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Quella strada non è un autodromo. Bollengo, residenti esasperati per le corse in moto

98 firme contro velocità e rumore. Il sindaco scrive a Prefetto e Anas: “Servono misure più efficaci”

SS338, la Serra non è un autodromo. Bollengo, residenti esasperati per le corse nel tratto verso Broglina e Magnano.

SS338, la Serra non è un autodromo. Bollengo, residenti esasperati per le corse nel tratto verso Broglina e Magnano.

C’è chi la chiama “la strada dei centauri”. Chi, più semplicemente, non ne può più. La SS338 di Mongrando, nel tratto tra Bollengo e la frazione Broglina fino al territorio di Magnano, torna al centro delle proteste. Novantotto firme raccolte tra i residenti della zona collinare chiedono interventi urgenti contro velocità e rumore, due facce di un problema con cui convivono da anni.

Morale? Il sindaco di Bollengo, Luigi Sergio Ricca, ha scritto al Prefetto di Torino e alla Direzione Anas, coinvolgendo anche il Comune di Magnano. Nella lettera si parla senza mezzi termini di “estrema pericolosità”, soprattutto nei fine settimana, quando la statale si riempie di motociclette e auto lanciate a velocità ben oltre i limiti. Il tratto incriminato è quello compreso tra il chilometro 24+280 e il 24+625, fino al Km 18 nel territorio magnanese: curve, pendenze, rettilinei che sembrano invitare ad accelerare.

E c’è chi quell’invito lo raccoglie.

I residenti parlano di vere e proprie “sfide” tra motociclisti, di tempi cronometrati sulla salita della Serra, di rombi che rimbalzano tra le colline come in un anfiteatro naturale. Non è solo una questione di sicurezza stradale – che pure resta centrale – ma di qualità della vita. Il rumore, soprattutto nelle giornate di sabato e domenica, diventa continuo, martellante. Alcune famiglie hanno già presentato esposti all’Arpa per inquinamento acustico, chiedendo misurazioni e verifiche puntuali.

Chi abita lì non usa mezzi termini: “Sembra di vivere a bordo pista”.

Il Comune non è rimasto a guardare. In passato sono stati effettuati controlli con postazioni fisse per il rispetto del limite dei 50 chilometri orari. Ma, come sottolinea il sindaco, l’esperienza dimostra che non bastano. L’autovelox fisso, da solo, non ha prodotto quell’effetto deterrente sperato. Si rallenta per qualche centinaio di metri, poi si torna a correre.

Da qui la richiesta formale di convocare un tavolo in Prefettura con Anas, forze dell’ordine e amministrazioni coinvolte per valutare una strategia più incisiva: controlli mirati nei giorni critici, presenza dinamica delle pattuglie, eventuali dispositivi mobili di rilevazione della velocità, ma anche interventi strutturali che possano disincentivare le “corse” e l’emulazione tra motociclisti. L’obiettivo dichiarato è “normalizzare il transito”, riportandolo entro limiti di sicurezza e riducendo l’impatto acustico.

Il tema, del resto, non è nuovo. Periodicamente riaffiora, tra segnalazioni e polemiche. La SS338 è una strada panoramica, molto frequentata dagli appassionati delle due ruote proprio per il tracciato ricco di curve e saliscendi. Ma quella che per qualcuno è passione, per chi vive lungo la collina è un incubo ricorrente.

E i rischi non sono teorici. Lo scorso 2 agosto, proprio su questa strada, un motociclista di 35 anni ha perso la vita in seguito a un frontale con un’auto. Un episodio che ha riacceso il dibattito e riportato al centro la questione sicurezza.

Da un lato c’è il diritto alla mobilità e alla libera circolazione. Dall’altro quello alla sicurezza e al riposo. In mezzo, un’arteria che attraversa un’area di pregio ambientale e residenziale, dove il rumore dei motori amplificato dalla conformazione della Serra si diffonde a distanza.

Il dato politico è chiaro: 98 cittadini hanno messo nome e cognome sotto una petizione. Non è uno sfogo isolato, ma un segnale collettivo.

Luigi Sergio Ricca, sindaco di Bollengo

Il sindaco confida anche nel sostegno della collega di Magnano, visto che l’abitato della Broglina e l’ultimo tratto della salita ricadono proprio in quel territorio. Perché il problema non si ferma ai confini comunali: attraversa la collina e coinvolge più comunità.

La SS338 resta una strada strategica di collegamento. Ma per chi vive lungo quel nastro d’asfalto, la priorità è tornare alla normalità. Meno corse, meno rumore, più sicurezza.

La Serra non è un autodromo. E i residenti lo stanno ricordando, ancora una volta, a chi ha il compito di intervenire.

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