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A Ivrea il colmo di una transenna "transennata" da giorni. Disabili e pedoni in strada

Nastro bianco e rosso al posto delle riparazioni, marciapiede impraticabile e rischio per pedoni, anziani e disabili

A Ivrea il colmo di una transenna "transennata" da giorni. Disabili e pedoni in strada

A Ivrea il colmo di una transenna "transennata" da giorni. Disabili e pedoni in strada

Il nastro bianco e rosso sventola diligente, come a voler rassicurare i passanti: tranquilli, qualcuno prima o poi se ne occuperà. Peccato che non segnali l’avvio di un cantiere, ma solo l’assenza totale di interventi. Succede a Ivrea, in una delle rotonde più trafficate tra corso Vercelli, via Strusiglia e la statale 26, dove da oltre una settimana il divisore pedonale è diventato un piccolo monumento all’attesa infinita.

Corredo urbano divelto, transenne a terra, pezzi di cemento sparsi qua e là e un passaggio pedonale che, di fatto, non esiste più. Al suo posto, una soluzione tanto semplice quanto geniale: una transenna transennata. Il colmo.

A segnalare la situazione è Andrea Breccolotti, esponente di Fratelli d’Italia, che racconta una scena che ormai non fa più notizia solo perché, purtroppo, è diventata fin troppo familiare. «È più di una settimana che questo marciapiede è ridotto così. Corredo urbano divelto, nastro bianco e rosso, passaggio completamente bloccato», spiega.

Il risultato è evidente a chiunque provi a passare di lì, soprattutto a chi non può permettersi acrobazie urbane. «Carrozzine per disabili impossibilitate a passare, anziani e pedoni costretti a scendere in strada o a passare sul prato disconnesso», sottolinea Breccolotti. Una passeggiata che si trasforma in un percorso a ostacoli, con le auto che sfrecciano a pochi centimetri e la sensazione che arrangiarsi sia ormai diventata una politica non scritta.

«Non è solo una questione di decoro, ma di sicurezza: pezzi rotti, spigoli, dislivelli. Qui basta un attimo per inciampare e farsi male», continua l’esponente di FdI, ponendo una domanda che suona quasi retorica: «Davvero questa è la soluzione dell’amministrazione? Lasciare tutto così per giorni sperando che non succeda nulla?»

Il nastro segnaletico, del resto, ha un grande pregio: sposta il problema, senza risolverlo. Segnala il pericolo, ma lo lascia lì, intatto, a carico di chi passa. «L’accessibilità non è un favore, è un diritto. E la sicurezza dei cittadini non può essere rimandata», rimarca Breccolotti, chiedendo «un intervento immediato, non nastro bianco e rosso».

Insomma, a Ivrea la sicurezza pedonale resta appesa a un nastro, mentre il diritto alla mobilità – soprattutto per chi è più fragile – può tranquillamente attendere. Almeno fino alla prossima segnalazione. O, peggio, al prossimo incidente.

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