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22 Gennaio 2026 - 17:41
Mercoledì 21 gennaio, nella Sala della Trinità di Cuorgnè, l’Unitre ha ospitato un incontro molto partecipato e tutt’altro che formale: la conferenza del Comandante della Polizia Locale di Cuorgnè, con la partecipazione della dottoressa Linuccia Amore, dedicata alle novità del Codice della Strada entrate in vigore tra il 24 dicembre 2024 e il 2025. Un appuntamento sentito, concreto, capace di andare oltre il semplice aggiornamento normativo per trasformarsi in una riflessione collettiva sul senso profondo della sicurezza, della responsabilità e del rispetto reciproco.
Il Codice della Strada non è soltanto un elenco di divieti, sanzioni e articoli. È una grande architettura normativa che disciplina la convivenza quotidiana di pedoni, automobilisti, ciclisti e animali sulle strade pubbliche. Nato come decreto legislativo il 30 aprile 1992 ed entrato in vigore nel 1993, è stato nel tempo costantemente aggiornato per rispondere alle direttive europee e, soprattutto, ai cambiamenti della società. Perché ogni legge nasce da un bisogno reale, da un problema concreto che chiede risposte. E anche il Codice della Strada evolve per rendere la circolazione più sicura, più ordinata, più sostenibile.
Le sue finalità sono chiare e non negoziabili: sicurezza stradale, tutela della salute delle persone e protezione dell’ambiente. La strada viene riconosciuta come spazio pubblico condiviso, non come territorio di conquista del più veloce o del più forte. Uno spazio che appartiene a tutti e che, proprio per questo, impone a ciascuno il dovere di rispettare gli altri. Il Codice riguarda tutti, ogni giorno, ogni volta che attraversiamo una strada, saliamo in auto o in bicicletta, accompagniamo un figlio a scuola o un anziano dal medico.
In questo quadro si colloca il ruolo fondamentale della Polizia Locale, chiamata non solo a sanzionare, ma a prevenire, educare, informare. Un lavoro quotidiano fatto di controlli, ma anche di presenza nelle scuole, di dialogo con i cittadini, di gestione della viabilità nei cantieri e negli incidenti, di regolamentazione del traffico attraverso ordinanze comunali. Un’attività silenziosa ma essenziale, che contribuisce a rendere più sicuro il tessuto urbano in cui viviamo.
Le novità introdotte dalla legge del 13 novembre 2024 n. 177 rafforzano ulteriormente questo sistema, inasprendo le sanzioni per i comportamenti più pericolosi e introducendo strumenti più incisivi per contrastare l’incidentalità. Tra questi spicca la sospensione breve della patente per le infrazioni più gravi, collegata anche al punteggio residuo. Una misura che mira a colpire soprattutto le condotte irresponsabili e reiterate. Uso del cellulare alla guida, mancato rispetto delle precedenze, semaforo rosso, guida contromano, eccesso di velocità, mancata distanza di sicurezza: sono queste, oggi come ieri, le principali cause di incidenti gravi e mortali.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla tutela delle persone con disabilità. Dal 1° gennaio 2025, su tutto il territorio nazionale, è possibile parcheggiare gratuitamente negli stalli blu quando quelli riservati risultano occupati. Parallelamente, sono state inasprite le sanzioni per chi utilizza indebitamente i parcheggi dedicati. Perché occupare uno stallo per disabili senza averne diritto non è solo una violazione amministrativa: è un atto di inciviltà, una mancanza di rispetto verso chi ogni giorno deve affrontare ostacoli concreti per muoversi, lavorare, curarsi, vivere la città.

Non meno centrale il tema della mobilità sostenibile, sempre più presente nelle nostre strade. Biciclette, monopattini elettrici e veicoli a basso impatto ambientale sono ormai parte integrante del traffico urbano. Il monopattino, oggi a tutti gli effetti un veicolo, è soggetto a regole precise: casco obbligatorio, limiti di età, illuminazione adeguata, divieto di trasportare passeggeri e rispetto delle norme di circolazione. Anche qui il messaggio è chiaro: la sicurezza non è un’opzione, ma una condizione indispensabile.
I numeri degli incidenti stradali, purtroppo, continuano a crescere. E dietro ogni statistica ci sono volti, famiglie, storie interrotte. L’auto è un’arma impropria: guidarla richiede lucidità, attenzione, consapevolezza. Mettersi al volante significa assumersi una responsabilità che va ben oltre sé stessi.
In questo contesto assume un valore simbolico forte la figura di San Sebastiano, patrono della Polizia Locale. Martire e simbolo di coraggio, fedeltà e sacrificio, rappresenta l’ideale di chi svolge il proprio servizio con dedizione, spesso tra critiche e incomprensioni, ma sempre con la consapevolezza di essere al servizio della comunità. Un richiamo al dovere inteso non come imposizione, ma come scelta quotidiana a favore del bene comune.
Perché la strada non è solo asfalto. È il luogo dove si intrecciano le nostre vite. È il percorso verso il lavoro, la scuola, l’ospedale, casa. È lo spazio in cui convivono fragilità e fretta, distrazione e attenzione, egoismo e solidarietà. Le nuove norme non chiedono soltanto di rispettare un limite o evitare una multa. Chiedono un cambio di mentalità: rallentare quando il mondo corre troppo, fermarsi quando qualcuno ha bisogno di passare, ricordare che la sicurezza non è mai solo individuale, ma sempre collettiva.
La strada è di tutti. La responsabilità è di ciascuno.
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