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SemiUrbani, 33 aziende del Canavese fanno rete per rilanciare la filiera corta

Presentato a Ivrea il progetto guidato da ZAC! Zone Attive di Cittadinanza: in arrivo e-commerce, mercati locali ed eventi per avvicinare cittadini e produttori

SemiUrbani, 33 aziende del Canavese fanno rete per rilanciare la filiera corta

SemiUrbani, 33 aziende del Canavese fanno rete per rilanciare la filiera corta

C’è un pezzo di Canavese che ha deciso di fare squadra e di ripartire dalla terra. Si chiama SemiUrbani ed è molto più di un nome: è una rete di 33 aziende agricole che hanno scelto di unire competenze, visioni e fatica quotidiana per dare nuova forza alla filiera corta locale. Il primo passo pubblico è stato compiuto il 28 febbraio a Ivrea, negli spazi dello ZAC, dove produttori, associazioni e cittadini si sono incontrati per dare forma a un progetto che punta a cambiare concretamente il rapporto tra chi coltiva e chi acquista.

A guidare l’iniziativa è la cooperativa sociale ZAC! Zone Attive di Cittadinanza, affiancata dal Gruppo d’Acquisto Solidale “Ecoredia”, da Movimento Lento, dal Consorzio Servizi Sociali In.Re.Te. e dalla Città di Ivrea, con il sostegno del programma di Sviluppo Rurale Piemonte 2023–2027. Ma al di là dei partner istituzionali, il cuore pulsante del progetto sono le aziende: realtà a conduzione familiare che custodiscono varietà locali, pratiche agricole rispettose dell’ambiente e una conoscenza profonda del territorio.

SemiUrbani nasce dall’esigenza di fare rete in un contesto in cui le piccole imprese agricole rischiano spesso di rimanere isolate. L’idea è semplice e ambiziosa allo stesso tempo: costruire un’identità comune, rafforzare la presenza sul mercato e offrire ai cittadini un accesso diretto a prodotti stagionali, genuini, coltivati senza lunghi trasporti e con un’attenzione concreta alla sostenibilità. Ortaggi, frutta, formaggi, salumi, cereali, vino e prodotti da forno compongono un paniere che racconta la ricchezza e l’eterogeneità del Canavese rurale.

Uno degli strumenti chiave sarà una piattaforma e-commerce, attesa per la fine di aprile, che permetterà di acquistare direttamente dalle singole aziende, con la possibilità di ritirare la spesa a Ivrea o riceverla a domicilio. Un passaggio decisivo per accorciare le distanze tra produttori e consumatori, ma anche per alleggerire il carico logistico delle imprese, che nella rete trovano maggiore visibilità e nuove opportunità di collaborazione.

Il progetto non si limita alla vendita. Sono già in programma eventi promozionali, bike tour tra le cascine, degustazioni, partecipazioni a fiere e due mercati locali firmati SemiUrbani. Centrale anche la formazione: al primo seminario ha partecipato Giulia Bianchi, referente del Mercato degli Agricoltori di Montevarchi, una realtà toscana che riunisce 80 aziende in una rete d’impresa consolidata. Un esempio concreto di come la cooperazione possa trasformarsi in un modello economico solido e replicabile.

A comporre la rete sono Az. Agr. Neato Daniele, Soc. Agr. Cascina Barbassa, Az. Agr. Ca' dal Pum, Az. Agr. L'Orto di Carmen, Az. Agr. L'orto di Silvita, We Can SSA, Az. Agr. Cascina Torrione, Az. Agr. Bono Emanuele - Petiva bio, Az. Agr. La Cantella di Giorgio Bugni, Az. Agr. Luigi Garnero, Cascina Escuelita SSA, Az. Agr. Cipriano Moliner, Capre e Cavoli SSA, Cascina Amaltea di Giglio Daniela, Ansema SSA, Az. Agr. Nettare, Az. Agr. Bolzanello Roberto, Az. Agr. Le Querce, Az. Agr. Filippo Bacci, Az. Agr. Caretto Loris Livio, Az. Agr. Santa Clelia di Dezzutto Sergio, Az. Agr. Garage dell'Uva, Az. Agr. Figliej, Leggero SSA, Società Semplice Valmalesina SSA, Az. Agr. Parva Domus, Az. Agr. Lege Davide, La Cascinassa SSA, Az. Agr. Glarey Massimo, Manuel Bovio. Allevamento e vendita Trote, Az. Agr. Cascina La Grà, Millefoglie Piante e Giardini SSA, Cascina Bedria.

Un insieme di esperienze diverse che prova a costruire un nuovo equilibrio tra economia, ambiente e comunità.

SemiUrbani è, in fondo, una sfida culturale prima ancora che commerciale: riportare al centro il valore del cibo come espressione di un territorio, rafforzare il legame tra città e campagna e dimostrare che la cooperazione, quando nasce dal basso e si radica nella terra, può diventare un motore potente di sviluppo locale. In Canavese il seme è stato piantato. Ora tocca alla rete farlo germogliare.

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