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Allarme Asaps, il Piemonte tra le regioni con più pedoni uccisi

Cinque decessi in Piemonte nelle prime settimane del 2026

Allarme Asaps

Allarme Asaps, il Piemonte tra le regioni con più pedoni uccisi (foto di repertorio)

Sono già 30 i pedoni morti sulle strade italiane dall’inizio del 2026. Un dato pesante, che arriva a meno di tre settimane dall’inizio dell’anno e che riporta l’attenzione su una emergenza costante della sicurezza stradale. A fornire i numeri è l’Osservatorio Sapidata-Asaps, struttura di monitoraggio dell’Asaps, l’Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale, con sede a Forlì.

Il bilancio provvisorio parla di 22 uomini e 8 donne deceduti. Un dato particolarmente significativo riguarda l’età delle vittime: 18 pedoni avevano più di 65 anni, pari a quasi due terzi del totale. Una conferma di come le persone anziane restino la fascia più esposta e vulnerabile negli investimenti stradali.

Guardando alla distribuzione territoriale, Lombardia e Piemonte risultano le regioni più colpite. La Lombardia guida la classifica con 6 decessi, seguita dal Piemonte con 5 pedoni morti dall’inizio dell’anno. Subito dopo si colloca il Lazio, con 3 vittime. Un dato che colloca il Piemonte tra le aree più critiche a livello nazionale nelle prime settimane del 2026.

Un altro elemento centrale del report riguarda il luogo degli investimenti. Diciotto dei trenta decessi sono avvenuti sulle strisce pedonali, ovvero in spazi teoricamente destinati alla massima tutela dei pedoni. Un numero che rafforza la gravità del fenomeno e pone interrogativi sul rispetto delle precedenze e sulla sicurezza degli attraversamenti.

Nel bilancio emergono anche due episodi di pirateria stradale, con il conducente fuggito dopo l’impatto, lasciando il pedone a terra senza prestare soccorso. In uno dei casi più gravi, al decesso del pedone si è aggiunta anche la morte del cane che lo accompagnava.

Per quanto riguarda gli interventi sul posto, i rilievi sono stati effettuati in 7 casi dalla Polizia Locale, in 4 casi dall’Arma dei Carabinieri e in 3 casi dalla Polizia Stradale, a testimonianza della diffusione del fenomeno su strade urbane ed extraurbane.

L’Asaps sottolinea inoltre che il report ha carattere parziale. I dati non tengono conto dei feriti gravi che, in alcuni casi, muoiono a distanza di settimane o mesi dal sinistro. Le statistiche ufficiali dell’Istat, infatti, considerano solo i decessi avvenuti entro 30 giorni dall’incidente, con il rischio di una sottostima del fenomeno reale.

Il confronto con il passato rafforza l’allarme. Nel gennaio dello scorso anno, i pedoni morti furono 43. Un numero più alto rispetto a quello attuale, ma che non attenua la preoccupazione per un 2026 che si è aperto con un bilancio già pesante, soprattutto in regioni come il Piemonte, dove il dato resta tra i più alti d’Italia.

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