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22 Gennaio 2026 - 23:35
E' tornato Canavèis. Trent’anni di memoria che resistono al tempo
C’è una rivista che, da trent’anni, continua ostinatamente a fare una cosa fuori moda: tenere viva la memoria. Raccontarla senza nostalgia stucchevole, senza retorica da cartolina, ma con la consapevolezza che sapere chi siamo passa inevitabilmente da chi siamo stati. Quella rivista è Canavèis, e il numero 45 – Autunno 2025 / Inverno 2026 – è appena arrivato in edicola.
Quando Giancarlo Sandretto fondò Canavèis nel 1995, la presentazione era già un manifesto editoriale che oggi suona ancora attualissimo: «Canavèis vuol essere un’occasione per parlare degli aspetti più nascosti e dimenticati, dei fatti e delle circostanze quasi persi dalla memoria. Ma vuole soprattutto parlare degli uomini, grandi e piccoli, che ci hanno preceduto. Non si tratta di essere soltanto dei nostalgici. Si vuole semplicemente parlare di noi e di quella che è stata la nostra storia». Parole che, a distanza di trent’anni, continuano a descrivere con precisione chirurgica lo spirito della rivista.
Natura, arte, storia e tradizioni del Canavese e delle Valli di Lanzo restano il cuore pulsante di Canavèis, anche in questo nuovo numero che si presenta, come sempre, in grande formato e con 128 pagine dense di contenuti. Una rivista che non ha mai ceduto alla fretta del consumo rapido, ma che chiede tempo, attenzione e curiosità.
La copertina è già un racconto a sé. Uno scatto straordinario, probabilmente realizzato al Pian delle Nere nei primi anni Dieci del Novecento, ritrae una famiglia alle prese con una piccola, sorprendente arca rurale: mucche, capre, pecore e perfino un maiale, tutti insieme su un prato di montagna. È una fotografia che parla di lavoro, di equilibrio tra uomo e natura, di quotidianità dura ma condivisa. L’immagine proviene dal volume «Caro al nostro cuor. Viaggio sentimentale tra Castelnuovo Nigra, Biella, Bessolo e Torino al tempo della Belle Époque» di Nadia Bontempo, con fotografie dell’archivio Nadia Caretto e Valentino Ceresa, ed è una scelta che sintetizza perfettamente l’anima della rivista.

All’interno, Canavèis conferma la ricchezza che l’ha sempre contraddistinta. Oltre un centinaio di immagini e fotografie d’epoca in bianco e nero accompagnano articoli che scavano nella storia locale con rigore e passione. Si va da «Belmonte e false notizie – Dalle apparizioni leggendarie ai serpenti di fantasia» di Giovanni Bertotti, un viaggio affascinante tra mito, leggenda e disinformazione ante litteram, a «Il professor Carlo Angela – A San Maurizio Canavese curava i fragili e salvava gli ebrei» di Aleardo Fioccone, che restituisce dignità e luce a una figura straordinaria del Novecento.
C’è spazio anche per l’arte e la cultura, con «Giovanni Piumati, artista e intellettuale – Da Col San Giovanni di Viù al Quirinale» di Alessandro Mella, e per la storia dello spettacolo con «Standing ovation – Rivarolo, un movimentato Rigoletto nel 1957» di Mario Merlo, racconto vivido di una serata che fece discutere. Non mancano gli approfondimenti storici come «Le prime elezioni del dopoguerra a Rivarolo» di Riccardo Poletto, né quelli legati alla spiritualità e alle tradizioni, come «Il culto mariano nella Valle di Viù» di Danilo Balagna Dena. E ancora, storie di imprese e famiglie che hanno segnato il territorio, come «La famiglia Boaro di Ivrea – Dal negozio di caccia e pesca al Cinematografo Splendor» firmato da Roberto D’Angelo.
Numero dopo numero, Canavèis dimostra che il racconto del territorio non è un esercizio minore, ma un atto culturale necessario. Un lavoro reso possibile dall’impegno costante dei suoi collaboratori e dalla cura editoriale di Baima & Ronchetti Editore, che continuano a credere in una rivista capace di unire ricerca, divulgazione e amore autentico per il Canavese e le Valli di Lanzo.
Il numero 45 è l’ennesima conferma: Canavèis non è solo una rivista, ma un archivio vivo, una memoria condivisa, un modo serio e appassionato di raccontare chi siamo. Insomma, una lettura che merita spazio, attenzione e – perché no – anche un po’ di orgoglio.
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