sole, nell’aiuto alle famiglie in difficoltà economica, nel supporto psicologico a chi attraversa momenti di crisi.

In un mondo segnato da guerre, disuguaglianze e nuove fragilità sociali, la presenza delle volontarie della Croce Rossa rappresenta dunque una risorsa fondamentale per il sistema di solidarietà del Paese.

Un impegno che continua a crescere, alimentato da una rete di donne che ogni giorno scelgono di mettere il proprio tempo, le proprie competenze e la propria energia al servizio degli altri.

E proprio in questa rete di solidarietà si riflette il significato più profondo della Giornata internazionale della donna: non solo una celebrazione, ma il riconoscimento di un contributo concreto e quotidiano alla costruzione di una società più giusta e più umana.

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