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20 Febbraio 2026 - 00:12
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La portiera si è chiusa con un tonfo secco, i flash hanno illuminato il crepuscolo di Norfolk e sul sedile posteriore si è intravisto il profilo di Andrew Mountbatten-Windsor. Il 19 febbraio 2026 ha compiuto 66 anni. La stessa mattina, poco dopo le 8, agenti in borghese sono arrivati con sei auto senza insegne a Wood Farm, nella tenuta reale di Sandringham, e lo hanno arrestato con l’accusa di “misconduct in public office”, espressione del diritto anglosassone che indica l’ipotesi di abuso o inosservanza dei doveri legati a una funzione pubblica. Dopo circa dodici ore tra interrogatori e formalità, ha lasciato la Aylsham Police Station. È stato rilasciato “under investigation”, cioè con indagini in corso e senza un’imputazione formale.
La Thames Valley Police ha confermato di aver arrestato “un uomo sulla sessantina residente nel Norfolk” per sospetto di misconduct in public office e di aver effettuato perquisizioni in indirizzi collegati all’indagato nelle contee di Berkshire e Norfolk. Nel tardo pomeriggio ha comunicato che le operazioni nel Norfolk si sono concluse, mentre quelle nel Berkshire sono proseguite. L’identità non è stata indicata nei comunicati ufficiali, come previsto dalle linee guida britanniche nelle fasi iniziali di un’indagine, ma è stata documentata da immagini e testimonianze raccolte sul posto. La polizia ha inoltre precisato di aver informato l’Home Office circa trenta minuti prima dell’arresto, secondo procedura.
Andrew Mountbatten-Windsor, the former Prince Andrew, was arrested over suspicion of misconduct in public office and has since been released.
— 6PR Perth (@6PR) February 19, 2026
Find out how this could impact King Charles: https://t.co/dAsKUF91Ka pic.twitter.com/yjWRsPDvLw
Le perquisizioni hanno riguardato due luoghi simbolici. A Windsor Great Park, gli agenti si sono presentati al Royal Lodge, storica residenza dove Andrew Mountbatten-Windsor ha vissuto per anni e al centro di un contenzioso familiare. Nel Norfolk l’attenzione si è concentrata su Wood Farm, dove risiede da mesi. La scelta di intervenire in entrambe le proprietà suggerisce la ricerca di documentazione cartacea ed elettronica, dispositivi digitali, corrispondenza e materiale riferibile al periodo in cui ha svolto incarichi ufficiali per il governo britannico.
L’indagine ruota attorno al reato di misconduct in public office, figura di common law che si applica a chi, esercitando una funzione pubblica, avrebbe abusato del proprio ruolo o violato obblighi connessi all’ufficio. In questo caso il sospetto riguarda il periodo in cui Andrew Mountbatten-Windsor è stato inviato speciale per il commercio e gli investimenti del governo del Regno Unito. Secondo documenti emersi di recente negli Stati Uniti, noti come “Epstein files”, avrebbe potuto condividere informazioni riservate con Jeffrey Epstein, finanziere statunitense condannato per reati sessuali e morto in carcere nel 2019. La Thames Valley Police aveva già fatto sapere nei giorni precedenti di star valutando il materiale. Il 19 febbraio la valutazione si è tradotta nell’arresto e nell’apertura formale dell’indagine.
Surprised no one advised Andrew Mountbatten Windsor to sit up straight, and smile for the cameras after he was released from police custody.
— James J. Marlow (@James_J_Marlow) February 19, 2026
I guess he was totally traumatised from a day of questions about his role as U.K. Trade Envoy, and his close association with Jeffrey… pic.twitter.com/ZOj1PG4Tus
Il reato ipotizzato, nelle forme più gravi, può comportare pene molto severe. Tuttavia, al momento non esiste alcuna incriminazione formale. Sarà la Crown Prosecution Service, l’organo responsabile dell’azione penale in Inghilterra e Galles, a valutare se vi sia una prospettiva realistica di condanna e se procedere sia nell’interesse pubblico. Fino a quel momento, la posizione dell’indagato resta quella di un cittadino sottoposto a indagine, assistito dalla presunzione di innocenza.
La giornata si è sviluppata con una sequenza precisa. Intorno alle 8 gli agenti sono arrivati a Wood Farm e hanno eseguito l’arresto. In mattinata la Thames Valley Police ha diffuso la prima nota ufficiale. Nel pomeriggio sono emersi i dettagli sulle perquisizioni a Royal Lodge e a Sandringham. In serata Andrew Mountbatten-Windsor ha lasciato la Aylsham Police Station. La polizia ha ribadito che l’indagine è in corso e che ulteriori aggiornamenti verranno forniti quando appropriato.
La reazione istituzionale è stata misurata. Carlo III ha dichiarato che la legge deve fare il suo corso e che la polizia avrà piena cooperazione. Il primo ministro Keir Starmer, intervenendo alla BBC, ha ricordato che nessuno è al di sopra della legge. Le parole sono state lette come un segnale di distanza tra la Corona e la vicenda giudiziaria, in una fase di forte esposizione mediatica.
Il caso si distingue dalle precedenti controversie legate a Jeffrey Epstein. Le accuse civili mosse da Virginia Giuffresi sono chiuse nel 2022 con un accordo extragiudiziale senza ammissione di responsabilità. L’indagine attuale riguarda invece l’eventuale violazione di doveri pubblici durante un incarico governativo. L’attenzione si sposta quindi dall’ambito privato alla gestione di informazioni riservate e alla correttezza nell’esercizio di una funzione istituzionale.
Il contesto internazionale ha inciso. Negli Stati Uniti la pubblicazione di nuovi documenti legati al caso Epstein ha riacceso il dibattito politico e giudiziario. Commissioni del Congresso degli Stati Uniti, tra cui la House Oversight Committee, hanno avviato iniziative per chiarire responsabilità e contatti. Questa nuova ondata di attenzione ha avuto ripercussioni anche nel Regno Unito, dove il materiale è stato esaminato dagli investigatori.
L’arresto di un membro di alto rango della famiglia reale rappresenta un fatto raro nella storia recente britannica. Le cronache non registrano precedenti simili per un esponente così vicino al sovrano. La portata simbolica dell’evento è evidente, ma la dimensione giudiziaria resta distinta da quella istituzionale. La Thames Valley Police ha ricordato che un arresto richiede ragionevoli motivi di sospetto e la necessità investigativa di procedere al fermo.
Ora l’attenzione si concentra sull’analisi del materiale sequestrato e sull’eventuale coinvolgimento della Crown Prosecution Service. Sul piano pubblico, la monarchia ha scelto una linea di non interferenza. L’esito dell’indagine potrà incidere sulla reputazione personale di Andrew Mountbatten-Windsor e, indirettamente, sulla percezione della trasparenza delle istituzioni.
In questa fase non esistono capi d’accusa formali. L’arresto e il rilascio non equivalgono a una condanna. Gli sviluppi dipenderanno dagli accertamenti tecnici, dalle testimonianze e dalla valutazione giuridica del materiale raccolto. Il 19 febbraio 2026 resterà comunque una data significativa: un’indagine penale ha coinvolto un membro della famiglia reale e ha posto al centro del dibattito pubblico il rapporto tra potere, responsabilità e controllo della legalità.
Fonti: Thames Valley Police; The Guardian; Reuters; CBS News; The Independent; BBC;Le Monde; Yahoo News France.
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