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Torino, ecco cosa cercano i turisti quando visitano la città

Crescono le visite, aumentano le notti e vola la Torino+Piemonte Card

Torino, ecco cosa cercano i turisti quando visitano la città

Torino: ecco cosa cercano i turisti quando visitano la città

Torino non è più una scoperta casuale, ma una scelta consapevole. I numeri del 2025 raccontano una città che ha smesso di essere una meta “di passaggio” e si è trasformata in una destinazione culturale strutturata, capace di attrarre visitatori preparati, curiosi e pronti a fermarsi. A certificarlo è l’Osservatorio di Turismo Torino e Provincia, che ha analizzato oltre 1.300 questionari compilati da turisti che hanno acquistato un prodotto o un servizio ufficiale, dalla Torino+Piemonte Card ai Welcome Tour.

Il profilo che emerge è chiaro. Il visitatore tipo ha tra i 36 e i 65 anni, possiede un livello di istruzione medio-alto ed è animato da un interesse dichiarato per mostre, musei, enogastronomia e tradizioni locali. Non cerca solo eventi, ma contenuti. Non solo intrattenimento, ma identità. È un turista che arriva preparato, pianifica, studia e poi vive la città con intensità.

A colpire è anche un altro dato: il 59% è alla prima visita. Segno che Torino continua ad ampliare il suo bacino di attrazione, intercettando nuovi flussi e superando l’etichetta di città “già vista”. Chi arriva lo fa spesso in coppia o in famiglia, sceglie il treno o l’automobile in egual misura e si ferma più a lungo rispetto al passato. Il 66% resta almeno tre notti, con una preferenza netta per hotel e locazioni turistiche, segno di una permanenza non frettolosa, ma ragionata.

La motivazione principale del viaggio è semplice e potente: visitare la città. Torino viene percepita sempre più come una capitale culturale, grazie alle Residenze Reali Sabaude, a un sistema museale riconoscibile e a un’offerta artistica che riesce a essere allo stesso tempo solida e accessibile. Non è un caso che il 72% dei visitatori abbia visitato quattro o più musei o mostre, dedicando in media circa due ore a ciascuna struttura. Un tempo lungo, che racconta attenzione e coinvolgimento.

In cima alla classifica delle mete più visitate con la Torino+Piemonte Card ci sono certezze ormai consolidate come il Museo Egizio, il Museo Nazionale del Cinema, i Musei Reali, la Reggia di Venaria Reale e Palazzo Madama. Ma accanto ai grandi nomi emergono anche tappe che rafforzano il racconto di una città complessa e stratificata, come il MAUTO, la Basilica di Superga, il Museo del Risorgimento, la Palazzina di Caccia di Stupinigi e la Pinacoteca Agnelli.

Torino, però, non si esaurisce nei suoi confini. Circa il 30% dei visitatori sceglie di allargare lo sguardo e includere nel proprio soggiorno anche il territorio circostante. La Reggia di Venaria, la Sacra di San Michele e l’area delle Langhe-Asti sono le mete più gettonate. Un segnale importante: la città funziona sempre più come porta d’accesso a un sistema turistico più ampio, capace di mettere in rete cultura, paesaggio ed eccellenze enogastronomiche.

Proprio il cibo gioca un ruolo centrale. Dopo le visite culturali e le passeggiate urbane, pranzi e cene nei ristoranti rappresentano una delle attività più praticate. Torino e il Piemonte vengono scelti anche per quello che sanno offrire a tavola, con una proposta che mescola tradizione e qualità, diventando parte integrante dell’esperienza di viaggio.

Il giudizio complessivo è netto. Il 91% dei turisti si dichiara soddisfatto della vacanza e pronto a tornare. Il 99% consiglierebbe Torino ad amici e parenti. Un dato quasi plebiscitario, rafforzato dalla valutazione dei servizi cittadini, che raggiunge una media di 4,1 su 5. A convincere sono soprattutto i musei, l’accoglienza, le strutture ricettive e la ristorazione.

In questo scenario, la Torino+Piemonte Card si conferma uno strumento centrale. Nata nel 2000 per rendere più semplice e conveniente la fruizione dell’offerta culturale, oggi coinvolge oltre 100 musei in tutta la Regione ed è diventata un vero acceleratore economico. Nel 2025 le vendite sono cresciute del 10% rispetto all’anno precedente, con un picco durante le festività natalizie, quando l’incremento ha toccato il 18%.

In totale sono state vendute 30.019 card, generando oltre 2 milioni di euro di entrate per i musei. Le versioni più richieste restano quelle da 2 e 3 giorni, che insieme rappresentano il 67% delle vendite, a conferma di una permanenza media tra i due e i quattro giorni. È un turismo che si prende tempo, che non consuma la città in fretta.

Decisiva è stata anche la digitalizzazione. L’introduzione del QR Code ha reso la card completamente mobile, facilitandone l’uso e l’acquisto. Le Online Travel Agency rappresentano oggi il principale canale di vendita, mentre le ottime recensioni online, con una media di 4,7 su 5, hanno contribuito a rafforzarne la reputazione. Il sito ufficiale resta un punto di riferimento, con numeri che testimoniano interesse reale e coinvolgimento.

Secondo Maurizio Vitale, presidente di Turismo Torino e Provincia, i risultati confermano un comparto in salute e una carta turistica tra le più efficienti d’Italia. Per Domenico Carretta, assessore al Turismo della Città di Torino, il dato chiave è la qualità dell’esperienza: chi arriva cerca organizzazione, cultura e soggiorni lunghi, con una ricaduta concreta sul sistema economico locale. Paolo Bongioanni, assessore regionale, sottolinea invece il profilo sempre più tecnologico del turista e la capacità di Torino di fungere da hub per l’intero Piemonte.

Il messaggio che arriva dai numeri è chiaro: Torino non vende solo attrazioni, ma un’esperienza completa. E il turista del 2025 sembra averlo capito molto bene.

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