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24 Febbraio 2026 - 00:31
Messico sfida i dazi USA su Cuba: 226 tonnellate di aiuti dal Zócalo mentre Washington stringe sul petrolio
All’alba, quando il sole non ha ancora scaldato le pietre del Zócalo di Città del Messico, la grande tenda bianca con la bandiera cubana è già operativa. Una bambina ha consegnato a una volontaria un barattolo di latte in polvere, un uomo ha lasciato un sacco di riso, una coppia ha portato garze sterili. I cartoni sono stati etichettati uno a uno: “riso”, “antipiretici”, “pile AA”. Ogni sera si è sentito il rombo dei camion della Marina messicana, che hanno caricato il materiale e liberato l’area per il giorno successivo. È stata organizzata una catena logistica rapida, costruita per evitare che la stretta sulle forniture energetiche verso Cuba aggravasse una crisi già profonda.
La raccolta è iniziata il 14 febbraio 2026. In pochi giorni la quantità di aiuti ha superato la capacità iniziale della tenda. Volontari arrivati dalla capitale e da altri Stati hanno separato, catalogato e imballato cibo e medicinali. Il calendario ufficiale diffuso dall’Instituto de Verificación Administrativa de la Ciudad de México (Istituto di Verifica Amministrativa della Città del Messico) ha autorizzato il centro di raccolta dal 14 al 22 febbraio. In nove giorni sono state raccolte circa 226 tonnellate di aiuti, secondo gli organizzatori.
— Eugenio Martínez Enríquez (@EugenioMtnez) February 23, 2026
L’iniziativa è stata sostenuta dal governo cittadino, che ha concesso l’uso del Zócalo e ha illuminato l’Antiguo Palacio del Ayuntamiento con i colori della bandiera cubana. La campagna è stata promossa da collettivi come Va por Cuba e dall’Asociación de Cubanos Residentes en México José Martí. Parallelamente, il partito di governo Morena ha attivato otto centri di raccolta nella capitale, coinvolgendo i deputati locali. Nelle università e nei mercati sono nati altri punti di raccolta informali.
Il contesto internazionale ha inciso direttamente sull’iniziativa. Il 29 gennaio 2026 un ordine esecutivo firmato dalla Casa Bianca ha dichiarato l’emergenza nazionale nei confronti di Cuba e ha introdotto un sistema di dazi aggiuntivi contro i Paesi che forniscono petrolio all’isola, direttamente o indirettamente. Il meccanismo ha previsto misure con effetti extraterritoriali, cioè capaci di colpire anche Stati terzi attraverso le loro relazioni commerciali con gli Stati Uniti. In Messico la risposta è stata duplice: sospendere le forniture di greggio per evitare ritorsioni tariffarie e rafforzare l’assistenza umanitaria.
Il 9 febbraio 2026 le navi logistiche Papaloapan e Isla Holbox della Marina messicana sono partite dal porto di Veracruz con oltre 814 tonnellate di derrate alimentari e prodotti per l’igiene. Le spedizioni sono state pianificate dalla presidenza di Claudia Sheinbaum e dal Ministero degli Esteri. Il governo ha comunicato che sono in preparazione ulteriori invii, tra cui circa 1.500 tonnellate di latte in polvere e fagioli. Le prime navi sono arrivate a L’Avana la settimana successiva. La distribuzione è stata integrata nel sistema della libreta de abastecimiento, il meccanismo di razionamento cubano, per raggiungere anziani, bambini e famiglie con redditi bassi.
La presidente Claudia Sheinbaum ha dichiarato che le sanzioni colpiscono soprattutto la popolazione civile e ha ribadito l’intenzione di mantenere aperti canali diplomatici con Washington e con L’Avana. Il governo federale ha escluso nuove spedizioni di petrolio per evitare l’applicazione dei dazi, ma ha dato copertura istituzionale alle iniziative umanitarie.
A Cuba la crisi energetica ha prodotto blackout frequenti, carenza di carburante e difficoltà nei trasporti. Le strutture sanitarie hanno risentito delle interruzioni elettriche e della scarsità di diesel. Le catene del freddo per farmaci e vaccini sono risultate vulnerabili. A inizio febbraio 2026 uffici delle Nazioni Unite e esperti indipendenti collegati all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani hanno avvertito del rischio di un collasso umanitario in assenza di rifornimenti energetici adeguati. Gli stessi organismi hanno ricordato che le sanzioni unilaterali con impatti umanitari possono entrare in conflitto con il diritto internazionale.
Il governo cubano ha annunciato investimenti nelle energie rinnovabili, in particolare nel solare e nell’eolico, per ridurre la dipendenza dalle importazioni di carburante. Le stime parlano di un fabbisogno compreso tra 8 e 10 miliardi di dollari e di una rete elettrica che necessita di ammodernamenti strutturali. Nel breve periodo, però, la produzione di energia da fonti rinnovabili non è sufficiente a sostituire il combustibile necessario per ospedali, impianti idrici, trasporti pubblici e produzione alimentare.
La mobilitazione non si è limitata al Messico. Una coalizione internazionale di movimenti e organizzazioni umanitarie ha annunciato per il 21 marzo 2026 l’arrivo a L’Avana del Convoglio Nuestra América, inizialmente definito come flottiglia e poi ampliato a convoglio via aria, terra e mare. L’obiettivo dichiarato è trasportare alimenti, medicinali e dispositivi di emergenza.
Nel Zócalo, intanto, la gestione degli aiuti ha seguito una procedura standardizzata. I volontari hanno separato e catalogato i materiali, la Marina messicana li ha trasferiti in depositi logistici in vista dell’imbarco, e la tracciabilità è stata pensata per ridurre i tempi di sdoganamento all’arrivo. Alla chiusura della raccolta, l’ultima pedana di latte in polvere è stata caricata su un camion. La tenda è stata smontata, ma la rete organizzativa è rimasta attiva per eventuali nuovi invii.
L’operazione ha mostrato la capacità di coordinamento tra cittadini, istituzioni locali e forze armate in un contesto di emergenza internazionale. Allo stesso tempo ha evidenziato un limite: gli aiuti umanitari possono attenuare le conseguenze immediate della crisi, ma non sostituiscono l’approvvigionamento energetico necessario al funzionamento di un sistema nazionale. Le prossime settimane dipenderanno dall’evoluzione del quadro normativo statunitense e dalla possibilità di garantire corridoi umanitari stabili.
Fonti: Casa Bianca, Gobierno de México, Secretaría de Marina, Instituto de Verificación Administrativa de la Ciudad de México, Presidencia de México, Naciones Unidas, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, comunicati ufficiali di Va por Cuba e Asociación de Cubanos Residentes en México José Martí.
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