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San Potito unisce Mappano e Ascoli Satriano: gemellaggio, memoria e il labaro del 1937

Due giorni di fede, gemellaggio tra Mappano e Ascoli Satriano, labaro ritrovato e progetti per la scuola

San Potito unisce Mappano e Ascoli Satriano: gemellaggio, memoria e il labaro del 1937

San Potito unisce Mappano e Ascoli Satriano: gemellaggio, memoria e il labaro del 1937

Mappano – Non è stata soltanto una festa religiosa, ma un vero e proprio incontro tra storie, comunità e territori quella dedicata a San Potito, celebrata il 7 e l’8 febbraio 2026. Due giornate dense di significato, nate dall’impegno dell’Associazione Amici di Ascoli Satriano – Piemonte e Valle d’Aosta e realizzate con il patrocinio delle amministrazioni comunali di Mappano e di Ascoli Satriano, capaci di unire fede, memoria e istituzioni in un unico racconto collettivo.

Siglato il gemellaggio tra i due Comuni.

Il momento più solenne e simbolicamente centrale si è vissuto sabato 7 febbraio con la firma ufficiale del gemellaggio tra i due Comuni. Un atto che ha dato forma istituzionale a un legame già vivo da anni nelle comunità, costruito attraverso le storie dell’emigrazione, l’attività dell’associazione e i rapporti umani mantenuti nel tempo.

Alla giornata istituzionale hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Ascoli Satriano avv. Vincenzo Sarcone e il sindaco di Mappano prof. Francesco Augusto Grassi, insieme ai rappresentanti delle amministrazioni locali e a figure impegnate nella vita pubblica, tra cui la consigliera regionale del Friuli-Venezia Giulia avv. Pompea Maria Rosaria Capozzi. Presente anche la consigliera regionale del Piemonte dott.ssa Sarah Disabato. Un parterre che ha sottolineato il valore istituzionale e simbolico dell’iniziativa.

Il gemellaggio nasce con l’obiettivo di promuovere scambi culturali e sociali e, in prospettiva, anche scolastici tra i due territori, rafforzando un ponte tra Piemonte e Puglia che affonda le proprie radici nella storia di tante famiglie.

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I sindaci Francesco Grassi (Mappano) e Vincenzo Sarcone (Ascoli Satriano) durante la cerimonia del gemellaggio

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L'attore Gerardo Placido e il Presidente dell'Associazione Franco Vasciminno.

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Gonfalone del 1937 delle donne ascolane in America.

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Presidente dell'Associazione Amici di Ascoli Satriano – Piemonte e Valle d’Aosta, Franco Vasciminno.

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Riconoscimento a Claudio Falcomer per la sua arte e il suo impegno (al centro).

A sinistra: il presidente dell’associazione Franco Vasciminno; a destra: il vicepresidente dell’associazione Vincenzo Santullo

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Sculture in legno: i Grifoni, simbolo di Ascoli Satriano.

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Omaggio al Dott. Pasquale Antonio Mastracchio con i Grifoni in legno.

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Effige di San Potito per la processione.

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Il Vescovo di Ascoli Satriano/Cerignola mons. Fabio Ciollaro, il Viceparroco di Mappano/Leinì don Filippo Romagnoli e il diacono Suozzo Matteo.

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Immagine di San Potito.

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La consigliera comunale Paola Borsello consegna la targa dell’Amministrazione comunale a Franco Vasciminno.

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Il sindaco di Mappano, Francesco Augusto Grassi, davanti allo stemma di Ascoli Satriano in legno, affisso nel suo ufficio.

La memoria: Don Benedetto Ragni

La giornata di sabato è stata anche l’occasione per tornare a riflettere sulla memoria storica. Tra i momenti più intensi, il racconto della figura di Don Benedetto Ragni, il sacerdote che si adoperò per evitare le terribili rappresaglie dei tedeschi contro la popolazione.

