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18 Febbraio 2026 - 00:16
Francia sott’acqua: Garonna in piena, 1.600 evacuati e allerta rossa in quattro dipartimenti
La vigna è scomparsa sotto una distesa d’acqua opaca che riflette un cielo basso. Un tetto rosso emerge come un isolotto, un cane abbaia da un balcone al passaggio di un gommone. Dall’alto, le strade non si distinguono più: l’acqua ha coperto campi, cortili, parcheggi. È il Sud-Ovest della Francia all’alba di martedì 17 febbraio 2026. Le autorità hanno attivato l’allerta rossa, il livello massimo previsto da Météo-France. La piena della Garonna, alimentata dalle piogge della tempesta Nils, ha imposto evacuazioni tra Gironda e Lot-et-Garonne: circa 1.600 persone hanno lasciato le proprie abitazioni. Il numero è provvisorio e può cambiare con l’andamento dei livelli idrometrici.
Nel pomeriggio del 17 febbraio l’allerta rossa ha riguardato Gironda, Lot-et-Garonne e Maine-et-Loire. In serata è stata estesa anche a Charente-Maritime, per il rischio di piene diffuse e danni significativi almeno fino a mercoledì. Una fascia ampia del Paese è rimasta in allerta arancione, il livello immediatamente inferiore, per piogge intense e rischio di inondazioni. Le Prefetture hanno chiesto di limitare gli spostamenti e di seguire solo i canali ufficiali.
Il bacino della Garonna ha vissuto un primo picco tra il 15 e il 16 febbraio. Poi i livelli hanno oscillato, con una tendenza alla risalita nei tratti dove nuove precipitazioni hanno colpito suoli già saturi. A Langon, il 17 febbraio mattina, il fiume ha toccato circa 9,30 metri, con una lieve discesa nelle ore successive. Le autorità hanno invitato alla prudenza per l’effetto combinato di nuove piogge e maree elevate nelle zone prossime all’estuario. Località come Marmande, Tonneins e Agen hanno registrato livelli superiori alle medie stagionali. In alcuni punti si è parlato di piena storica.
Le evacuazioni sono state disposte in modo mirato. In Lot-et-Garonne oltre 1.500 persone hanno lasciato le abitazioni in via preventiva o d’urgenza. In Gironda, la Prefettura ha segnalato esondazioni rilevanti e centinaia di interventi dei vigili del fuoco. I soccorritori hanno operato con mezzi anfibi nelle aree isolate. Le decisioni sono state coordinate da Météo-France, dal servizio statale Vigicrues (la rete nazionale di monitoraggio delle piene), dalle Prefetture e dalle amministrazioni locali. A Bordeaux Métropole è stato ricordato che l’alta marea può rallentare il deflusso del fiume e aggravare gli allagamenti nelle ore più critiche.
La tempesta Nils ha causato anche interruzioni elettriche e danni alla viabilità. Nel momento più critico circa 900.000 utenze sono rimaste senza corrente. L’operatore Enedis ha comunicato di aver ripristinato il servizio per circa la metà dei clienti entro la mattina di venerdì, mobilitando 3.000 addetti, di cui 2.100 tecnici sul terreno. Restano chiuse diverse strade e sottopassi, soprattutto nei dipartimenti più esposti. Ponti e argini sono sorvegliati per il rischio di cedimenti o riempimenti improvvisi.
Nel bilancio degli eventi legati a Nils si contano almeno due vittime, una nelle Landes e una in Tarn-et-Garonne, secondo informazioni diffuse a livello nazionale. I prefetti hanno ribadito che pochi centimetri d’acqua in movimento possono trascinare un’auto o rendere inaccessibile un piano terra. Le immagini delle strade trasformate in canali hanno confermato quanto sia facile sottovalutare il rischio.
L’allerta rossa resta attiva perché la piena non dipende solo dal livello registrato in un singolo punto. La propagazione lungo un bacino ampio richiede giorni. Anche quando un tratto mostra una discesa, a monte l’onda può essere ancora in movimento. I terreni, saturi dopo settimane di pioggia, non assorbono nuove precipitazioni. Centri di ricerca e quotidiani nazionali hanno parlato di un febbraio tra i più piovosi degli ultimi decenni, con accumuli localmente superiori ai 100 millimetri in pochi giorni. Gli idrologi hanno spiegato che su suoli già impregnati bastano 20-30 millimetri aggiuntivi per riattivare esondazioni a catena.
Non è solo la Garonna a preoccupare. In Maine-et-Loire, il fiume Maine e i tratti della Loira attorno ad Angers sono rimasti sotto osservazione. L’estensione dell’allerta rossa ha comportato chiusure stradali e misure di protezione nei quartieri rivieraschi. Le autorità hanno indicato orari e finestre di marea che possono aggravare gli allagamenti nelle zone più basse.
Sul piano meteorologico, gli esperti hanno collegato l’evento a una sequenza perturbata alimentata da masse d’aria umida subtropicale, i cosiddetti “fiumi atmosferici”, convogliate da un getto polare sceso di latitudine. In termini concreti: piogge persistenti, bacini già colmi, drenaggi urbani sotto pressione. In Maine-et-Loire, dall’inizio di febbraio sono caduti oltre 100 millimetri di pioggia. I climatologi parlano di intensificazione del ciclo idrologico in un contesto di temperature medie più alte.
Il governo francese ha fatto sapere che, una volta superata la fase acuta, potrebbe essere dichiarato lo stato di calamità per accelerare le procedure assicurative e gli indennizzi. Il dibattito pubblico si è concentrato sulle misure di adattamento: difese spondali più robuste, pianificazione urbanistica coerente con le aree a rischio, sistemi urbani capaci di trattenere e rilasciare l’acqua in modo controllato, reti elettriche meno vulnerabili.
A Marmande e Tonneins, la linea scura lasciata dall’acqua sui muri indica fin dove è arrivata la piena. Tecnici comunali misurano i livelli e documentano i danni. Il rientro nelle abitazioni è graduale. A Langon, la Polizia municipale presidia gli incroci più esposti durante l’alta marea. La fase di deflusso, la cosiddetta decrue, richiede tempo e monitoraggio continuo.
Le prossime ore dipendono dagli aggiornamenti di Météo-France e dai bollettini di Vigicrues. Le Prefetture di Gironda, Lot-et-Garonne, Maine-et-Loire e Charente-Maritime continuano a pubblicare indicazioni su evacuazioni, viabilità e sicurezza elettrica. L’esperienza di questi giorni ha mostrato che la differenza la fanno informazioni tempestive e decisioni coordinate. Nel Sud-Ovest francese il ritorno alla normalità passerà dalla riduzione graduale dei livelli e dalla capacità delle istituzioni di intervenire con rapidità e trasparenza.
Fonti: Météo-France, Vigicrues, Prefettura della Gironda, Prefettura di Lot-et-Garonne, Prefettura di Maine-et-Loire, Prefettura di Charente-Maritime, Bordeaux Métropole, Enedis, comunicati ufficiali del Governo francese, stampa nazionale francese.
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