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La Voce degli animali
19 Febbraio 2026 - 15:58
Bocconi "avvelenati" in giro per la città: paura per i cani a Settimo Torinese
Sotto il cavalcavia ferroviari di via Angelo Brofferio, nell’area verde a ridosso dei binari, qualcuno ha lasciato diversi pezzi di salsiccia ai piedi degli alberi. Non uno soltanto. Più bocconi, in punti differenti, come mostrano le immagini scattate dai residenti. Salsicce appoggiate nel fango, accanto ai tronchi, ben visibili tra l’erba. Non resti casuali di un panino caduto.
È bene dirlo con chiarezza: non sappiamo se quei pezzi di carne siano avvelenati. Non ci sono analisi ufficiali che confermino la presenza di sostanze tossiche. Nessuna perizia, nessun referto veterinario. Ma il dubbio è più che ragionevole. Perché quando si trovano bocconi di carne disseminati in un’area pubblica frequentata da cani, gatti e famiglie, l’ipotesi dell’esca non può essere esclusa con leggerezza. Soprattutto in una città come Settimo Torinese, già finita negli ultimi tempi sotto i riflettori per vicende legate al maltrattamento di animali. Il contesto conta. E impone prudenza.
Chi ha effettuato il ritrovamento ha già segnalato tutto alle forze dell’ordine. E ha fatto bene. Perché, anche nel solo dubbio, il rischio è concreto. Basta un attimo: il cane che annusa, ingoia e pochi minuti dopo inizia a stare male. Salivazione eccessiva, tremori, convulsioni. Una corsa dal veterinario, l’angoscia di chi assiste impotente. Chi ha vissuto situazioni simili sa che le conseguenze possono essere drammatiche e che, in caso di sostanze tossiche, ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte.
Non è la prima volta che in Italia si registrano casi di bocconi sospetti lasciati nei parchi o nelle aree verdi. Episodi che spesso si rivelano veri e propri tentativi di avvelenamento, con l’utilizzo di lumachicidi, topicidi o altre sostanze facilmente reperibili ma estremamente pericolose. E quando si tratta di esche avvelenate, la legge è chiara e severa.
L’articolo 544-bis del Codice Penale punisce l’uccisione di animali con la reclusione da 4 mesi a 2 anni. L’articolo 544-ter prevede pene fino a 18 mesi di carcere o multe fino a 30 mila euro per maltrattamento. Se l’azione provoca la morte dell’animale o mette in pericolo la salute pubblica, le responsabilità si aggravano ulteriormente. A ciò si possono aggiungere ulteriori ipotesi di reato legate al danneggiamento o alla diffusione di sostanze pericolose in luogo pubblico.
Disseminare esche, anche solo potenzialmente pericolose, può configurare reati gravi. E non si tratta soltanto di animali domestici: quelle sostanze potrebbero essere ingerite da ogni genere di fauna selvatica, uccelli, ricci, oppure – scenario ancora più inquietante – raccolte da un bambino incuriosito.

Insomma, la prudenza, in questi casi, non è allarmismo. È prevenzione. Fino a quando non sarà chiarita la natura di quei bocconi, è fondamentale mantenere alta l’attenzione nell’area segnalata. Cani al guinzaglio, niente cibo raccolto da terra, segnalazione immediata alle autorità in caso di ulteriori ritrovamenti. E, se possibile, documentare con fotografie senza toccare direttamente il materiale sospetto.
Non accusiamo nessuno senza prove. Non puntiamo il dito in assenza di riscontri oggettivi. Ma ignorare segnali del genere sarebbe irresponsabile. Quando in uno spazio pubblico compaiono bocconi di carne lasciati a terra in più punti, il dubbio non è paranoia. È tutela.
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