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Monferrato Next: il progetto che apre le porte ai giovani e li fa restare per costruire il futuro

Dai piccoli comuni del Monferrato nasce un’iniziativa dedicata ai ragazzi dai 15 ai 34 anni, che mette voce, spazi e strumenti nelle loro mani per costruire il proprio domani senza dover partire.

Monferrato

Monferrato Next: il progetto che apre le porte ai giovani e li fa restare per costruire il futuro

Nel Monferrato c’è un movimento silenzioso ma determinato che sta prendendo forma. Non nasce da grandi slogan, ma da un’idea semplice e potente: dare ai giovani lo spazio per diventare protagonisti del proprio territorio. Questo movimento si chiama Monferrato Next. Un progetto che parla di crescita, di scelte difficili, di ragazzi che spesso si trovano davanti a un bivio: partire o restare. E che prova a dimostrare che restare può essere una possibilità, non una rinuncia.

Monferrato Next è un progetto nato ed è gestito da Fondazione MOS, l’ente che organizza ogni anno Monferrato On Stage e che, da tempo, lavora per mettere in rete gli attori del territorio e costruire progettualità condivise. «Fondazione MOS, in tutte le sue iniziative, cerca di mettere insieme gli attori del territorio per elaborare e implementare progettualità che siano condivise ed efficaci», spiega Sabrina Ottavis, progettista e coordinatrice del progetto.

Alla base c’è una convinzione forte: il cambiamento non nasce dall’alto, ma dalla collaborazione tra enti, istituzioni, associazioni e cittadini. Ed è proprio su questa rete che Monferrato Next costruisce il suo percorso. «L’idea è sempre quella di fare rete, far collaborare realtà diverse e costruire qualcosa che abbia un impatto reale».

Non è un progetto nato per riempire un calendario di eventi, ma un percorso che parla di giovani che non vogliono più essere spettatori, di paesi che rifiutano l’idea di essere periferia, di comunità che scelgono di investire sul futuro partendo da chi lo vivrà davvero. L’iniziativa è rivolta ai giovani dai 15 ai 34 anni ed è stata presentata al bando regionale “Piemonte per i Giovani”, finanziato dalla Regione Piemonte, risultando vincitrice del finanziamento. «Questa iniziativa è stata progettata pensando proprio alla fascia under 34», racconta Ottavis. «È un progetto che nasce per rendere il territorio più attrattivo per i giovani e per aprire spazi di partecipazione in cui possano essere effettivamente protagonisti». Il progetto coinvolge, oltre a Fondazione MOS, cinque Comuni che hanno creduto nei giovani: Portacomaro, comune capofila, Cavagnolo, Piea, Roatto e Moncalvo, uniti da una stessa visione: dare spazio, fiducia e strumenti concreti alle nuove generazioni per costruire qualcosa che resti.

Il progetto si rivolge ai giovani che vivono questi territori, ma non chiude le porte a nessuno: le attività sono aperte anche ai ragazzi del resto del Monferrato, in un’ottica inclusiva e di scambio continuo. Il cuore di Monferrato Next è la partecipazione reale. I ragazzi non vengono coinvolti come pubblico, ma come co-progettisti, chiamati a immaginare, discutere e realizzare attività che parlano la loro lingua.

Le azioni previste sono molteplici e concrete: Festival giovanili sul territorio; Masterclass gratuite di progettazione culturale; Tirocini universitari curriculari ed extracurriculari; Stage per tecnici dello spettacolo dal vivo; Momenti di orientamento tra scuola e mondo del lavoro.

Ma soprattutto nasce lo Young Board, un vero e proprio spazio di confronto permanente, dove i giovani possono portare idee, bisogni e visioni. «Lo Young Board – spiega Sabrina Ottavis – è uno spazio dove i ragazzi imparano che la loro voce conta davvero. Non è simbolico, è operativo. Da lì nascono proposte, progetti e scelte». Un percorso che unisce creatività, competenze e concretezza.

Accanto alla progettazione, c’è un altro elemento fondamentale: la comunicazione, affidata a giovani professionisti che conoscono il linguaggio delle nuove generazioni.

Gabriele Bosco, content creator e grafico, e Andrea Guida, content creator specializzato in comunicazione digitale, stanno dando al progetto un’identità visiva e narrativa capace di parlare ai giovani senza filtri. Immagini, video, caroselli social: Monferrato Next non racconta solo cosa succede, ma come si vive il territorio oggi, con uno sguardo contemporaneo, autentico, lontano dagli stereotipi. A dare voce al progetto è Francesco Bellè, che cura l’ufficio stampa, costruendo un dialogo costante con il territorio e i media locali.

Monferrato Next guarda oltre l’immediato. Per questo è stato istituito anche un Comitato Consultivo Territoriale sulle politiche giovanili, uno spazio di dialogo tra giovani, enti pubblici, associazioni, istituzioni e cittadini. Il primo incontro si terrà il 22 gennaio a Piea e coinvolgerà Comuni, Provincia di Asti, Città Metropolitana di Torino, GAL Basso Monferrato Astigiano, Ente Turismo Langhe Monferrato Roero e numerose associazioni. «Se vogliamo che i giovani restino – sottolinea Sabrina Ottavis – dobbiamo smettere di decidere per loro e iniziare a decidere con loro. Questo tavolo nasce proprio da qui». «Sarà un momento per discutere, elaborare nuovi spunti e creare azioni per i giovani che siano davvero partecipate».

Monferrato Next non promette miracoli. Promette lavoro, ascolto e confronto. Promette di dare ai giovani la possibilità di sbagliare, riprovare, crescere. Promette di costruire un territorio dove restare non sia una rinuncia, ma una scelta consapevole. È una sfida che parla di radici e futuro, di chi ama questi paesi e non vuole vederli svuotarsi, di ragazzi che scelgono di investire il proprio tempo dove sono nati.

Nel Monferrato, il cambiamento non è uno slogan: è già iniziato. Monferrato Next è già online: un primo video e un primo post informativo sono stati pubblicati sui canali social, e nelle prossime settimane seguiranno nuove immagini, contenuti e racconti. Ma al di là della comunicazione, resta il senso profondo del progetto: credere nei giovani, offrire loro strumenti reali e riconoscere che il futuro dei territori passa dalle scelte di chi li abita oggi. È così che qualcuno ha deciso di provarci davvero.

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