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Nascono i "Presidi di Comunità": tre nuovi punti di ascolto in Canavese per famiglie fragili

Parte la rete “Forme che uniscono il Canavese” per contrastare l’isolamento sociale

Nascono i "Presidi di Comunità": tre nuovi punti di ascolto in Canavese per famiglie fragili

Nascono i "Presidi di Comunità": tre nuovi punti di ascolto in Canavese per famiglie fragili

Il C.I.S.S. 38 apre tre nuovi “Presidi di Comunità” tra Cuorgnè, Pont Canavese e Castellamonte. Non uffici, non sportelli impersonali, ma luoghi che promettono di diventare punti di riferimento stabili in un territorio vasto e frammentato come il Canavese.

La rete si chiama “Presidi di Comunità – Forme che uniscono il Canavese” e nasce con un obiettivo dichiarato: contrastare l’isolamento sociale e facilitare l’accesso ai servizi, soprattutto per le famiglie più fragili. Il Consorzio ricorda che il proprio ambito copre oltre 800 chilometri quadrati, in larga parte montani, dove la distanza fisica diventa spesso distanza dai diritti.

L’idea non spunta dal nulla. È l’evoluzione del progetto “P.A.S.S.I. MONTANI”, finanziato con fondi PNRR nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne. Da sperimentazione a sistema strutturato: il C.I.S.S. 38 ha attivato una co-progettazione ai sensi dell’articolo 55 del Codice del Terzo Settore, coinvolgendo realtà come Andirivieni S.C.S., Fondazione Committo, SE.MI APS, insieme a Filodoro, Pollicino e Mastropietro. Tradotto: pubblico e Terzo settore insieme, sulla carta.

I presidi sono già avviati a Castellamonte, Cuorgnè e Pont Canavese. L’ambizione è chiara: diventare “motori civici”, offrire orientamento ai servizi, supporto nelle pratiche digitali, attività aggregative per tutte le età. Una sorta di bussola sociale per chi rischia di restare ai margini.

Nicoletta Bellin, direttrice del Consorzio, lo dice senza giri di parole: «Sempre più il Consorzio deve diventare sentinella dei bisogni delle persone e la nostra mission è quella di essere prossimi a tutte le persone. Stare sul territorio può aiutarci a progettare e mettere in atto interventi che siano incisivi per un vero cambiamento e una riattivazione delle vite delle persone».

Parole impegnative. Perché “prossimità” è una parola che la politica locale usa spesso, ma che poi deve misurarsi con orari, personale, risorse. La differenza la farà la continuità: questi presidi saranno davvero presenze costanti o solo inaugurazioni ben riuscite?

Le date intanto sono fissate. Si parte il 24 febbraio alle 17 alla Biblioteca di Cuorgnè, si prosegue l’11 marzo alle 17 alla Biblioteca Civica Ruffini di Pont Canavese, si chiude il 26 marzo alle 16.30 all’Orto di Camillo di Castellamonte. Tre appuntamenti pubblici per conoscere operatori e attività.

Il Canavese è un territorio che conosce bene la parola “distanza”. La sfida ora è capire se questi presidi sapranno trasformarla in relazione stabile, non episodica. Perché l’ascolto non si inaugura con un taglio del nastro. Si costruisce giorno dopo giorno.

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