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Il Lago di Ceresole si svuota: la diga va sotto esame

Manutenzione straordinaria per l’invaso del Gran Paradiso: controlli decennali di Iren, reinvaso da metà marzo

Il Lago di Ceresole

Il Lago di Ceresole si svuota: la diga va sotto esame

L’acqua si ritira, il lago cambia volto e la diga torna a mostrarsi per quello che è: una grande macchina da controllare, pezzo dopo pezzo. A Ceresole Reale è iniziata un’operazione tanto silenziosa quanto decisiva: lo svuotamento programmato dell’invaso artificiale per consentire una manutenzione profonda che, in media, avviene ogni dieci anni.

Non è un’emergenza e non è un segnale di crisi idrica. È un passaggio tecnico previsto, necessario per garantire sicurezza ed efficienza a uno dei bacini più importanti del Piemonte. I tecnici di Iren Energia sono al lavoro per ispezionare gli impianti di presa e gli scarichi di fondo della diga, strutture normalmente sommerse e quindi non accessibili senza l’abbassamento del livello dell’acqua.

L’invaso può contenere fino a 35 milioni di metri cubi d’acqua, ma in questo periodo dell’anno la quantità è molto più contenuta, intorno ai 700mila metri cubi. Una scelta gestionale precisa: mantenere margine per accogliere l’acqua proveniente dallo scioglimento primaverile della neve. Quest’anno, però, il livello è stato ulteriormente ridotto per permettere verifiche ancora più approfondite, comprese quelle sulle parti più basse della struttura.

Nei prossimi giorni gli operatori effettueranno controlli visivi dettagliati e, se necessario, interverranno sugli organi meccanici, sugli impianti di servizio e sul manto di impermeabilizzazione. Un lavoro che durerà circa un mese e che coinvolge anche le associazioni incaricate dalla Città Metropolitana per il recupero della fauna ittica presente nel bacino.

Lago di Ceresole Reale (TO)

A differenza di quanto accadde quattro anni fa, quando la siccità lasciò immagini spettacolari e quasi lunari del fondo completamente scoperto, questa volta lo scenario è diverso. Le abbondanti nevicate delle ultime settimane attenuano l’effetto visivo dello svaso. Il paesaggio resta in gran parte dominato dal bianco, e l’assenza dell’acqua non produce lo stesso impatto drammatico del passato.

Il reinvaso è previsto a partire da metà marzo, compatibilmente con l’andamento meteorologico. Secondo le comunicazioni ufficiali non si profilano criticità in vista dell’estate: le riserve idriche sono considerate adeguate e l’operazione rientra nella normale gestione dell’impianto.

Il lago di Ceresole, incastonato nel Parco del Gran Paradiso, è non solo un’infrastruttura energetica ma anche un simbolo paesaggistico e turistico. Una webcam puntata sull’area consente di osservare in tempo reale la trasformazione del bacino, testimoniando un equilibrio delicato tra natura e ingegneria.

Sotto la superficie dell’acqua, oggi temporaneamente assente, si gioca una partita fatta di sicurezza, prevenzione e programmazione. Perché le dighe, come tutte le grandi opere, chiedono attenzione costante. E ogni dieci anni, il lago si ritira per permettere all’uomo di controllare ciò che normalmente resta invisibile.

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