La vicenda è stata narrata dall’attore e regista Gerardo Placido, riportando alla luce una pagina drammatica ma fondamentale della storia e sottolineando ancora una volta il valore della memoria come patrimonio condiviso.

Dall’America: il labaro del 1937

Tra i fili conduttori dell’intera manifestazione ha avuto un ruolo centrale il labaro del 1937, realizzato dalle donne ascolane emigrate negli Stati Uniti e simbolo della società di mutuo soccorso fondata oltreoceano per sostenere i conterranei.

Il gonfalone, che ritrae l’immagine di San Potito, rappresenta oggi una testimonianza preziosa della vita delle comunità italiane all’estero e del loro legame mai spezzato con la terra d’origine. Il labaro, rinvenuto presso una rivendita di articoli sacri a Providence dopo un viaggio intercontinentale, approderà definitivamente in Puglia e sarà donato alla Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, dove verrà custodito ed esposto nel polo museale di Ascoli Satriano, la città dei Grifoni.

Un risultato reso possibile grazie a un importante lavoro di squadra coordinato da Gino Gallo e dall’avv. Potito Moscato, con il supporto logistico e linguistico di Emanuela Flagella e Kimberly Torrelli Zacherl, ma anche grazie all’impegno concreto del presidente dell’Associazione Amici di Ascoli Satriano – Piemonte e Valle d’Aosta, Francesco Vasciminno (detto Franco), che si è speso in prima persona per il recupero e l’arrivo in Italia di questo importante simbolo identitario.

Il riconoscimento a Claudio Falcomer per le sue riproduzioni in legno

Nel corso delle due giornate non è mancato anche un momento dedicato al riconoscimento del valore artistico e umano di Claudio Falcomer, carabiniere in pensione, tra i primi cinofili anti-esplosivi d’Italia, che oggi si dedica con passione all’arte dell’intaglio e della scultura del legno.

A lui è stata consegnata una targa come segno di apprezzamento per le sue opere, ispirate ai simboli e alla storia di Ascoli Satriano, che sono state donate in omaggio alle diverse rappresentanze istituzionali come gesto di amicizia, memoria e condivisione

La domenica: fede e partecipazione popolare

La domenica, 8 febbraio, ha riportato al centro la dimensione più propriamente religiosa e popolare della festa. In mattinata si è svolta la solenne funzione liturgica presieduta dal vescovo mons. Fabio Ciollaro, insieme al viceparroco di Mappano-Leinì don Filippo Romagnoli e al diacono Matteo Suozzo.

A seguire, la processione con l’effigie del santo patrono per le vie del paese, accompagnata dalla Banda Musicale “Asculum” di Torino, ha riunito cittadini, autorità e associazioni in un clima di partecipazione sentita e condivisa.

Durante il pranzo sociale è giunto anche un segnale tangibile di continuità nel cammino condiviso tra le due realtà. La dott.ssa Paola Borsello, consigliera comunale di Mappano, ha annunciato l’avvio di future collaborazioni in ambito scolastico tra i due Comuni, sottolineando l’importanza di coinvolgere le nuove generazioni in questo dialogo tra territori. Nella stessa occasione ha consegnato la targa dell’Amministrazione comunale al presidente dell’Associazione, quale attestato di stima per l’impegno dedicato all’organizzazione delle celebrazioni e al consolidamento del legame tra le due realtà.

Nel pomeriggio, i momenti conviviali, tra balli tradizionali come la quadriglia, ringraziamenti e sorrisi, hanno chiuso idealmente due giornate che hanno saputo andare oltre la semplice celebrazione liturgica: perché il senso della festa, come sottolineano gli organizzatori, è onorare le radici e le tradizioni, ma anche ritrovarsi, rincontrarsi e costruire nuove amicizie e nuovi ricordi.

La festa di San Potito 2026 resterà così nella memoria come un’edizione speciale: non solo una ricorrenza religiosa, ma una tappa importante di un percorso che unisce comunità, persone e territori diversi, nel segno del gemellaggio, della memoria storica e di una collaborazione che guarda al futuro.

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