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Il Babacio che ogni anno prende fuoco e tiene viva la memoria di San Giorgio

Un pupazzo all’anno, 37 volti di San Giorgio trasformati in cartapesta. Una tradizione che resiste nel tempo e oggi cerca chi sia disposto a raccoglierne il testimone

I responsabili dei "Babacio"

Bernardino e Arialdo Milano

Il Carnevale di San Giorgio Canavese ruota attorno al Babacio, un grande pupazzo che sfila per le vie del paese e viene poi bruciato in piazza. È il simbolo più riconoscibile della festa.

Da anni la sua costruzione è affidata ad Arialdo Milano e Fabrizio Guietti. Sono loro a realizzare la struttura e a seguire tutte le fasi del lavoro, dalla preparazione della cartapesta all’allestimento finale. Ogni anno viene creato un solo Babacio, dedicato a un personaggio del paese.

Quello del 2025 è dedicato a Silvio Giovetti, figura di riferimento per la vita culturale sangiorgese. Un omaggio al suo impegno nella valorizzazione delle tradizioni locali. Tra le iniziative da lui sostenute ci sono il Brick Expo, dedicato ai mattoncini LEGO®, e il Museo Etnografico “Nòssi Ràis”, nato per conservare la memoria della cultura contadina e artigiana del territorio.

La tradizione del Babacio è antica e non esiste una data certa d’inizio. Nei primi del ’900 erano già presenti carri carnevaleschi, anche se con caratteristiche diverse da quelle attuali. All’epoca la famiglia Guietti – Natale e il figlio Romano Antonio, detto “Toni” – costruiva i pupazzi, che non venivano dipinti ma vestiti con abiti veri.

Gli abiti erano confezionati da Giorgio Defilippi, soprannominato “Ginu Pureta”, sarto di professione e nonno di Germana Milano. Si era così consolidata una collaborazione tra le due famiglie: i Guietti realizzavano le strutture, i Defilippi curavano la parte sartoriale. In quel periodo i pupazzi non rappresentavano ancora personaggi specifici del paese.

La svolta arriva nel 1984 grazie a Bernardino “Dino” Milano, che nel 1979 aveva già composto testo e musica dell’inno del Carnevale. Fu lui a introdurre l’idea di dedicare ogni Babacio a un personaggio noto di San Giorgio, trasformando il pupazzo in una caricatura riconoscibile dalla comunità.

“Mio padre coinvolgeva sempre tutta la famiglia nelle sue invenzioni: noi tre figli e nostra madre eravamo sempre al lavoro”, ricorda Arialdo Milano. “Da lui ho ereditato questa passione. Nei primi anni i Babaciu venivano costruiti nel garage di mio padre, che era anche un’officina meccanica e un distributore di benzina”.

Dopo la scomparsa di Dino nel 1998, Arialdo ha proseguito l’attività. Pur lavorando in banca fuori paese, ha continuato a dedicare le serate alla realizzazione del Babacio annuale.

Con quello di quest’anno, i personaggi trasformati in Babacio sono diventati 37. Le teste di quasi tutti i pupazzi – tranne le prime cinque – sono state conservate nel garage di famiglia e oggi vengono esposte nelle vetrine del paese. Accanto al Babacio principale sono nati anche i Babacetti, versioni più piccole dedicate ai bambini e ispirate ai protagonisti dei cartoni animati.

Il momento conclusivo del Carnevale è l’abbruciamento del martedì sera in piazza, accompagnato dalla Filarmonica “Carlo Botta”. Il periodo si apre con l’inno “Fritto Misto” e si chiude, tra le fiamme del falò, con la “Curenta”, ballo tradizionale in tempo ternario che accompagna il rogo finale.

Oggi, a 72 anni, Arialdo Milano guarda al futuro con una preoccupazione precisa: il ricambio generazionale. “Al momento non ho sostituti. A volte qualcuno si avvicina per imparare, ma poi si ferma lì”, spiega. “Anche i miei nipoti mi aiutavano per curiosità, ma con la scuola diventa difficile. Io continuo finché posso, sperando che qualcuno raccolga il testimone”.

La continuità del Babacio dipenderà proprio da questo passaggio. Finché ci sarà chi avrà voglia di lavorare la cartapesta, il Carnevale di San Giorgio continuerà a riconoscersi nel suo pupazzo annuale.

Un lavoro di approfondimento portato avanti dal sindaco di San Giorgio Marco Baudino grazie al supporto delle due famiglie storiche del territorio attraverso Fabrizio Guietti e Arialdo Milano

Il lavoro di Bernardino Milano 

La famiglia Milano 


Bernardino Milano "Dino": nel 1990 partecipa in Tv a Portobello e Robe da Matt con le sue particolari bici  Autore e ideatore dei Babaci di Carnevale che rappresentano volti di persone che hanno dato valore al territorio di San Giorgio Canavese

Amelia Bollea Bardesono: nel 1989 Presidente A.I.D.O. San Giorgio e Presidente AMMI ( Associazione Mogli Medici Italiani) Nazionale 

Arialdo Milano: nel 1995 Presidente della Pro Loco San Giorgio, componente della Filarmonica Carla Botta, Filodrammatica e Pesca Sportiva nonché autore dei Babaci di Carnevale

Il Babacio di Silvio Giovetti al centro della piazza

La Curenta 

Silvio Giovetti e la testa del Babacio che lo rappresenta 

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