AGGIORNAMENTI
Cerca
07 Marzo 2026 - 18:41
Suicidi in divisa, nasce il Nucleo d’ascolto interforze per aiutare chi indossa un’uniforme
Agenti in servizio e in congedo, uomini e donne che hanno scelto di dedicare la propria vita a un’uniforme e ai valori che essa rappresenta. Persone provenienti da tutti i Corpi dello Stato – militari e civili – accomunate da una stessa esperienza: conoscere dall’interno le pressioni, le responsabilità e le difficoltà che spesso accompagnano il lavoro di chi opera per la sicurezza e il servizio pubblico. Proprio da questa consapevolezza nasce l’impegno di chi ha deciso di mettersi a disposizione di colleghi e colleghe per contrastare un fenomeno sempre più preoccupante e doloroso: quello dei cosiddetti “suicidi in divisa”.
Si chiama “Nucleo d’ascolto Corpi militari e civili” ed è l’iniziativa di un gruppo interforze composto da appartenenti ed ex appartenenti a diversi Corpi dello Stato, attivi su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: costruire una rete informale di supporto e auto-aiuto, fondata sulla solidarietà tra pari e sulla condivisione delle competenze maturate negli anni di servizio.

All’interno del Nucleo confluiscono esperienze professionali molto diverse tra loro. Tra i volontari figurano laureati in psicologia e sociologia, esperti in criminologia e scienze sociali, ma anche persone formate specificamente nell’ascolto attivo e nella mediazione dei conflitti. Altri membri, invece, si occupano degli aspetti organizzativi e logistici necessari a garantire il funzionamento della rete.
«Siamo persone che sanno cosa significa indossare una divisa e affrontare ogni giorno ostacoli, pressioni e difficoltà», spiega Alessandra Renzetti, referente del Nucleo per la provincia di Pescara. «Molti di noi hanno vissuto direttamente determinate situazioni o hanno visto colleghi attraversare momenti di forte fragilità. Per questo abbiamo deciso di creare uno spazio di ascolto reale, basato sulla fiducia e sulla comprensione».
Il Nucleo può contare anche sulla collaborazione di psicologi volontari esterni, pronti a intervenire tempestivamente nei casi più delicati, offrendo un primo supporto professionale nelle situazioni di particolare gravità. Ma ciò che rende questa realtà diversa dalle esperienze precedenti è soprattutto la scelta di operare in totale autonomia.
«Non siamo incardinati nelle amministrazioni e non rispondiamo a gerarchie o organizzazioni di alcun tipo», sottolinea ancora Renzetti. «È stata una scelta precisa: vogliamo offrire ai colleghi un luogo in cui possano parlare senza paura di essere giudicati o etichettati come “deboli”. Il timore dello stigma sociale e delle possibili ripercussioni sulla carriera spesso impedisce a chi indossa una divisa di chiedere aiuto. Con noi questo rischio non esiste: garantiamo riservatezza, ascolto e comprensione tra pari».
Secondo i dati raccolti dagli organizzatori, dall’inizio dell’anno si sono già registrati dieci suicidi tra appartenenti alle forze dell’ordine e ai corpi militari. Numeri che raccontano una realtà difficile e che, per molti operatori del settore, rappresentano il segnale di un disagio troppo a lungo sottovalutato.
«Il punto di non ritorno – racconta Renzetti – è stata la tragedia dello scorso ottobre, quando una collega della Polizia Locale di Frattamaggiore si è tolta la vita all’ottavo mese di gravidanza. Di fronte a una vicenda così drammatica abbiamo capito che non potevamo più restare a guardare».
I dati parlano chiaro: in Italia si registra mediamente un suicidio in divisa ogni sei giorni, una frequenza significativamente più alta rispetto alla media della popolazione generale. «È un fenomeno complesso – aggiunge la referente – che affonda le radici nello stress operativo, nelle difficoltà personali e nella mancanza di spazi di ascolto. Noi siamo qui per ricordare che, dietro ogni uniforme, c’è prima di tutto una persona».
Per far conoscere il progetto e aprire un confronto pubblico sul tema, il Nucleo ha organizzato il suo primo appuntamento ufficiale. Il 19 marzo, a Cepagatti, in provincia di Pescara, si terrà infatti un convegno dal titolo “Eroi feriti: trauma, vittimizzazione e tendenza suicidaria nei Corpi militari e civili”. Un momento di riflessione e sensibilizzazione dedicato a un tema ancora troppo spesso taciuto.
Chiunque desideri chiedere informazioni o rivolgersi al Nucleo può farlo attraverso il sito www.nucleodascolto.itoppure tramite i canali social ufficiali dell’iniziativa. Un primo passo per rompere il silenzio e costruire una rete di sostegno per chi, ogni giorno, è chiamato a proteggere gli altri.
Edicola digitale
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.