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Via Bellini, la strada a metà: pubblica per i cittadini, invisibile per il Comune

Asfaltata solo a metà dopo i lavori per la rete idrica, tra degrado, allagamenti e silenzi da Palazzo civico. A un anno dalla segnalazione nulla è cambiato e i residenti continuano a chiedersi di chi sia davvero quella strada.

Via Bellini, la strada a metà: pubblica per i cittadini, invisibile per il Comune

Via Bellini, la strada a metà: pubblica per i cittadini, invisibile per il Comune

A distanza di un anno torniamo a parlare di via Bellini a Ivrea. La notizia è semplice e sconfortante: non è cambiato nulla, anzi, la situazione è ulteriormente peggiorata. Resta la domanda che da tempo rimbalza tra i residenti: strada privata o pubblica? La risposta ufficiale non è ancora arrivata. I disagi, invece, sì. Puntuali, come ogni acquazzone.

La verità? Via Bellini è “privata” solo sulla carta, ammesso che quella carta esista davvero. Nei fatti, da decenni ospita un parcheggio utilizzato da chiunque, servizi all’utenza, un’area verde gestita dal Comune e un via vai quotidiano di residenti, pedoni, auto, anziani. Insomma: una strada pubblica per uso, funzione e necessità, ma trattata come un problema di cui nessuno vuole assumersi la responsabilità.

Nel frattempo, le radici degli alberi hanno lavorato come se non ci fosse un domani. Hanno sollevato i cordoli, spaccato il manto stradale, reso il passaggio pericoloso per pedoni e veicoli. Nessuna messa in sicurezza. Nessuna transenna. Nessun intervento strutturale. Tutto tace.

Poi c’è il capolavoro finale: i lavori per la nuova rete idrica. L’asfalto è stato rifatto, sì, ma solo per metà strada.

Una linea netta, surreale, quasi grottesca divide via Bellini in due mondi paralleli: da una parte il manto nuovo, dall’altra quello vecchio, sconnesso, degradato, ormai inutilizzabile. Come se una metà appartenesse a qualcuno e l’altra fosse terra di nessuno. O, peggio ancora, come se non si sapesse nemmeno a chi appartiene.

Morale? Dopo ogni acquazzone si crea un piccolo lago che occupa la parte non rifatta della carreggiata. Le immagini scattate dai residenti parlano chiaro e non hanno bisogno di commenti. Le pozzanghere diventano crateri, l’acqua ristagna, il passaggio si blocca. Auto costrette a manovre improbabili, pedoni che devono aggirare vere e proprie piscine improvvisate, anziani in difficoltà, marciapiedi assenti, tombini che non reggono.

Un residente lo dice chiaramente, senza giri di parole: «La strada è stata ripristinata solo a metà, nonostante esista un parcheggio pubblico e l’area verde sia gestita dal Comune. Ho scritto più volte all’assessore Massimo Fresc. Nessuna risposta, nessun impegno».

In quasi due anni nessuna spiegazione ufficiale, nessun sopralluogo, nessuna presa di posizione. Solo una strada lasciata marcire e cittadini che continuano a chiedersi se vivono su una via pubblica o su un equivoco amministrativo.

I residenti parlano apertamente di lavori eseguiti «accazzo», di interventi incompleti e raffazzonati. Le piogge fanno il resto.

La domanda, oggi come un anno fa, resta identica e senza risposta: di chi è via Bellini? E soprattutto: chi se ne prende cura? Perché finché il Comune continuerà a intervenire “a metà”, anche i cittadini continueranno a vivere a metà, tra disagi, pericoli e promesse mai mantenute.

Insomma, l’acqua prima o poi evapora. Il silenzio, invece, resta. E pesa.

fasfa

bellini

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