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23 Febbraio 2026 - 18:56
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Allo scoccare della sera, a Guadalajara, l’odore acre di plastica bruciata precede le sirene. Sulle arterie verso Zapopan e Tlaquepaque, auto di traverso chiudono il traffico trasformando le strade in narcobloqueos, blocchi stradali incendiati usati dai cartelli per paralizzare le città. Nelle stesse ore, a Tapalpa, località montana a sud della capitale di Jalisco, il corpo di Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, viene trasportato via elicottero dopo un’operazione delle forze federali.
In poche ore è apparso chiaro che non si trattava di un intervento ordinario. La reazione del Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG) ha colpito più Stati e ha lasciato un bilancio provvisorio di 26 morti, tra cui 17 appartenenti alle forze di sicurezza federali e statali, otto presunti affiliati al cartello e una donna incinta.
Le autorità parlano anche di 27 arresti e di decine di attacchi contro infrastrutture civili. Secondo conteggi diffusi dalla stampa locale, sono stati incendiati 69 punti vendita Oxxo e 20 filiali della Banco del Bienestar, istituto pubblico che gestisce l’erogazione di programmi sociali federali.
️#Internacional | "La situación en este momento en algunas partes de México es en tensa calma, tras lo ocurrido del abatimiento de alias "El Mencho", 20 estados estuvieron situados lo cual generó gran miedo en la población" Aldo Rafael Gutiérrez, Editor en jefe multimedia en… pic.twitter.com/KcEDYb6Yr8
— RTVC Noticias (@RTVCnoticias) February 23, 2026
Le prime ricostruzioni indicano che il 22 febbraio 2026 una task force composta da unità dell’Esercito messicano e della Guardia Nazionale ha individuato El Mencho, 59 anni, in un complesso nell’area boschiva della Sierra de Tapalpa.
Da anni era considerato uno dei capi del narcotraffico più influenti e più ricercati al mondo. Gli Stati Uniti avevano offerto una ricompensa fino a 15 milioni di dollari per informazioni utili alla sua cattura. La morte è stata confermata dalle autorità messicane e rilanciata dai principali media internazionali come la più significativa eliminazione di un leader di cartello da oltre un decennio. Fonti investigative hanno riferito che la localizzazione sarebbe stata possibile anche grazie al tracciamento di una relazione personale, elemento che suggerisce un lavoro di intelligence approfondito e un possibile scambio informativo con apparati statunitensi.
La risposta del CJNG è stata immediata. In almeno sei stati, con epicentro in Jalisco ma con episodi segnalati anche in Michoacán, Guanajuato, Colima, Tamaulipas e Nayarit, gruppi armati hanno incendiato veicoli, bloccato tangenziali e aperto il fuoco contro pattuglie. A Guadalajara, nel pomeriggio, segnalazioni di sparatorie nei pressi dell’aeroporto hanno portato alla sospensione di alcune attività e alla chiusura precauzionale delle scuole. L’Ambasciata degli Stati Uniti in Messico ha invitato i cittadini presenti nelle aree interessate a restare al chiuso. La mappa dei danni si è aggiornata di ora in ora: nelle aree metropolitane di Guadalajara, Zapopan, Tlajomulco e Tlaquepaque sono stati colpiti sportelli automatici e sedi della Banco del Bienestar. Gli attacchi ai negozi Oxxo, marchio del gruppo FEMSA, hanno interessato anche città come León, Irapuato e Silao.
Il bilancio resta suscettibile di aggiornamenti. Nelle prime 24 ore le comunicazioni ufficiali indicano 26 vittime, ma alcune testate internazionali riferiscono di ulteriori scontri nelle ore successive. Le autorità federali hanno invitato alla cautela nella diffusione dei numeri, spiegando che le verifiche sono ancora in corso.
Che un’operazione di questa portata si sia svolta a Tapalpa, classificata come “Pueblo Mágico” per il suo valore turistico, segnala un cambiamento nei luoghi del conflitto. Secondo cronache locali, elicotteri militari sono stati avvistati già la sera precedente al blitz. Il sindaco ha dichiarato in un video di non essere stato informato nei dettagli su quale corpo stesse conducendo l’azione, scelta che indica un alto livello di riservatezza.
El Mencho aveva costruito il CJNG come una struttura flessibile, con forte componente armata e capacità di operare su più mercati, dalla produzione di metanfetamine al traffico di cocaina e fentanyl verso gli Stati Uniti. Nato ad Aguililla, nello stato di Michoacán, nel 1966, ha guidato l’espansione del cartello trasformandolo in uno dei principali attori del narcotraffico continentale. Diversamente da organizzazioni più gerarchiche, il CJNG ha operato attraverso cellule locali coordinate ma capaci di adattarsi ai contesti urbani e rurali. Questa configurazione rende incerto l’impatto immediato della morte del leader sulla capacità operativa del gruppo.
I narcobloqueos hanno avuto una funzione precisa. Bloccare le strade e incendiare negozi di prossimità significa interrompere la quotidianità e dimostrare presenza sul territorio. Colpire la Banco del Bienestar ha avuto anche un valore simbolico, perché l’istituto gestisce pensioni e sussidi federali destinati a fasce vulnerabili. L’attacco ha quindi toccato non solo strutture materiali ma anche la percezione dell’efficacia dello Stato.
L’impatto si è esteso oltre la sicurezza immediata. Alcune compagnie aeree hanno sospeso temporaneamente collegamenti su Puerto Vallarta. A Guadalajara sono previste nel giugno 2026 quattro partite dei Mondiali di calcio, tra cui una della nazionale messicana e l’incontro Uruguay–Spagna. Fonti sportive locali hanno riferito che gli eventi di test previsti allo stadio Akron sono oggetto di valutazione in termini di sicurezza.
Sul piano istituzionale, l’operazione ha confermato il ruolo centrale dell’Esercito messicano e della Guardia Nazionale nella strategia federale contro i cartelli. Gli arresti annunciati nelle ore successive sono stati presentati come parte di un’azione di stabilizzazione. Resta però aperta la questione di una possibile frammentazione interna al CJNG o di lotte per il controllo dei corridoi strategici, in particolare tra il Bajío e la costa del Pacifico.
Nel bilancio ufficiale, tra le 26 vittime compare una donna incinta rimasta uccisa durante una sparatoria a Zapopan. La sua morte ha evidenziato l’impatto diretto sui civili. Le autorità statali hanno annunciato misure di assistenza per le famiglie colpite, mentre organizzazioni locali hanno chiesto maggiore trasparenza sulle dinamiche degli scontri.
La morte di El Mencho rappresenta un passaggio rilevante nella lotta ai cartelli, ma non garantisce una riduzione immediata della violenza. L’esperienza degli ultimi anni in Messico mostra che l’eliminazione di un leader può aprire fasi di riorganizzazione interna e conflitto. Nelle prossime settimane sarà decisivo osservare la capacità delle istituzioni federali e statali di mantenere il controllo del territorio, ripristinare i servizi colpiti e prevenire nuove azioni dimostrative.
Fonti: Gobierno de México, Secretaría de la Defensa Nacional, Guardia Nacional, Fiscalía General de la República, Banco del Bienestar, FEMSA, Ambasciata degli Stati Uniti in Messico, Reuters, Associated Press, El Universal, Milenio, BBC News.
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