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Settimo Torinese, la città dell’innovazione… al buio

A Settimo Torinese i quartieri restano al buio: illuminazione intermittente, sicurezza a rischio e cittadini esasperati

Settimo Torinese, la città dell’innovazione… al buio

Elena Piastra, sindaca di Settimo Torinese

La città della scienza. Dell’innovazione. Dell’inclusione. Quella che ama raccontarsi come un modello, un laboratorio urbano proiettato nel futuro. E' la città di Elena Piastra. Poi però scende la sera e, in diverse zone di Settimo Torinese, il futuro si spegne insieme ai lampioni.

Da settimane, raccontano i cittadini sui social, in via Einaudi – parallela di via Pirandello – l’illuminazione pubblica funziona a intermittenza. Prima la segnalazione agli uffici comunali, poi un post su Facebook. Per un paio di giorni tutto sembra risolto. Poi di nuovo il buio. E la domanda diventa inevitabile: è davvero così complicato sistemare un guasto? O c’è qualcosa che non funziona nella gestione degli interventi?

Quella che poteva sembrare una segnalazione isolata si trasforma, nel giro di poche ore, in un coro diffuso. Non è solo una via. Non è solo un quartiere. I commenti si moltiplicano: via Vercelli, zona via Vagliè, via Modigliani, via Superga, via Goito, via Fosse Ardeatine, via Spallanzani, via Custoza. In corso Piemonte la corrente “salta” più volte. In via Torino restano al buio per quasi un’ora. In via Marco Polo l’assenza di luce dura due ore prima del ripristino.

foto buio

C’è chi prova a scherzarci sopra, ma il tono generale è quello dell’esasperazione. Perché l’illuminazione pubblica non è un vezzo estetico. È sicurezza. È vivibilità. È la tranquillità di chi rientra a casa la sera, di chi attraversa un parcheggio, di chi porta fuori il cane o aspetta un autobus sotto un lampione che dovrebbe funzionare.

Qualcuno contatta direttamente il gestore della distribuzione elettrica e parla di un guasto tecnico di zona. In alcune aree, addirittura, sarebbe “saltato il generale”. Un problema tecnico, dunque. Ma la questione resta: quanto tempo serve per ripristinare un servizio essenziale? E soprattutto, perché in alcune vie il problema si ripresenta dopo pochi giorni?

Il punto, ormai, non è il singolo blackout. È la frequenza. A Settimo la luce salta troppo spesso. Succede di continuo. È successo nelle scorse settimane. È successo nei mesi passati. Le segnalazioni si rincorron con una regolarità quasi inquietante: stessi quartieri, stessi disagi, stesse frasi. Di settimana in settimana, di mese in mese. La corrente va e viene come se fosse un dettaglio, non un servizio essenziale.

Insomma, un problema che si aggiunge alle strade dissestate, ai marciapiedi rovinati, alle buche che si allargano, all'erba alta dei parchi, agli alberelli morti del parco Berlinguer, ai topi delle isole ecologiche, ai tombini canterini.... Un tassello in più in un mosaico di piccole e grandi criticità quotidiane.

La verità è che il contrasto tra la narrazione ufficiale di città modello e la quotidianità di chi la vive si fa sempre più evidente. Perché l’innovazione non sta nei convegni o negli slogan, ma nella capacità di garantire servizi che funzionano, sempre.

Non si tratta di polemica sterile. Si tratta di chiedere continuità nei servizi di base. Una città che ambisce a essere un punto di riferimento per innovazione e qualità della vita dovrebbe garantire, prima di tutto, che quando cala il sole i suoi quartieri non restino al buio.

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